Marito e moglie possono nominarsi eredi a vicenda?
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13 Ott 2016
 
 

Marito e moglie possono nominarsi eredi a vicenda?

I coniugi possono fare testamento l’uno a favore dell’altro, ma non possono escludere dalla successione i figli.

 

Marito e moglie possono nominarsi eredi a vicenda facendo testamento l’uno a favore dell’altra. In tal modo possono rispettivamente attribuirsi una quota maggiore di quella ad essi destinata in base alla legge. Ma non possono escludere dalla successione i figli, che hanno diritto a ricevere una parte dell’eredità dei genitori.

 

Molto spesso i coniugi desiderano tutelarsi rispetto alle pretese dei figli o di altri parenti. Nasce dunque l’esigenza di fare testamento, in modo da attribuirsi a vicenda tutto il patrimonio ereditario.

Infatti per legge al coniuge è destinata solo una quota dei beni lasciati dall’altro coniuge al momento della morte. Ovvero, in mancanza di testamento, se la coppia ha avuto figli l’eredità viene ripartita tra il consorte superstite e i figli. In mancanza di prole, entrano nella successione legittima i genitori, i fratelli e le sorelle del defunto.

 

Per disporre dell’eredità i coniugi possono fare testamento dal notaio o, in alternativa, possono redigere un testamento olografo. Quest’ultimo deve essere scritto dal testatore interamente a mano, deve essere datato e firmato. Il testamento olografo è nullo se:

  • è scritto a computer, stampato e successivamente firmato dal testatore;
  • è scritto a mano da una persona diversa da colui intende fare testamento, il quale appone solo la propria sottoscrizione;
  • è fatto congiuntamente da entrambi i coniugi, che, dopo aver stilato un unico testamento, firmano entrambi.

La clausola con cui marito e moglie possono nominarsi eredi per tutto il patrimonio, con esclusione di qualsiasi altro soggetto, può essere ad esempio:

  • «nomino erede universale mio marito/mia moglie»;
  • «lascio tutto il mio patrimonio a mio marito/mia moglie».

È opportuno aggiungere le generalità (nome, cognome, luogo e data di nascita) del beneficiario della disposizione.

 

Va detto che, oltre il coniuge, altri componenti del nucleo familiare vengono tutelati dalla legge. Si tratta dei figli e, in mancanza di questi, degli ascendenti del defunto. A questi congiunti, che vengono tecnicamente chiamati legittimari, il legislatore riserva una quota del patrimonio ereditario, anche contro la volontà del testatore.

Dunque, se i coniugi si sono nominati eredi universali a vicenda, il testamento può essere impugnato. A tal fine il legittimario che sia stato escluso dalla successione può proporre un’azione giudiziale, detta azione di riduzione, per fare dichiarare il testamento inefficace, quanto basta a reintegrare la quota che la legge gli riserva. Il testamento non può però essere contestato se il legittimario ha già ricevuto in vita tramite donazione beni per un valore equivalente alla sua quota di legittima.


 


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