Mi licenziano se litigo o picchio un collega di lavoro?
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13 Ott 2016
 
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Redazione
 


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Mi licenziano se litigo o picchio un collega di lavoro?

Licenziamento per giusta causa solo se la condotta violenta è voluta e intenzionale.

 

Se litighi con un collega e, a seguito del diverbio verbale, venite alle mani e lo picchi, puoi essere licenziato. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza [1].

 

L’azienda dovrà comunque dimostrare che c’è stata la colluttazione e che a questa non solo hai partecipato, ma anche hai dato causa, nel senso che ne sei stato l’origine e l’artefice principale. Ricostruire pertanto la dinamica degli eventi e, in particolare, le modalità della lite è essenziale per stabilire se il licenziamento sia legittimo o meno.

 

Se la lite però è iniziata a seguito del comportamento del tuo collega, allora hai il diritto di difenderti: in questo caso, se riesci a dimostrare (magari con testimoni) che la tua condotta violenta è stata una semplice reazione, determinata dalla necessità di reagire all’aggressione di un altro dipendente, allora il licenziamento è nullo e devi essere reintegrato sul posto di lavoro (anche con le nuove regole del Job Act). Insomma, solo provando la legittima difesa puoi far valere le tue ragioni.

 

Molto più rigorosa è una sentenza del Tribunale di Torino [2] secondo cui è licenziabile il lavoratore che ha partecipato attivamente alla colluttazione già solo per il fatto di non essersi sottratto allo scontro con il collega. Questo perché la legittima difesa scatta solo quando non c’è altra possibilità, per la parte aggredita, di difendersi se non con l’uso della forza; ma se ha la possibilità di mettersi in salvo, sfuggendo allo scontro, andando per esempio da un’altra parte, non può più giustificarsi con il discorso della tutela dell’onore e della propria rispettabilità: il pugno o lo schiaffo non giustifica una reazione se l’aggressione termina con tale gesto o se il danneggiato può facilmente trovare una via di fuga dal litigio.

 

In sintesi, se risulta una chiara volontà del dipendente aggredito dal collega di partecipare alla colluttazione, non rileva chi per primo abbia iniziato il litigio: basta la partecipazione attiva alla rissa per consentire il licenziamento per giusta causa, quello cioè senza preavviso.


[1] Cass. sent. n. 20211/2016.

[2] Trib. Torino, sent. del 21.07.2014.

 


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