Come avviene il riciclaggio del denaro sporco su internet?
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14 Nov 2016
 
L'autore
Maura Corrado
 


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Come avviene il riciclaggio del denaro sporco su internet?

Grazie alla diffusione della moneta virtuale e degli strumenti di pagamento elettronici, riciclare denaro sporco è diventato un crimine informatico. Vediamo perché.

 

Riciclaggio di denaro: che significa?

Strumento prediletto dalle associazioni mafiose, che lo utilizzano per poter utilizzare, senza alcun rischio, somme monetarie di derivazione delittuosa, con l’espressione riciclaggio di denaro si fa riferimento a tutte quelle operazioni finanziarie il cui scopo è quello di “lavare” somme di denaro ottenute illecitamente in modo tale da farle sembrare di provenienza legale. Si tratta di un’attività suddivisa in due momenti cardine:

  • l’acquisizione del denaro in maniera illecita,
  • la sua successiva pulizia per renderlo utilizzabile.

Fatto, questo, occorre

  • dissimulare le tracce e
  • controllare costantemente il denaro riciclato.

 

 

Riciclaggio di denaro: possibile anche con la moneta elettronica?

Le monete virtuali  – nuovo strumento di liquidità che si caratterizza per il mancato supporto cartaceo, per l’anonimato garantito e per la notevole velocità di circolazione dei capitali che permette (tra le monete virtuali il bitcoin è certamente quella che ha acquistato più rilevanza) – hanno segnato un’evoluzione delle transazioni commerciali e, di conseguenza, anche di questa pratica criminosa e, nello stesso tempo, ne hanno permesso la crescita e la diffusione, rendendo più facile ripulire il denaro: il riciclaggio, in altre parole, diventa sempre più un crimine informatico. Ciò in quanto l’assenza di un’autorità di emissione abbassa i costi di transazione. E il riciclatore “tipo” – quello con valigetta stracolma di banconote – ha dovuto adeguarsi all’evoluzione delle tecnologie informatiche e alla contestuale introduzione di sistemi di pagamento elettronico. Le organizzazioni criminali e terroristiche, dal canto loro, hanno trovato terreno fertile su cui sviluppare tali attività proprio negli scambi finanziari che utilizzano la rete come strumento di contatto: internet offre, infatti, canali di riciclaggio estremamente innovativi rispetto a quelli tradizionali.

 

In particolare, in costante sviluppo sono i servizi di pagamento in internet (e-payments) che includono un’ampia gamma di soluzioni a supporto del commercio elettronico, implementato anche grazie all’effettuazione dei pagamenti tramite telefono cellulare e tablet (m-payments). La tecnologia “contactless”, che non richiede l’inserimento fisico, ma il semplice avvicinamento della carta di pagamento al dispositivo Pos, le carte intelligenti (smart card), contenenti un micro-chip capace di immagazzinare denaro in forma elettronica, spendibile come comune contante, hanno rivoluzionato il modo di fare acquisti. Tali sistemi non prevedono come obbligatoria l’apertura di un conto corrente bancario: di conseguenza, individuare un titolare effettivo ai sensi della normativa contro il riciclaggio è impossibile.

 

Tutti questi strumenti, unitamente alla moneta virtuale – la cui peculiarità risiede nell’impiego di tecniche crittografiche a base della sua coniatura, nel decentramento della possibilità di coniare nuova moneta e nell’assenza di autorità centrali deputate al controllo e gestione del sistema di creazione di scambio – sono un formidabile strumento per far “girare” ricchezza di origine illecita, proprio perché godono di una migliore flessibilità e minori costi di transazione. Ma il vantaggio più grande che essi offrono consiste sicuramente nel fatto che si evita la movimentazione fisica del capitale da ripulire, considerato che il riciclatore dispone di denaro già dematerializzato e allo stato virtuale. A ciò si aggiunge che è molto difficile limitare l’ingresso ai siti che offrono servizi distorti dell’utilizzo dei sistemi di pagamento elettronici, anche considerando che, nella maggior parte dei casi, gli intermediari che offrono servizi di questo genere agiscono essi stessi ai confini della legalità, giustificando le restrizioni di accesso con l’obiettivo di tutelare la privacy degli utenti e collocando le loro società in Paesi che adottano in merito una legislazione particolarmente flessibile. A tutto questo si somma il fatto che l’utilizzo di internet come strumento per il transito di attività illecite garantisce l’anonimato delle controparti della transazione, rapidità e permette la connessione virtuale anche fra persone residenti in opposti punti del globo, in modo da sfuggire al controllo forze di polizia.


 


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