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Lo sai che? Pubblicato il 13 ottobre 2016

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Lo sai che? Prima di farmi la multa il vigile deve fermarmi sempre?

> Lo sai che? Pubblicato il 13 ottobre 2016

La contestazione immediata all’automobilista è obbligatoria solo quando possibile e non costituisce pericolo o intralcio alla circolazione.

Non sempre, prima di elevare la multa, il poliziotto deve fermare il conducente. Quella che, in termini giuridici, viene chiamata «contestazione immediata della contravvenzione» è obbligatoria solo quando l’arresto dell’auto sia materialmente possibile, ossia non arrechi intralcio o non costituisca pericolo per la circolazione. Nelle altre ipotesi, invece, il conducente riceve la multa direttamente a casa propria (con raccomandata a.r. o a mezzo di notifica a mani), ma è necessario, affinché essa sia valida, che il verbale riporti le ragioni della mancata contestazione. Il giudice può poi verificare – su ricorso dell’automobilista – se tali motivazioni siano reali o solo di forma e, in quest’ultimo caso, è tenuto ad annullare la multa. È quanto ricorda la Cassazione con una recente sentenza [1].

Quando non è necessaria la contestazione immediata della multa?

Il codice della strada individua i casi in cui non è necessario fermare l’auto contravvenzionata. Li abbiamo elencati tutti qui; i principali sono:

  • se il veicolo andava così veloce da rendere difficile l’inseguimento;
  • passaggio col rosso;
  • sorpasso vietato;
  • utilizzo di autovelox che consente la determinazione della velocità solo in un momento successivo a quello in cui l’auto è ormai passata;
  • passaggio nelle Ztl.

Contestazione immediata

Se nella generalità dei casi la contestazione immediata è necessaria perché consente all’automobilista l’esercizio del diritto alla difesa (potendo immediatamente contraddire il verbalizzare o addurre le proprie ragioni), laddove tale contestazione non sia possibile essa non è più obbligatoria, ma in tal caso devono essere indicate nel verbale le ragioni della mancata contestazione. Sulla validità di tali ragioni il giudice si può pronunciare, ferma l’impossibilità di sindacare comunque le modalità di organizzazione del servizio pubblico.

La contestazione immediata deve dunque essere effettuata se e quando sia possibile in relazione alle modalità di organizzazione del servizio predisposto dall’Amministrazione secondo il suo insindacabile giudizio; servizio il cui fine istituzionale è pur sempre quello di reprimere comportamenti pericolosi per la regolarità della circolazione e la vita degli utenti delle strade.

La comunicazione dei dati del conducente

Ricordiamo che se la multa, per la quale sia prevista la decurtazione dei punti dalla patente, non viene contestata subito, ma spedita a casa dell’automobilista, questi, entro 60 giorni, deve inviare una comunicazione all’autorità con cui indica i dati della patente dell’effettivo conducente, in modo che solo a questi – in quanto responsabile – vengano tolti i punti. Se non lo fa riceve una seconda multa, ma non perde i punti.

note

[1] Cass. sent. n. 20595/16 del 2.10.2016.

Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 2, sentenza 26 maggio – 12 ottobre 2016, n. 20595
Presidente Manna – Relatore Correnti

Fatto e diritto

P.F. propone ricorso per cassazione, illustrato da memoria fuori termine, contro il Comune di Scandicci, che resiste con controricorso, avverso la sentenza del Tribunale di Firenze che ha rigettato l’appello confermando la sentenza del GP di rigetto di opposizione a verbale per violazione dell’art. 142 VIII cds richiamando i principi in tema di contestazione immediata e l’utilizzabilità del telelaser Ultralyte.
Il ricorrente denunzia 1) violazione degli artt. 201 cds e 384 reg cds sulla mancata contestazione immediata; 2)mancata dimostrazione della corretta funzionalità del dispositivo elettronico; 3) mancanza di visibilità degli agenti del traffico; 4)esclusione della condanna alle spese trattandosi di patrocinio da parte dell‘avvocatura comunale.
Ciò premesso si osserva.
Quanto al primo motivo questa Corte, da tempo, ha affermato il principio che la contestazione immediata, ove possibile, costituisce elemento di legittimità del provvedimento, salvo tuttavia non sia possibile; nel qual caso devono essere indicate nel verbale le ragioni della mancata contestazione e su di esse è possibile il sindacato giurisdizionale, con il limite dell’insindacabilità delle modalità di organizzazione del servizio (Cass. 18.1.05 n. 944, 28.12.04 n. 24066, 21.6.01 n.8528, 25.5.01 n. 7103, 29.3.01 n. 4571, etc.).
L’art. 384 del regolamento d’attuazione CdS identifica, poi, ma solo esemplificamente, alcuni casi in cui la contestazione immediata deve ritenersi impossibile, fra i quali tutti quelli in cui non sia possibile fermare il veicolo in tempo utile e nei modi regolamentali allorquando si faccia uso d’apparecchiature di rilevamento elettroniche che consentano l’accertamento della velocità solo durarne o dopo il passaggio del veicolo.
La contestazione immediata deve, dunque, essere effettuata se e quando sia possibile in relazione alle modalità di organizzazione citi servizio predisposto dall’Amministrazione secondo il suo insindacabile giudizio, servizio il cui fine istituzionale e pur sempre quello di reprimere comportamenti pericolosi per la regolarità della circolazione e la vita degli utenti delle strade, mentre può legittimamente non essere effettuata in ogni altro caso in cui sia stato comunque impossibile procedevi.
L’indicazione, poi, nel verbale di contestazione notificato, d’una ragione che rendesse ammissibile la contestazione differita dell’infrazione, rende ipso facto legittimo il verbale e la conseguente irrogazione della sanzione, senza che, in proposito, sussista alcun margine d’apprezzamento, in sede giudiziaria, circa la possibilità concreta di contestazione immediata della violazione, dovendo escludersi che il sindacato del giudice dell’opposizione possa riguardare le scelte organizzative dell’amministrazione.
Tra dette modalità possibili ma la cui scelta rientra nelle scelte discrezionali del pubblico ufficiale preposto all’espletamento del servizi di rilevamento delle infrazioni, va annoverata anche quella d’interrompere o meno il servizio al momento svolto per provvedere alla contestazione immediata dell’infrazione ad un solo contravventore.
Quanto alla seconda censura, non si ignora che, a seguito della ordinanza n 17766/2014 cd questa Corte che aveva sollevato d’ufficio la questione di legittimità costituzionale dell’art. 45 del d.lgs. 285/1992 sulla verifica periodica di funzionalità e taratura dell’apparecchio la Corte costituzionale, con sentenza n. 113/2015, ha dichiarato l’illegittimità della norma.
In applicazione di tale decisione, in situazioni analoghe è stata pronunziata la cassazione con rinvio per procedere alle relative verifiche (Cass. n. 0972/2016) né è sufficiente il riferimento del controricorrente ad un certificato di omologazione.
Donde il rigetto dei primo motivo e l’accoglimento del secondo mentre stano assorbiti i restanti motivi.

P.Q.M.

La Corte rimetta il primo motivo di ricorso, accoglie il secondo, dichiara assorbiti à altri, cassa la sentenza in relazione a quanto sopra e rinvia anche per le spese al Tribunale di Firenze, in persona di altro Magistrato.

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