Cartella di pagamento: dopo 5 anni scadono sanzioni e interessi
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14 Ott 2016
 
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Cartella di pagamento: dopo 5 anni scadono sanzioni e interessi

Equitalia e debiti verso lo Stato: la prescrizione di interessi e sanzioni è sempre di cinque anni, a prescindere dal tributo dovuto.

 

Se, dopo la notifica della cartella di pagamento, Equitalia non si fa più viva, i primi a scadere e a non essere più dovuti sono le sanzioni e gli interessi. La prescrizione per queste somme è, infatti, sempre di cinque anni, a prescindere dal tipo di tributo richiesto nella cartella stessa. Uno sconto che si può ottenere, quindi, sfruttando il tempo di inattività nella riscossione. È quanto chiarito dalla Commissione tributaria di Milano con una recente sentenza [1].

 

La prescrizione altro non è che il tempo entro il quale il creditore – nel nostro caso, lo Stato – può bussare alla porta e pretendere il pagamento. Nel caso delle cartelle esattoriali, i termini entro cui la prescrizione si realizza non sono sempre uguali, ma variano a seconda della causale della cartella di pagamento. In particolare:

  • per Iva, Irap e Irpef, la prescrizione è di 10 anni (anche se un recente orientamento riporta a 5 anni la prescrizione dei tributi che si devono pagare annualmente, quindi l’Irpef e l’Irap);
  • Canone Rai e diritti annuali della Camera di Commercio si prescrivono anch’essi entro 10 anni;
  • il bollo auto invece si prescrive dopo 3 anni, ma il termine inizia a decorrere non da quando l’imposta è dovuta ma dal 1° gennaio dell’anno successivo;
  • contributi previdenziali Inps e Inail si prescrivono in 5 anni;
  • anche le multe si prescrivono in 5 anni.

 

Per conoscere, nel dettaglio, tutti i termini di prescrizione e decadenza leggi la scheda dedicata ai termini di prescrizione delle cartelle Equitalia.

 

Spesso, nella cartella, si trovano voci tra loro diverse: ad esempio, multe non pagate, bollo auto e Iva. In questi casi, la cartella si «scompone» e la prescrizione seguirà le regole dei singoli tributi, con la conseguenza che l’atto non scade tutto nel medesimo giorno, ma ad esempio si prescriveranno prima le somme relative al bollo auto, poi quelle per le multe e infine l’Iva.

 

Ultima importante considerazione: il mancato pagamento delle imposte comporta sempre l’applicazione di sanzioni e interessi i quali vengono addebitati, a carico del contribuente, sulla cartella di pagamento e richiesti in un’unica soluzione con il tributo principale. Ebbene, su questo punto si sofferma la sentenza in commento. Che dice: «per sanzioni e interessi la prescrizione è sempre di 5 anni». E questo a prescindere dal tipo di imposta che ne è la causa. Così, è sempre di 5 anni la prescrizione di sanzioni e interessi per Iva, bollo auto, multe, contributi Inps, Irpef, ecc. Con la conseguenza che, ad esempio, su una cartella di pagamento per imposte sui redditi, scadranno prima gli interessi e le sanzioni e poi il tributo vero e proprio.

 

Attenzione però: se il contribuente riceve un sollecito di pagamento o qualsiasi altro atto che gli ricorda di dover versare le somme iscritte a ruolo, il termine di prescrizione si «interrompe» e inizia a decorrere nuovamente da capo, a partire dal giorno successivo alla notifica del sollecito stesso. Con la conseguenza che, in questo modo, in teoria la prescrizione potrebbe non verificarsi mai. Quindi, prima di procedere a un ricorso contro la cartella esattoriale, bisogna sempre ricostruire tutta la vicenda, risalire a tutti gli atti ricevuti da Equitalia e verificare se le singole notifiche sono intervenute prima o dopo il compimento della prescrizione: solo nel secondo caso, infatti, ci si libera dal debito.

 


[1] Ctp Milano, sent. n. n.7362/2016 del 22.09.2016.

[2] «Gli interessi, a norma dell’art. 2948 n. 4 cod. civ., si prescrivono nel termine breve di cinque anni (cassazione n. 4704/2001), mentre, anche per la riscossione delle sanzioni l’art. 20, co. 3, dlgs n. 472/1997 stabilisce che il diritto alla riscossione si prescrive nel termine di cinque anni».

 


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Commenti
14 Ott 2016 clara bella

Scusate ma se la cartella va in prescrizione perche’ notificata dopo i 5 o 10 anni e’ normale che anche interessi e sanzioni decadano.