Stop sanzioni su tasse se l’amministrazione non paga i debiti
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16 Ott 2016
 
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Stop sanzioni su tasse se l’amministrazione non paga i debiti

Il ritardo dell’ente pubblico nel pagamento dei debiti con la ditta è forza maggiore: imprenditore salvo dalle sanzioni sulle tasse non versate.

 

Non è colpevole il contribuente che non paga le tasse perché, a sua volta, non ha ottenuto i soldi che la pubblica amministrazione gli doveva. I ritardi nei pagamenti da parte degli enti pubblici sono infatti una forza maggiore che evita il rischio delle sanzioni non solo penali, ma anche tributarie. È quanto ricorda la Commissione Tributaria Regionale del Lazio [1].

 

Una volta tanto la pubblica amministrazione paga le conseguenze dei propri ritardi nei pagamenti verso le aziende private: così non si può imporre all’imprenditore di pagare le tasse se la «cassa» piange a causa dell’inadempimento degli enti pubblici suoi clienti privilegiati.

La Pa è famigeratamente nota per i propri ritardi che, spesso, sono causa di gravi crisi di liquidità delle società: un problema sentito dal Governo che ha tentato, negli scorsi anni, di approvare apposite norme per velocizzare i pagamenti. Ma il problema è rimasto e la copiosa giurisprudenza formatasi sul tema ne è una prova tangibile. Tutt’oggi gli imprenditori ricevono cartelle esattoriali per tasse non versate a causa delle difficoltà economiche determinate dalla lentezza della pubblica amministrazione nei pagamenti. Lentezza che, tuttavia, in base alla sentenza in commento integra una «causa di forza maggiore» nell’adempimento degli obblighi tributari.

In altre parole, l’imprenditore che dimostri di non aver potuto pagare le tasse a causa di una crisi di liquidità determinata dal mancato incasso dei crediti vantati verso la Pa può sperare in un esonero dal pagamento – non già dalle tasse (quelle restano comunque dovute), quanto meno – dalle sanzioni [2] conseguenti al proprio ritardo «fiscale».

 

 

Equitalia può attendere

L’invio di una cartella esattoriale da parte di Equitalia, quindi, in questi casi, non deve gettare nel panico l’imprenditore che potrà rivolgersi al giudice per ottenere uno sgravio di tutte le sanzioni (spesso non di poco conto) aggiuntesi, nel frattempo, al capitale dovuto allo Stato.

 

È chiaro che bisognerà dare dimostrazione che la difficoltà economica dell’azienda sia determinata unicamente dal ritardo della pubblica amministrazione. Il che potrà essere più facile per quelle imprese che hanno, come unico committente, un ente pubblico o questo rivesta un ruolo importante del fatturato annuo.


[1] CTR Lazio, sent. n. 4203/03/16.

[2] Sanzioni ex art. 6 co. 5 d.lgs. n. 472/97.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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