Per contestare una multa devo avere l’avvocato?
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16 Ott 2016
 
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Redazione
 


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Per contestare una multa devo avere l’avvocato?

Chi vuole impugnare una contravvenzione non deve farsi assistere da un avvocato sia nel ricorso al Prefetto che in quello al giudice di Pace.

 

Per contestare una multa non c’è bisogno dell’avvocato e l’automobilista può procedere autonomamente sia che decida di fare il ricorso al Prefetto, sia che preferisca, invece, quello al giudice di pace. Ma attenzione: per non correre il rischio di vedersi rigettare il ricorso per questioni di pura forma e procedura è bene conoscere in anticipo cosa bisogna fare e quali sono i termini entro cui agire. Il mancato rispetto di una di queste norme, per quanto possano sembrare a volte banali, può comportare la conferma della multa e, in determinati casi, l’obbligo di pagare il doppio dell’importo. Ma procediamo con ordine.

 

 

Fare ricorso al prefetto contro la multa

Il ricorso al Prefetto si deve presentare entro 60 giorni dal ricevimento della contravvenzione. Se quando è arrivato il postino a consegnarci la multa non eravamo a casa e siamo andati a ritirare la busta alla posta, il termine dei 60 giorni per il ricorso decorre dal giorno del ritiro della multa stessa; ma se ci siamo curati di ritirare la busta dopo il decimo giorno, il termine comincia a decorrere comunque a partire dall’undicesimo giorno da quello in cui il postino ha immesso, nella nostra cassetta delle lettere, l’avviso di giacenza.

 

Per fare il ricorso dobbiamo scrivere un atto che non deve necessariamente avere una forma prestabilita ma deve contenere i seguenti elementi minimi:

  • l’intestazione: «Ricorso al Prefetto contro verbale di accertamento di violazione del codice della strada»;
  • dati del ricorrente (nome, cognome, residenza, codice fiscale, automobile e targa, ecc.);
  • estremi del verbale;
  • descrizione della circostanza durante la quale è avvenuta la contravvenzione;
  • motivazioni per cui si ritiene che detta multa sia invalida;
  • data e firma del ricorrente. Come detto, quindi, non c’è bisogno della firma di un avvocato o altro professionista.

Al ricorso va allegata copia del verbale.

 

Nel ricorso possiamo chiedere di essere ascoltati personalmente, a tal fine fissando una data per l’audizione innanzi al Prefetto.

 

Il ricorso va spedito, con raccomandata senza busta, all’agente accertatore e al Prefetto. In altre parole, il foglio va piegato su sé stesso e non imbustato, ma l’indirizzo va scritto sulla facciata bianca del foglio medesimo.

 

Non c’è bisogno di marche da bollo o di pagamento di altre somme.

 

Il Prefetto dovrà risponderci entro 120 giorni dal ricevimento. In caso contrario, il ricorso si considera accolto.

 

 

Fare ricorso al giudice di pace contro la multa

Anche per il ricorso al giudice di pace non c’è bisogno dell’assistenza di un avvocato. Ma se il ricorso al Prefetto è sicuramente più semplice nelle modalità (dopo la spedizione dell’atto, l’automobilista non deve far altro che attendere la risposta), nell’impugnazione al giudice di pace c’è da rispettare un procedimento a volte piuttosto lungo e complesso.

Val la pena quindi quantomeno informarsi con un proprio legale di fiducia su cosa fare e come farlo al meglio. Noi, qui, di seguito, vi daremo le istruzioni principali su come fare ricorso contro la multa senza avvocato.

 

Il ricorso va presentato entro 30 giorni dalla notifica della multa, secondo quanto già detto per il ricorso al prefetto, ma con termine dimezzato.

La persona legittimata a fare ricorso è solo quella a cui è intestato il verbale, sia esso proprietario od utilizzatore del mezzo.

 

È molto importante individuare il giudice di pace competente, quello cioè del luogo più vicino a quello ove è avvenuta la multa (la mappa è pubblicata sul sito del ministero della giustizia).

L’atto deve indicare:

  • l’intestazione: «Ricorso al Giudice di Pace avverso verbale di accertamento di violazione del codice della strada»;
  • dati del ricorrente (nome, cognome, residenza, codice fiscale., automobile e targa, ecc.);
  • estremi del verbale;
  • descrizione della circostanza durante la quale è avvenuta la contravvenzione;
  • motivazioni per cui si ritiene che detta multa sia invalida;
  • data e firma del ricorrente. Come detto, quindi, non c’è bisogno della firma di un avvocato o altro professionista.

 

Al ricorso va allegata copia del verbale.

Se la nullità della multa deve essere dimostrata in corso di causa, è necessario allegare i documenti che comprovano le ragioni del ricorrente e l’indicazione di nome e cognome dei testimoni che andranno a confermare i punti su cui si basa l’impugnazione nonché le circostanze sulle quali andranno a deporre.

 

Dopo il deposito in cancelleria del giudice di pace (può anche essere spedito con raccomandata ar), è necessario informarsi sull’udienza che verrà successivamente fissata e partecipare alla stessa. Lì bisognerà discutere le proprie ragioni ricordandosi – circostanza molto importante – di contestare espressamente le difese dell’amministrazione costituita: tutto ciò che non si contesta espressamente si considera infatti ammesso.

 

All’esito del procedimento il giudice di pace emetterà la sentenza il cui esito è visibile dal sito del ministero della giustizia, indicando il numero di ruolo del registro generale che ci è stato fornito all’atto del deposito del ricorso.


 


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