Diffamazione, il giudice può farmi chiudere il sito?
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18 Ott 2016
 
L'autore
Sabina Coppola
 


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Diffamazione, il giudice può farmi chiudere il sito?

Oscurare un sito diffamatorio è possibile.

 

Se su internet girano notizie diffamatorie, non preoccuparti, il giudice può disporre che siano oscurate alcune pagine web (che ospitano forum, blog, newsletter, newsgroup, mailing list) e le pagine Facebook.

 

 

Cos’è la diffamazione?

Commette il reato di diffamazione chiunque offende la reputazione di altri:

  • comunicando con più persone;
  • in assenza della persona offesa (o comunque quando questa non è in grado di percepire l’offesa) [1].

Quando la diffamazione viene realizzata attraverso la stampa, o attraverso il web, il reato è aggravato (e, quindi, punito con una pena più alta).

 

 

Quando non c’è diffamazione?

Non commette il delitto di diffamazione chi scrive (e comunica una notizia) rispettando i seguenti limiti:

  • verità oggettiva dei fatti narrati, intesa quale rigorosa corrispondenza alla realtà;
  • continenza, che si supera ogni volta che si fanno gratuiti attacchi personali contro qualcuno o si usano toni offensivi, aspri o polemici;
  • rilevanza, che consiste nell’interesse pubblico alla conoscenza del fatto (la vicenda narrata non deve soddisfare solo una curiosità ma fornire un’ informazione).

 

 

In quali casi si può chiudere un sito diffamatorio?

La comunicazione che avviene attraverso internet è molto più ampia rispetto al tradizionale mezzo della stampa, per cui può essere più pericolosa.

Eppure non sempre è possibile tutelarsi ottenendo la chiusura del sito.

La Cassazione, infatti, ha escluso la possibilità di sequestrare i giornali telematici (soprattutto se registrati), qualora abbiano natura informativa ed una loro redazione, seppur piccola [2].

Al contrario, possono essere oscurati, ove contengano espressioni diffamatorie, le pagine web che ospitano forum, blog, newsletter, newsgroup, mailing list e le pagine Facebook.

Si tratta, infatti, di mezzi informatici, che mancano di una redazione giornalistica che li protegga.

 

 

Chi è responsabile della diffamazione on line?

La responsabilità della diffamazione è di chi firma la notizia che pubblica.

Il reato può esser consumato anche dai lettori di una notizia diffamatoria, qualora la commentino su un forum con parole altrettanto diffamatorie.

Secondo la maggior parte della giurisprudenza non sarà responsabile il direttore delle testate on line [3] o il blogger che amministra un sito, se non rimuovono uno scritto diffamatorio [4]; anche se qualche giudice di merito ha deciso esattamente in senso contrario [5].

 

 

Chi risponde della diffamazione su facebook?

Si può diffamare qualcuno anche mediante Facebook, Twitter o Whatsapp.

In questo caso, però, chi lo farà potrà beneficiare della scriminante del diritto di cronaca o, più frequentemente, del diritto di critica.

Per essere assolto dovrà dimostrare di aver rispettato i noti limiti della continenza verbale, della verità dei fatti esposti (o presupposti) e dell’interesse pubblico (sia pur circoscritto).


In pratica

Se ti senti diffamato da notizie pubblicate da un sito, puoi chiederne la chiusura soltanto se si tratta di un sito che non abbia struttura professionale.

In caso contrario, se la notizia è vera ed il linguaggio non è gratuitamente offensivo,  il diritto di cronaca prevarrà ed il sito resterà aperto.

 

[1] Art. 595 cod. pen.

[2] Cass. Sez. Un. sent. n. 31022 del 2015.

[3] Cass. sent. n. 10594 del 2014.

[4] Corte App. Torino sent. n. 1073 del 2010.

[5] Trib. Varese, sent. n. 116 del 2013.

 


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