Bolletta dell’acqua: chi non paga, utenza staccata
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16 Ott 2016
 
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Bolletta dell’acqua: chi non paga, utenza staccata

Approvato il nuovo decreto contro la morosità sulle bollette dell’acqua; 50 litri di acqua gratis al giorno per chi è in difficoltà economica.

 

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del presidente del consiglio dei ministri (Dpcm) che attua le nuove misure di contrasto alla morosità delle bollette dell’acqua: tra le novità, la previsione dell’immediata interruzione della fornitura dell’acqua a chi non paga la bolletta, ma la possibilità di pagare a rate il debito per tornare a usufruire dell’utenza. Inoltre viene garantito un servizio minimo gratuito di 50 litri di acqua al giorno a chi versa in condizioni di disagio economico (i criteri reddituali saranno stabiliti dall’Authority), nei confronti dei quali non potrà mai avvenire il distacco dell’utenza. Utenza che non potrà essere distaccata neanche nei confronti di chi svolge attività di servizio pubblico.

 

Sulla base di queste linee guida dovrà essere attuata la successiva direttiva dell’Aeeg (l’Autorità per l’energia elettrica e il gas).

 

A tutti gli utenti domestici residenti è garantito l’accesso al quantitativo minino vitale a tariffa agevolata.

 

Sono altresì previste adeguate forme di comunicazione all’utenza e di rateizzazione anche in caso di morosità al fine di garantire l’accesso al quantitativo minino vitale.

 

 

Quando viene staccata l’acqua?

Le nuove regole prevedono il distacco dell’utenza dell’acqua nelle seguenti ipotesi:

  1. per le utenze domestiche residenti morose (salvo per chi versi in condizioni di disagio economico) soltanto successivamente al mancato pagamento di fatture che complessivamente siano superiori a un importo pari al corrispettivo annuo dovuto relativo al volume della fascia agevolata, come determinata dall’AEEGSI;
  2. per tutte le utenze morose, solo successivamente alla regolare messa in mora degli utenti da parte del gestore e all’escussione del deposito cauzionale, ove versato, nei casi in cui lo stesso non consenta la copertura integrale del debito.

 

In sintesi, il quantitativo minimo vitale non può essere esteso alle utenze domestiche non in condizioni economiche disagiate in quanto verrebbe meno l’effetto incentivante della politica tariffaria a un uso razionale della risorsa e i costi conseguenti sarebbero eccessivamente onerosi e finirebbero per gravare sulla generalità degli utenti virtuosi ed anche sugli utenti in condizioni economiche disagiate.

 

In parole povere, il moroso che non rientrerà nelle condizioni individuate dall’Authority, si vedrà staccata l’acqua.


[1] Dpcm 29.08.2016, pubblicato il 14.10.2016 in Gazz. Uff. n. 241/16. Il decreto attua la legge 28.12.2015, n. 221 (c.d. collegato ambientale) art. 61.

 


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Commenti
17 Ott 2016 emilia guadagno

sono una penzionata con reddito di 650 euri al mese pago 310 di pigione la luce ecc posso usufrire dei 5o litri di acqua

 
17 Ott 2016 vincenzo de simone

COME SI FA PER DIMOSTRARE IL DISAGIO ECONOMICO?