La casa va alla moglie anche se guadagna e non è povera
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16 Ott 2016
 
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La casa va alla moglie anche se guadagna e non è povera

Separazione e divorzio, assegnazione della casa coniugale in presenza di figli minori o non autosufficienti a prescindere dalle condizioni economiche della donna.

 

Quando marito e moglie si separano, i due «capitoli» di maggiore contesa – almeno sotto l’aspetto economico – sono l’assegno di mantenimento e l’assegnazione della casa coniugale. Tuttavia, contrariamente a quello che di solito si crede, i criteri in base ai quali il giudice decide in merito a tali due benefici sono completamente diversi e l’ottenimento del primo – l’assegno di mantenimento – non implica necessariamente il secondo – l’assegnazione della casa –; così come non è detto che, anche in assenza del diritto al mantenimento, la donna non possa ottenere invece la casa coniugale. Ma procediamo con ordine e vediamo cosa prevede la legge.

 

 

L’assegno di mantenimento

Il mantenimento (che si chiama tale dopo la separazione, ma dopo il divorzio si chiama assegno divorzile) viene riconosciuto tutte le volte in cui, tra il reddito del marito e quello della moglie, vi è una sproporzione, nel senso che l’uno è più alto dell’altro. Il mantenimento serve proprio per compensare tale dislivello e a consentire a chi dei due, dopo la separazione, non ce la fa a conservare lo stesso tenore di vita di cui godeva durante il matrimonio, quanto meno ad avvicinarvisi. Insomma, il mantenimento spetta solo in presenza di una situazione di disparità economica o, detta in parole ancora più semplici, ha diritto all’assegno l’ex coniuge che guadagna di meno. Ma sempre che il giudice non gli abbia addebitato la responsabilità della separazione (cosiddetto addebito): in questo caso, il coniuge con l’addebito non ha diritto al mantenimento. Ad esempio, se il marito riesce a dimostrare che il fallimento del matrimonio è stato dovuto al tradimento della moglie, non le dovrà versare alcuna somma. Se invece, l’infedeltà è stata commessa dal marito non sarà ciò a decretare l’obbligo del mantenimento (che potrebbe anche non sussistere se la donna guadagna bene).

 

Ne consegue anche che quando i due coniugi sono entrambi disoccupati o guadagnano lo stesso reddito non ci sarà alcun obbligo di mantenimento, posto che i due redditi sono tendenzialmente uguali.

 

Il mantenimento può spettare anche se la coppia non ha avuto figli.

 

 

L’assegnazione della casa

Completamente diversa è la logica dell’assegnazione della casa. Questa spetta solo per il fatto che ci siano figli minori o maggiorenni che ancora non guadagnano in modo stabile e non sono in grado di mantenersi da soli. Lo scopo dell’aggiudicazione della casa è quello di consentire ai figli di continuare a vivere nello stesso habitat domestico in cui sono cresciuti, in modo che non abbiano a subire ulteriori traumi oltre a quelli derivanti dalla separazione del padre e della madre. Immaginiamo infatti quali conseguenze psicologiche potrebbe avere un divorzio se i ragazzi, oltre a perdere la stabilità di uno dei due genitori, dovessero dire addio anche ai loro amici di quartiere, alla scuola dove sono andati sino ad allora, ai compagni del cortile sotto casa o allo stesso appartamento con la loro cameretta.

 

Il destino della casa coniugale esula dalla decisione sull’assegno di mantenimento da parte del giudice della separazione o del divorzio, per essere in discussione non l’eventuale sussistenza della difficoltà economica del coniuge beneficiario, quanto l’esigenza di tutelare i figli.

 

Quindi l’assegnazione della casa coniugale prescinde dalle condizioni economiche della donna, che possono essere anche tali da consentirle l’autosufficienza, senza l’assegno di mantenimento. È la presenza di bambini che giustifica l’aggiudicazione dell’appartamento e non la disparità economica. Ne conseguono due considerazioni:

  • in una coppia senza figli, il giudice non potrà mai assegnare la casa a uno dei due ex coniugi;
  • l’assegnazione della casa viene fatta solo in favore del coniuge cui siano affidati i bambini (o meglio, secondo la terminologia legale, i figli vengono “collocati”).

 

L’assegnazione della casa familiare scatta, peraltro, solo quando la casa è di proprietà di uno solo dei due coniugi (quello al quale viene negata) o in comproprietà in quote uguali (in tal caso, anziché procedere alla vendita e divisione del ricavato, viene data a uno solo dei due).

L’assegnazione del tetto è prevista dal codice civile [1] e, come detto, risponde all’esigenza di conservare l’ambiente domestico, inteso come il centro degli affetti, degli interessi e delle consuetudini in cui si esprime e si articola la vita familiare. Ne consegue che se i figli si sono già irrimediabilmente sradicati dal luogo in cui si svolgeva la esistenza della famiglia – ad esempio andando a vivere altrove – l’ex coniuge non può rivendicare tale beneficio.

 

Come confermato dal Tribunale di Milano [2] quando non ci sono figli minori, il vincolo dell’assegnazione della casa coniugale non ha ragione d’essere. Invece, se ci sono, l’assegnazione della casa è quasi scontata, sempre che il genitore presso cui i bambini andranno a vivere è proprietario di un proprio immobile e ha dichiarato di potersi andare a trasferire là. In ogni caso, una volta assegnata la casa, il giudice ne tiene conto ai fini di una minore quantificazione dell’importo dell’assegno di mantenimento: difatti l’aggiudicazione dell’immobile comporta un risparmio di costi per il beneficiario e un aggravio per l’ex, tenuto a procurarsi un altro tetto ove vivere.


[1] Art. 155, co. 4, cod. civ.

[2] Trib. Milano, sent. del 2.03.2016.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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Commenti
4 Nov 2016 simone Donati

E DICONO CHE IN ITALIA SI DISCRIMINANO LE DONNE?????????????????????????????????????????????
COME SI FA AD AVERE LA FACCIA DA SCHIAFFI A PARLARE DI DONNE DISCRIMINATE, SI DOVREBBERO VERGOGNARE!!!!!
QUA LA VERA VITTIMA E’ L’UOMO!!!!!
VORREI VEDERE SE A MILIONI DI DONNE TOGLIESSERO I FIGLI E LA CASA CONIUGALE DI PROPRIETA'(MAGARI ACQUISTATA CON LE FATICHE DI UNA VITA), COME REAGIREBBERO!!!!! NON PENSO CHE LA PRENDEREBBERO MOLTO BENE!!!!!! ALTRO CHE VIOLENZE!!!!!!!!!!!!!!!!