Rottamazione delle cartelle e addio Equitalia dal 2017
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16 Ott 2016
 
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Rottamazione delle cartelle e addio Equitalia dal 2017

La chiusura di Equitalia e la cancellazione delle cartelle di pagamento nella legge di bilancio 2017.

 

Chiamatela rottamazione, sanatoria o semplice cancellazione delle cartelle di pagamento, ma in ogni caso Equitalia rinuncerà a recuperare interessi e more, mentre il contribuente resterà comunque obbligato a versare imposte e sanzioni. È quanto prevede la bozza del decreto legge fiscale che si accompagnerà alla legge di bilancio discussa ieri dal Governo e presentata alla stampa.

 

Sembra cosa fatta anche la cancellazione di Equitalia e, al suo posto, l’attribuzione dei compiti di riscossione delle imposte non pagate all’Agenzia delle Entrate. Non proprio l’Agenzia delle Entrate che conosciamo oggi, quella che invia gli avvisi di accertamento: situazione che avrebbe comportato un eccessivo pericolo di accentramento dei poteri. Piuttosto – come scrive il Sole 24 Ore di stamattina – si tratterà di «un’Agenzia rinnovata nel segno di quanto indicato e caldeggiato dai rapporti presentati la scorsa estate da Fmi e Ocse, per i quali era necessario una maggiore autonomia gestionale».

 

L’addio all’attuale concessionario pubblico della riscossione (il cui capitale è sottoscritto per il 51% dell’agenzia delle Entrate e per il 49% dell’Inps) era già nell’aria. Il rischio però che si tratti solo di un restyling solo di facciata (condizionato in parte dall’imminente referendum costituzionale) è più che fondato: a cambiare, infatti, è solo il soggetto che riscuote, non i mezzi. Le tipologie di pignoramenti e i presupposti allo scattare dei quali essi sono possibili non mutano di una virgola. Avremo sempre il fermo auto, l’ipoteca, il blocco del conto corrente, il pignoramento del quinto dello stipendio e della pensione. Non cambiano anche le modalità e i tempi della riscossione che resteranno sempre affidati alle famigerate cartelle di pagamento. La notifica e i termini per il ricorso rimangono quelli del passato, così come i giudici deputati a decidere.

 

Quanto allo sconto derivante dalla rottamazione, esso si estenderà solo a interessi e more. Un’operazione che, secondo le stime annunciate ieri da Renzi e Padoan, dovrebbe portare al recupero di 4 miliardi di euro.

 

La manovra sale di 2,5 miliardi rispetto alle previsioni e arriva a quota 27, il deficit si ferma al 2,3%, cioè un decimale sotto il massimo autorizzato dal Parlamento; ed è proprio per far quadrare i conti che interviene la rottamazione delle cartelle all’interno dell’operazione Equitalia.


 


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