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News Pubblicato il 16 ottobre 2016

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News Assunzioni agevolate 2017

> News Pubblicato il 16 ottobre 2016

Legge di bilancio 2017: bonus sui contributi se si assumono giovani che hanno svolto un periodo di alternanza scuola-lavoro; premi produzione detassati.

Nuovi benefici per chi, dal prossimo anno, darà lavoro a giovani disoccupati o inoccupati: la legge di Bilancio 2017, prevede, infatti, a partire dal 1° gennaio prossimo, la decontribuzione per le aziende che assumono giovani dopo aver svolto un periodo di alternanza scuola-lavoro, o al termine del tirocinio curriculare per gli studenti universitari.

Questa misura andrà a sostituire quella attualmente esistente sulla decontribuzione generalizzata per tutte le nuove assunzioni a tempo indeterminato, bonus introdotto due anni fa dalla legge di stabilità 2015, rinnovato l’anno scorso e ora in scadenza al 31 dicembre (lo sgravio contributivo proseguirà fino a fine 2017 per le assunzioni stabili o le stabilizzazioni effettuate, rispettivamente, nel 2015 e nel 2016).

Come riportato dal Sole 24 Ore di questa mattina: «Se l’impresa assume a tempo indeterminato, entro sei mesi dall’acquisizione del titolo, ragazzi che sono stati formati “on the job”, spetta uno sgravio per 36 mesi». La legge di Stabilità è stata solo anticipata alla stampa e, quindi, non sono noti i particolari. Di certo, l’importo esatto del bonus deve essere ancora definito compiutamente dal Governo. L’intenzione è comunque quella di «estendere questo incentivo anche alle imprese che stabilizzano lo studente in precedenza assunto come apprendista».

Quali saranno i rapporti tra questo nuovo beneficio e quello, già esistente, relativo all’apprendistato non è dato ancora sapere, ma l’Esecutivo dovrà fare in modo che le due misure non si sovrappongano.

Il bonus servirà a incentivare l’alternanza scuola-lavoro, che è stata resa obbligatoria dalla riforma sulla Buona scuola, ispirata dal modello duale tedesco.

Detassazione dei premi di produttività

Altro capitolo della legge di bilancio riguarda i premi di produttività: in particolare, l’incremento dell’importo soggetto alla cedolare secca del 10% passa dagli attuali 2mila a 3mila euro e, da 2.500 a 4mila euro invece nelle aziende in cui si prevede il coinvolgimento paritetico dei dipendenti nell’organizzazione del lavoro.

A beneficiare della detassazione del premio di produttività sarà una platea più ampia: difatti il tetto dagli attuali 50mila euro passa a 80mila euro.

Saranno coinvolti in questo modo anche i quadri e parte della dirigenza non apicale.

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