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News Pubblicato il 16 ottobre 2016

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News Pensione anticipata e Ape 2017, tutto sulla nuova flessibilità

> News Pubblicato il 16 ottobre 2016

Pensione anticipata con 41 anni di contributi, anticipo pensionistico a 63 anni di età: che cosa cambia con la Legge di stabilità 2017.

La riforma Fornero resta in piedi, ma aumentano gli scivoli che consentono di pensionarsi in anticipo: dal prossimo anno, difatti, sarà possibile anticipare la pensione a 63 anni di età, con l’Ape, oppure ottenere la pensione anticipata con 41 anni di contributi, per alcune particolari categorie. In arrivo, poi, la possibilità di cumulare gratuitamente i contributi per ottenere prima la pensione. Ma andiamo per ordine e cerchiamo di fare chiarezza su tutte le novità della Legge di stabilità 2017 in materia di pensioni.

Ape

La novità in materia previdenziale che ha fatto più discutere, a causa di ripetuti annunci e smentite, è l’anticipo pensionistico, ormai noto con la dicitura Ape.

L’Ape è un trattamento che può arrivare, al massimo, al 95% della futura pensione, erogato grazie al prestito di una banca, detto prestito-ponte: grazie all’Ape è possibile uscire dal lavoro a 63 anni di età, cioè “pensionarsi” con 3 anni e 7 mesi di anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia (il cui requisito di età, dal 2018, sarà pari a 66 anni e 7 mesi per tutti; il lavoratore è comunque libero di scegliere un anticipo minore).

La restituzione del prestito-ponte bancario avviene in 20 anni: alle rate del finanziamento, che comprendono capitale, interessi e assicurazione per il rischio di premorienza, corrisponde una penalizzazione sulla pensione che è stimata, mediamente, intorno al 4,6% 4,7% dell’assegno annuo. In parole povere, chi fruisce dell’anticipo massimo può vedersi tagliata la pensione del 17%, sino al 20-25%, secondo alcune stime effettuate sui lavoratori con reddito più alto.

In un primo periodo, potranno accedere all’Ape soltanto i nati tra il 1951 e il 1953, se, al momento della domanda, risulteranno loro accreditati almeno 20 anni di contributi.

Ape sociale

Non tutti coloro che otterranno l’Ape subiranno delle decurtazioni sulla pensione: all’Ape volontaria, difatti, si affiancherà l’Ape sociale, o Ape agevolata. Questa misura sarà riservata ai seguenti soggetti:

  • disabili
  • lavoratori che assistono un familiare di 1°grado disabile;
  • disoccupati di lunga durata senza ammortizzatori sociali;
  • addetti a lavori gravosi (in questa categoria dovrebbero rientrare anche le maestre d’asilo, gli infermieri, gli autisti, gli operai e i meccanici).

Per queste categorie di lavoratori, il costo dell’Ape sarà a carico dello Stato, se la futura pensione non supera 1.500 euro (qualche giorno fa la soglia era stata abbassata a 1.350 euro, poi rialzata): in pratica, i beneficiari dell’Ape sociale non subiranno alcun taglio sulla pensione.

Tuttavia, per accedere all’Ape agevolata, non basteranno 20 anni di contributi, ma ce ne vorranno almeno 30; se l’interessato, poi, rientra nella categoria degli addetti ai lavori gravosi, saranno necessari almeno 36 anni di contributi.

Ape aziendale e Rita

Completano “l’alveare” l’Ape aziendale e la Rita. La prima misura consentirà un anticipo pensionistico con penalizzazioni ridotte per i lavoratori in esubero, grazie alla copertura di una quota del prestito-ponte da parte dell’azienda (si ipotizza che la copertura avverrà attraverso il pagamento di contribuzione aggiuntiva).

La Rita, sigla che sta per rendita integrativa anticipata, sarà invece riservata ai lavoratori che aderiscono alla previdenza complementare e consisterà nell’erogazione anticipata della pensione integrativa, per coprire, parzialmente o totalmente, il prestito ponte dell’Ape.

Pensione anticipata quota 41

Arriva anche la tanto attesa “quota 41”, cioè la possibilità, per i lavoratori precoci, di accedere alla pensione anticipata con 41 anni di contributi, anziché con 42 anni e 10 mesi (se uomini) o 41 e 10 mesi (se donne).

Perché si rientri nella categoria dei lavoratori precoci, però, è necessario possedere almeno 12 mesi di contributi versati prima del 19° anno di età.

È stata inoltre eliminata la penalizzazione percentuale (che sarebbe dovuta essere ripristinata a partire dal 2018) per chi si pensiona prima del compimento dei 62 anni di età.

Cumulo gratuito

Sarà più facile raggiungere la pensione anche per chi possiede contributi versati in casse diverse: grazie al cumulo gratuito, difatti, i contributi accreditati in più gestioni, appartenenti a periodi non coincidenti saranno sommati ai fini del raggiungimento dei requisiti utili per il diritto alla pensione, sia di vecchiaia che anticipata. Ai fini della misura della pensione, ogni gestione liquiderà il trattamento in base ai contributi di propria competenza, pro quota: i contributi, cioè, non confluiranno in un’unica cassa dando vita a un unico trattamento, come avviene per la ricongiunzione, ma nemmeno saranno soggetti al ricalcolo contributivo (altamente penalizzante) come avviene per la totalizzazione.

Addetti ai lavori usuranti

Novità in vista per tutti gli addetti ai lavori particolarmente faticosi e pesanti e ai turni notturni: oltre alla possibilità di fruire dell’Ape sociale, gli appartenenti a queste categorie potranno continuare a fruire della pensione di anzianità, a tutt’oggi operativa, basata sulle quote, ma con requisiti più semplici:

  • cancellazione della finestra di attesa (dalla maturazione dei requisiti alla liquidazione della pensione) pari a 12 mesi per i dipendenti e a 18 mesi per gli autonomi;
  • semplificazione della documentazione da esibire all’Inps per ottenere l’agevolazione;
  • cancellazione del requisito relativo all’ultimo anno di lavoro: basterà, cioè, aver svolto le mansioni gravose in almeno 7 anni degli ultimi 10 della vita lavorativa, o per almeno metà della vita lavorativa, per chi si pensionerà dal 2018.
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12 Commenti

mario de donno

17 ottobre 2016 alle 17:21

A 56 anni lavoravo per un’azienda calzaturiera nel salento e mi fu proposto di andare in mobilità per 4 anni e successivamente andare in pensione a 60 anni con 20 di contributi, ma poi la legge fornero ha cambiato tutti i requisiti. Oggi mi ritrovo disoccupata, ho 62 anni e compio 63 anni ad agosto 2017, Vi chiedo se posso andare in pensione con l’APE volontaria o usufruire dell’agevolazione dei contributi precoci, in quanto lavoravo già a 16 anni in un’azienda calzaturiera. in attesa cordiali saluti

Pietro Villani

17 ottobre 2016 alle 19:16

Nel cumulo gratuito rientrano i contributi versati nelle casse professionali (ENPAM)? Grazie

Danilo Menotti

18 ottobre 2016 alle 11:33

Nella legge di stabilità non sta scritto da nessuna parte che si comincia con i nati dal 1951 al 1953, anche perchè non sarebbe possibile per nessuno andare in pensione al compimento dei 63 anni!

Domenico Dell'Erba

19 ottobre 2016 alle 19:52

Egregi Signori,
sono un docente di scuola di II grado con 36 anni di servizio e sono nato il 12 .06.1955,Quindi Chiedo cortesemente se posso andare in pensione volontaria nel 2019 e quanto vengo a perdere, avendo un reddito lordo annuale di 30.000 euro.

CARLO PUNZO

24 ottobre 2016 alle 10:10

L’APE VOLONTARIA VALE ANCHE PER DISOCCUPATI CON ETA’ ANNI 63 e 8 mesi con 22 di contributi?

angelo arrigo

24 ottobre 2016 alle 19:32

disoccupato ho 55 anni 38 di lavoro devo ancora sfruttare un anno di mobilità per chiusura azienda ,ho lavorato 30 anni su tre turni. quale futuro…

rocco fortugno

25 ottobre 2016 alle 17:57

56 anni con 36 anni di contributi genitore di un figlio con handicap grave convivente posso andare in pensione con APE Social?

Mirco Fumasoli

26 ottobre 2016 alle 21:50

Infermiere di Pronto soccorso da 9 anni (prima in corsia)con turni notturni(under 64).41 anni e mezzo di anzianità. Età 61, 6 mesi.Non riesco a capire se c’è possibilità di andarsene con la legge di stabilità.
Cmq, secondo me a 41 anni devono poter andare TUTTI, non con gli assurdi paletti dei 19 anni.41 è 41.Li hai fatti a 18 anni o a 20,sempre 41 è! Assurdità per restringere la platea.

paolo contarin

30 ottobre 2016 alle 23:06

buonasera sono operaio da 37 anni ed ho 53 anni sono invalido del lavoro al 44%che possa andare in pensione anticipata con ape nel 2017

Silvano Pietta

4 novembre 2016 alle 10:53

Spett.le

Sono nato a Brescia il 27/12/1956
Sono disoccupato da circa 3 anni.
Ho 15 anni di versamento ENASARCO.
Ho 34 anni di versamenti INPS .
Se voglio andare in Pensione anche rimettendoci ..chi mi da una mano a chiarire la mia posizione ?
Quando è quanto la Pensione?

ciro gargiulo

10 novembre 2016 alle 12:27

ho 64 anni e 25 anni di contributi misti operaio e artigiano.sono disoccupato da 4 anni. la mia pensione dovrebbe essere di 629,00 euro posso andare in pensione con ape sociale ?

tino foddai

24 novembre 2016 alle 12:44

volevo sapere, se, con il cumulo gratuito, della legge di stabilità 2017, si possono cumulare i contributi figurativi INPS da lavoratore socialmente utile, essendo oggi, un dipendente della P.A.

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