Iri, Ires e super ammortamenti, meno tasse per le imprese
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16 Ott 2016
 
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Noemi Secci
 


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Iri, Ires e super ammortamenti, meno tasse per le imprese

Imposta sul reddito dell’imprenditore, taglio dell’Ires e nuovi super-ammortamenti: le novità della Legge di bilancio.

 

Taglio dell’Ires, che scenderà dal 27,5% al 24%, nuova Iri, l’imposta sul reddito dell’imprenditore, che sarà dello stesso ammontare dell’Ires, abolizione dell’Irpef agricola, proroga ed aumento dei super-ammortamenti e della Sabatini-ter: sono queste le principali novità in materia tributaria per le imprese, previste nella Legge di bilancio 2017. Vediamole nel dettaglio.

 

 

Iri 2017

L’Iri, imposta sul reddito dell’imprenditore, è una nuova tipologia di tributo sul reddito d’impresa: è stata prevista, per la prima volta, nel 2008, e successivamente da un disegno di legge del 2012, ma mai attuata.

L’Iri avrà un meccanismo molto simile all’Ires (cioè l’imposta sul reddito delle società): difatti, si applicherà al reddito prodotto dall’azienda un’aliquota unica del 24%, dunque non  vi saranno aliquote progressive applicate per scaglioni, come avviene per l’Irpef.

A differenza dell’Ires, però, l’Iri potrà applicarsi anche alle società di persone ed alle ditte individuali; inoltre, il tributo sarà applicato sul reddito decurtato di quanto prelevato dall’imprenditore individuale o dai soci.

I prelevamenti di soci ed imprenditore, a titolo di compenso per l’attività svolta, saranno invece assoggettati all’Irpef: in pratica, il reddito prodotto dall’azienda avrà due vie di tassazione, una ridotta, anche se non progressiva, ed un’altra ordinaria. Un incentivo, tanto più conveniente quanto più saranno alti i guadagni dell’impresa, finalizzato a lasciare in azienda ed a reinvestire gli introiti: tra l’altro, il beneficio andrà a sommarsi con l’Ace (aiuto alla crescita delle imprese), che resterà comunque in vigore, anche se ridotta.

 

 

Taglio dell’Ires

Come appena esposto, l’Ires, cioè l’imposta sul reddito delle società, sarà ridotta dall’attuale 27,5% al 24%,dunque risulterà pari alla nuova Iri. I dividendi continueranno ad essere tassati con le seguenti modalità:

  • se distribuiti da società residenti e derivanti da partecipazioni qualificate, la base imponibile sarà:
    • pari al 49,72% (con un’esenzione del 50,28%) per le persone fisiche titolari o non titolari di partita Iva e le società di persone;
    • pari al 5% per le società di capitali;
  • se distribuiti da società residenti e derivanti da partecipazioni non qualificate, la base imponibile sarà:
    • pari al 49,72% (con un’esenzione del 50,28%) per le persone fisiche titolari o non titolari di partita Iva e le società di persone;
    • pari al 5% per le società di capitali;
    • sarà invece applicata una ritenuta alla fonte a titolo di imposta del 26%per le persone fisiche non titolari di partita Iva.

 

 

Abolita l’Irpef agricola

Per il triennio 2017-2019 viene abolita la cosiddetta «Irpef agricola»: i redditi dominicali e agricoli non concorreranno, cioè, alla base imponibile Irpef di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali.

 

 

Proroga dei super-ammortamenti

In arrivo anche la proroga, per il 2017, dei super ammortamenti del 140%. Si tratta della possibilità, per professionisti e imprese, di incrementare del 40% la deduzione spettante per i beni strumentali. La deduzione salirà, invece, al 250% (iperammortamenti) per l’acquisto di beni altamente tecnologici.

Ricordiamo che, attualmente, danno diritto al beneficio i beni strumentali, compresi i veicoli, acquistati tra il 15 ottobre 2015 ed il 31 dicembre 2016, compresi quelli acquisiti in leasing (non a noleggio). Deve trattarsi, però, di beni strumentali materiali nuovi: pertanto sono esclusi i beni usati e quelli immateriali. Inoltre, sono esclusi i beni con coefficiente di ammortamento inferiore al 6,5%.

La maggiorazione nell’ammortamento ha rilevanza ai soli fini fiscali: nella dichiarazione dei redditi dovrà dunque essere indicata, oltre all’ammortamento dedotto nell’anno, una variazione in diminuzione pari alla maggiorazione del 40% (ovviamente, relativamente alla quota di ammortamento di competenza dell’anno d’imposta), o del 150% per gli iperammortamenti.

Per quanto concerne i beni di costo unitario inferiore a 516,46 euro, non essendo soggetti ad ammortamento la maggiorazione si applica in un’unica soluzione e dovrà essere ugualmente indicata nel modello Unico come variazione in diminuzione.

Oltre ai super ammortamenti, la proroga è prevista anche per la cosiddetta Nuova Sabatini: questa misura consiste in un contributo pubblico a parziale copertura dei finanziamenti agevolati per l’acquisto, anche in leasing, di macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo, nonché di hardware, software e tecnologie digitali.


 


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