Ipoteca Equitalia illegittima: richiesta di cancellazione e risarcimento
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17 Ott 2016
 
L'autore
Maria Monteleone
 


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Ipoteca Equitalia illegittima: richiesta di cancellazione e risarcimento

Se l’ipoteca iscritta da Equitalia per debiti tributari è illegittima, la relativa cancellazione deve essere chiesta al giudice tributario ma sulla domanda di risarcimento del danno decide il giudice ordinario.

 

L’azione giudiziaria contro Equitalia per far valere l’illegittimità dell’iscrizione ipotecaria effettuata sull’immobile del contribuente in base a debiti tributari deve essere esperita dinanzi al giudice ordinario o al giudice tributario? La risposta è in una recente sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione [1].

 

I giudici chiariscono l’esistenza di un doppio binario di giurisdizione in base al quale è possibile adire il giudice tributario per chiedere la verifica dell’illegittimità dell’iscrizione ipotecaria e l’ordine di cancellazione qualora essa si fondi su una pretesa tributaria insussistente.

 

La legge [2] prevede, infatti, espressamente l’iscrizione ipotecaria tra gli atti impugnabili dinanzi alle commissioni tributarie, le quali hanno giurisdizione esclusiva nell’indagine relativa al rapporto tributario tra Equitalia (o Fisco) e contribuente.

 

Il giudice ordinario, invece, può essere adito per la richiesta di accertamento della condotta illecita posta in essere da Equitalia al momento dell’iscrizione ipotecaria illegittima e di risarcimento del danno per lesione di un diritto soggettivo del contribuente.

 

Secondo la sentenza in esame, se i ruoli sottesi all’ipoteca concernono solo tributi, sussiste la giurisdizione  esclusiva del giudice tributario in ordine alla domanda di cancellazione dell’ipoteca per l’asserita insussistenza della pretesa tributaria sottostante all’iscrizione ipotecaria.

Invece, la domanda proposta nei confronti di Equitalia, avente ad oggetto il comportamento illecito (iscrizione ipotecaria illegittima) prospettato come causa del danno lamentato e del risarcimento preteso, appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario poiché attiene ad una posizione di diritto soggettivo, del tutto indipendente dal rapporto tributario.

 

Anche nel campo tributario, l’attività della pubblica amministrazione deve svolgersi nei limiti posti non solo dalla legge ma anche dalla norma primaria del «neminem laedere», per cui è consentito al giudice ordinario – al quale è pur sempre vietato stabilire se il potere discrezionale sia stato, o meno, opportunamente esercitato – accertare se vi sia stato, da parte dell’Amministrazione, un comportamento colposo tale che, in violazione della suindicata norma primaria, abbia determinato la violazione di un diritto soggettivo [3].


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. Unite Civili, sentenza 27 settembre – 11 ottobre 2016, n. 20426
Presidente Rordorf – Relatore Chindemi

Fatto

Le società M. s.p.a., I. S.r.l. e M.F. convenivano in giudizio davanti al tribunale di Cosenza Equitalia ETR s.p.a. chiedendo la cancellazione della iscrizione ipotecaria effettuata in proprio danno ai sensi dell’articolo 77 d.p.r.602/73, previa declaratoria d’illegittimità della stessa e la condanna al risarcimento dei danni materiali, oltre al danno non patrimoniale subito da M.F. .
Il tribunale di Cosenza dichiarava, con sentenza, il difetto di giurisdizione del giudice ordinario in favore di quello tributario in forza del disposto dell’articolo 35, comma 26, quinques, che aveva ampliato la categoria degli atti attribuiti alla giurisdizione tributaria includendo anche l’iscrizione ipotecaria.
A seguito di appello proposto dagli originali attori la corte di appello di Catanzaro, in riforma delle impugnata sentenza dichiarava la giurisdizione del giudice ordinario e rimetteva le parti dinanzi al tribunale di Cosenza.
Rilevavano, in particolare, i giudici di appello che l’indagine sulla legittimità della iscrizione ipotecaria integrava “una mera questione pregiudiziale e non una causa di natura tributaria avente carattere

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[1] Cass. Sez. Unite, sent. n. 20426 dell’11.10.16.

[2] Art. 19, lett. e-bis) D.Lgs. 546/1992.

[3] Cass. Sez. Unite, ord. n. 15593/2014.

 


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