Se la donna tradisce, i figli vanno a vivere da lei
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17 Ott 2016
 
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Redazione
 


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Se la donna tradisce, i figli vanno a vivere da lei

Infedeltà e separazione: figli collocati presso uno dei due genitori a prescindere dall’addebito e, quindi, dalle responsabilità per la fine del matrimonio.

 

 

Ho scoperto che mia moglie mi tradisce: se dovessi chiedere la separazione i figli con chi andrebbero a vivere?

Ben potrebbe essere che la moglie, benché andata via di casa per iniziare la relazione con un altro uomo, ottenga dal giudice la collocazione dei figli presso la propria residenza. Non ci sono ostacoli, infatti, almeno in linea generale e aprioristica, ad affidare i minori al genitore che si macchi di adulterio.

 

Può sembrare un paradosso e ingiusto che il padre, oltre ad essere tradito, perda anche la possibilità di vivere con i propri bambini, eppure è questa la legge. Difatti, la prevalente collocazione dei minori presso uno dei ex coniugi (è così che si dice quando i figli, quando cessa il matrimonio, vanno a vivere stabilmente presso uno solo dei due genitori) non segue le regole del mantenimento, ma viene determinata secondo l’interesse esclusivo dei minori.

Questo significa che, anche in presenza del cosiddetto addebito (ossia la dichiarazione di responsabilità per la cessazione dell’unione coniugale), determinato dalla scoperta di un tradimento, il coniuge infedele non solo non perde l’affidamento, ma può anche ottenere, dal giudice, la collocazione dei figli presso di sé.

 

In altre parole, per rispondere al quesito del lettore, se la moglie tradisce il marito, nulla toglie che i figli vadano a stare presso di lei, specie – ma non necessariamente – se sono questi ultimi a chiederlo. È questa la sintesi, del resto, di una recente ordinanza del tribunale di Milano. Secondo il giudice meneghino, l’infedeltà non è sinonimo di inaffidabilità nella gestione della prole.

 

Addirittura, secondo il provvedimento in commento, anche l’abbandono della casa coniugale per motivi connessi all’avvio di un altro rapporto con l’amante non determina la perdita del diritto a ottenere che i figli possano andare a vivere presso di sé. La valutazione che il giudice fa su dove i minori dovranno andare a stare dopo la separazione dei genitori non è infatti improntata sulla base delle rispettive colpe nella separazione e nella cessazione del matrimonio, ma solo sulla affidabilità del padre e della madre nella crescita della prole e, quindi, nell’interesse dei figli stessi.

 


 


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