Cartelle Equitalia: come funziona la sanatoria
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18 Ott 2016
 
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Cartelle Equitalia: come funziona la sanatoria

Rottamazione cartelle esattoriali di Equitalia: cancellazione di more e interessi anche a rate; come cancellare il debito accumulato.

 

Ormai battezzata «rottamazione», in realtà più una sorta di sanatoria parziale, la nuova possibilità di cancellare il debito accumulato con Equitalia dopo la notifica delle cartelle di pagamento riguarda solo interessi e more; resta quindi da pagare l’imposta vera e propria. Inoltre sarà prevista la possibilità di pagare anche a rate, in due o tre annualità, secondo le indiscrezioni circolate in queste ultime ore. Con l’obbligo, però, di pagare la prima rata subito dopo l’adesione alla sanatoria, mentre quelle ulteriori saranno spalmate nei successivi 12 e 24 mesi.

 

Si viene definendo il nuovo meccanismo di sanatoria delle cartelle di pagamento previsto nel decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio. Il testo definitivo potrebbe trovare il via libera del consiglio dei ministri già in settimana. Il decreto conterrà anche l’addio a Equitalia e il passaggio delle funzioni all’Agenzia delle Entrate. Il tutto nell’intento di realizzare – secondo le parole del Premier – un fisco amico e non un fisco vessatorio. Con la soppressione del gruppo Equitalia, la funzione di riscossione sarà ricondotta all’interno di un’Agenzia delle entrate con più poteri e maggiore indipendenza dalla politica, in linea con le raccomandazioni dagli organismi internazionali. Il nome prescelto dovrebbe essere Equientrate.

 

 

La sanatoria delle cartelle

Secondo quanto trapelato, la rottamazione dovrebbe riguardare non qualsiasi cartella di Equitalia ma solo i tributi contestati dall’agenzia delle Entrate e i contributi previdenziali e assistenziali (di competenza rispettivamente di Inps e Inail) affidati per la riscossione o inseriti in ruoli ordinari o straordinari entro il 31 dicembre 2015. Restano quindi escluse le multe per le violazioni al Codice della strada e le imposte di competenza di Comuni e Regioni, sulle quali lo Stato non ha competenza per decidere. Questa scelta – quasi obbligata – potrebbe restringere notevolmente il perimetro di applicazione della rottamazione, dalla quale comunque restano escluse le cartelle notificate in base a ruoli iscritti a partire dal 1° gennaio di quest’anno (la data del ruolo è riportata su ogni cartella).

 

In questi giorni si chiude anche un altro importante capitolo con Equitalia: quello della rateazione straordinaria. Entro il 20 ottobre, chi vuole essere riammesso a un programma di pagamento dilazionato, dal quale è decaduto in precedenza, potrà presentare domanda senza dover per forza – come prevedono le attuali norme – pagare tutto l’arretrato. È chiaro però che l’adesione a tale incentivo potrebbe essere messa in discussione proprio dall’imminente approvazione della sanatoria che i contribuenti potrebbero ritenere più vantaggiosa rispetto a una rateazione integrale del debito (anche perché prevede costi molto più bassi).

 

Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore di questa mattina, «la nuova sanatoria consentirà al contribuente di cancellare completamente la voce legata alle sanzioni oltre che agli interessi da ritardata iscrizione a ruolo e alle more (mentre sembrerebbe dovuta la voce degli interessi legali ma è bene attendere il testo del decreto). In questo modo si potrebbe ottenere uno sconto significativo sull’importo indicato nella cartella di pagamento», che può arrivare sino al 52%.


In pratica

Rottamazione delle cartelle dagli anni 2000-2015 per Equitalia. Lo sconto sui ruoli emessi dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2015 sarà su sanzioni, e interessi di mora mentre si dovranno pagare capitali, interessi e aggio.

 

Al momento sembra che per le cartelle dovute per multe non ci sia la possibilità della sanatoria, ma la partita ancora non è chiusa. Per le cartelle relative all’Iva serve prima l’ok dell’UE trattandosi di tributo comunitario.

 


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Commenti
19 Ott 2016 Giuseppe Dali

l’IVA è una imposta comunitaria, ma se viene comunque richiesto il pagamento dell’intero importo (tranne sanzioni e interessi) per quale oscuro motivo bisogna chiedere il parere alla Comunità Europea? E’ l’Europa che ha imposto l’aggio al 3% o 6%, l’interesse al 4,13%, le sanzioni del 30% o 100% e così via?
Il Governo non può imporre ai Comuni di eliminare le sanzioni e gli interessi, mentre impone il patto di stabilità e tante altre cose?
La “rottamazione” riguarda anche l’INPS, ma nulla viene detto per quanto concerne le casse di previdenza dei professionisti, che al solito sono cittadini di serie B.
Se verranno escluse le multe e l’IVA, resterà il mero effetto della solita campagna elettorale.
Per la stragrande maggioranza delle persone che non è riuscita a pagare per tempo (si accomunano evasori e ritardatari, cioè persone che non riescono a pagare le tasse ma che non sono evasori in quanto hanno dichiarato tutto), la rateizzazione massima in tre anni potrebbe vanificare ogni speranza. Chi deve, ad esempio, pagare 60.000 € e che ha richiesto la rateizzazione in 10 anni con una rata mensile superiore a 500 € e che incontra enormi difficoltà, come può lontanamente ipotizzarsi che potrà pagare i circa 30.000 € scontati in soli 3 anni con una rata superiore a 800 € al mese?
Se la “rottamazione” sarà così come descritta servirà esclusivamente ai veri evasori “beccati” che hanno la possibilità di pagare e ai piccolissimi “evasori” che devono al fisco importi ridicoli.

 
19 Ott 2016 Gino Mercalli

Grazie innanzi tutto per le informazioni utilissime che mandate ogni giorno, volevo chiedervi se questa revisione è possibile sin da subito e come si deve fare per usufruirne, è automatica ossia invieranno loro una lettera o bisognerà recarsi presso gli uffici di spontanea volontà?
Grazie