Prescrizione reati: in quali casi è raddoppiata
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18 Ott 2016
 
L'autore
Sabina Coppola
 


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Prescrizione reati: in quali casi è raddoppiata

La prescrizione è raddoppiata per alcuni reati di particolare gravità.

 

Per alcuni reati ritenuti di maggiore allarme sociale, o molto complessi dal punto di vista delle indagini, la legge penale prevede il raddoppio del termine di prescrizione [1].

 

 

Cosa significa che la prescrizione è raddoppiata?

Il raddoppio della prescrizione determina che il reato non è più perseguibile dopo un periodo di tempo pari al doppio del massimo della pena edittale prevista dalla legge (che non può mai essere inferiore a sei anni, nel caso di delitti, e quattro anni in caso di contravvenzioni).

 

 

Per quali reati è raddoppiata?

Riporto di seguito l’elenco dei reati per i quali il codice penale prevede che il termine di prescrizione sia raddoppiato, in modo che possiate facilmente consultarlo per calcolare in quanto tempo il reato (che, eventualmente, avete commesso) non sarà più punibile.

Si tratta di associazioni dirette a commettere:

  • delitti di riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù;
  • tratta di persone, acquisto e alienazione di schiavi;
  • contraffazioni, alterazione o uso di marchi o segni distintivi ovvero di brevetti, modelli e disegni;
  • introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi;
  • associazioni di tipo mafioso anche straniere;
  • scambio elettorale politico – mafioso;
  • sequestro di persona a scopo di estorsione;
  • delitti commessi al fine di agevolare l’attività delle associazioni mafiose nonché finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, al contrabbando di tabacchi lavorati esteri, al traffico illecito di rifiuti;
  • delitti consumati o tentati con finalità di terrorismo [2];
  • maltrattamenti contro familiare e conviventi [3];
  • violenza sessuale, tranne i casi di minore gravità [4];
  • atti sessuali con minorenne, tranne i casi di minore gravità [5];
  • corruzione di minorenne [6];
  • violenza sessuale di gruppo [7].

 

 

La prescrizione è raddoppiata anche se non c’è dolo?

La prescrizione, in alcuni casi, è raddoppiata anche se un reato è stato commesso colposamente, cioè solo per negligenza, imprudenza o imperizia e non con la volontà di farlo (così detto dolo).

Si tratta di omicidio colposo [8], nel caso in cui venga commesso:

  • con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o delle norme stradali (cosiddetto omicidio stradale);
  • da soggetto in stato di ebbrezza alcolica di un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro g/l [9];           
  • da soggetto sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope. 

 

 

Cosa accade per i delitti colposi di danno?

Il codice penale prevede il raddoppio del termine di prescrizione anche per i delitti colposi di danno (come ad esempio il reato di incendio o altro disastro, ferroviario o di naufragio o di sommersione di una nave adibita a trasporto di persone o di caduta di un aeromobile adibito a trasporto di persone [10].

Ha, però, creato una disparità di trattamento tra chi commette un reato con dolo (ad esempio incendio doloso) e chi lo commette per pura negligenza (ad esempio incendio colposo).

Ha, infatti, previsto che:

  • il reato doloso (più grave) si prescrive in sei anni (o sette anni e mezzo, se la prescrizione è lunga);
  • Il reato colposo (meno grave) si prescrive nel doppio del tempo (cioè dodici anni o quindici anni).

La Corte Costituzionale ha chiarito che tale differenziazione è illegittima, per cui (anche se il codice prevede che la prescrizione sia raddoppiata per alcuni delitti colposi di pericolo), di fatto, la prescrizione non sarà raddoppiata [11].


In pratica

Per chiarire meglio cosa si intende per raddoppio dei termini di prescrizione, considera che se commetti il delitto di violenza sessuale il termine di prescrizione sarà di anni 20 (cioè la pena massima prevista 10 anni, moltiplicata per due) a cui andranno aggiunti i periodi di interruzione e di sospensione.

[1] Art. 157 cod. pen..

[2] Art. 51, comma 3 bis e 3 quater, cod. proc. pen.

[3] Art. 572 cod. pen.

[4] Art. 609 bis cod. pen.

[5] Art. 609 quater cod. pen.

[6] Art. 609 quinquies cod. pen.

[7] Art. 609 octies cod. pen.

[8] Art. 589, secondo e terzo comma, cod. pen.

[9] Art. 186, comma 2, lettera c) del d.lgs. n. 285 del 30.4.1992.

[10] Art. 449 cod. pen.

[11] Corte Cost., sent.n. 143 del 28.5.2014.

 

 


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