Sciogliere l’affitto per rumori molesti
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18 Ott 2016
 
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Sciogliere l’affitto per rumori molesti

È una giusta casa di disdetta anticipata dell’affitto la presenza di un vicino che fa rumore superiore alla normale tollerabilità.

 

Se il vicino di casa è rumoroso e noi siamo in affitto, possiamo disdire in anticipo il contratto di locazione, prima cioè della sua scadenza, dandone comunque preavviso al locatore sei mesi prima. È quanto chiarito più volte dalla giurisprudenza [1].

 

Immaginiamo di vivere in appartamento in affitto e di avere un vicino rumoroso. Troppo rumoroso per le nostre orecchie. Lo facciamo presente al padrone di casa, anticipandogli la nostra intenzione di lasciare in anticipo l’appartamento perché divenuto ormai invivibile. Ma questi non ne vuole sapere perché – ci dice – abbiamo firmato un contratto 4 più 4 e dobbiamo rispettarlo. Tuttavia si dichiara disponibile a far insonorizzare le pareti dell’appartamento. A noi questa soluzione non sta bene, anche perché ci comporterebbe dei disagi per via dei lavori. Così ne nasce una contestazione.

 

Chi ha ragione? Il padrone di casa? Che si aspetta che rispettiamo il contratto fino alla scadenza, anche in ragione della sua disponibilità a far insonorizzare l’appartamento?

 

Oppure noi? Che, non riuscendo più a vivere per colpa del vicino rumoroso, quel contratto di affitto intendiamo disdirlo anticipatamente?

La soluzione c’è. Ed è in una sentenza del tribunale di Milano [1] che richiama una precedente sentenza della Cassazione. Leggete bene cosa dice.

 

Il rumore in condominio costituisce sempre una causa di disdetta anticipata dall’affitto, a prescindere da quali siano le origini del rumore (impianti condominiali, vicini rumorosi, ecc.) e nonostante la disponibilità del locatore ad effettuare i lavori di insonorizzazione.

Quindi, dando comunicazione al padrone di casa con sei mesi di anticipo, possiamo lasciare l’appartamento e cercare un’altra sistemazione.

 

Attenzione però: non tutti i rumori ci consentono l’esercizio del diritto di disdetta del contratto di affitto. I rumori devono essere superiori alla cosiddetta «normale tollerabilità», secondo quanto prescrive il codice civile [2]. Certo, si tratta di un criterio generale, che non può essere predeterminato in modo certo. Tutto viene rimesso alla decisione del giudice, che peraltro in questi casi è solito affidarsi a una perizia fonometrica o anche alla dichiarazioni testimoniali dei vicini di casa. Inoltre, a influire sul giudizio relativo alla tollerabilità o meno del rumore del vicino può influire il rumore di fondo in cui è dislocato il palazzo: chiaramente, in zone ad alto traffico e fortemente rumorose, la soglia della tollerabilità è più elevata; diversa soluzione nel caso di abitazioni in campagna.

 


[1] Trib. Milano, sent. n. 5465/2016.

[2] Art. 844 cod. civ.

 

Autore immagine: Pixabay.com

 


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