Multe all’estero: possiamo perdere punti sulla patente?
Lo sai che?
21 Ott 2016
 
L'autore
Emanuele Carbonara
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Multe all’estero: possiamo perdere punti sulla patente?

Cosa succede se non rispetto il codice della strada straniero? Quali effetti produce in Italia la multa presa all’estero?

 

A livello europeo (e tanto meno a livello internazionale) non esiste un sistema di sanzioni uniforme per le violazioni del codice della strada. Chi prende multe all’estero, quindi, subisce le penalità previste dallo Stato in cui è avvenuta la violazione. Queste possono essere le più varie, ma anche se il Paese straniero attua un meccanismo di patente a punti, l’eventuale decurtazione non ha valore per il corrispondente sistema italiano (in cui non verranno sottratti punti).

Il sistema dell’Unione europea

Nel 2014 [1], lo Stato italiano ha recepito la normativa comunitaria [2] che ha introdotto, in tutta l’Unione europea, un sistema uniforme per l’accertamento delle violazioni del codice della strada (cosiddetto «cross border»). Si tratta di un meccanismo che prevede uno scambio automatizzato dei dati in possesso dei vari Paesi, al fine di facilitare l’individuazione dell’autore dell’illecito, nonché del veicolo con cui è stato commesso. In questo modo, il proprietario del mezzo riceve una notifica presso il proprio indirizzo di residenza, con una lettera di contestazione redatta nella sua lingua.

 

Il sistema «cross border» vale per le seguenti violazioni:

  • eccesso di velocità;
  • mancato uso della cintura di sicurezza;
  • mancato arresto davanti a un semaforo rosso;
  • guida in stato di ebbrezza o sotto influenza di sostanze stupefacenti;
  • mancato uso del casco;
  • circolazione su corsia vietata;
  • uso indebito di telefono cellulare o di altri dispositivi di comunicazione durante la guida.

Osserviamo con chiarezza come funziona il sistema europeo. Ipotizziamo di prendere una multa, ad esempio, in Francia. Ora, ogni Stato membro dell’Ue elegge una propria autorità nazionale quale «punto di contatto», ossia quale struttura competente allo scambio dei dati relativi all’immatricolazione del veicolo incriminato e alle generalità del suo proprietario (in Italia la competenza è della Direzione generale della Motorizzazione civile).

 

Se la contestazione dell’illecito non avviene sul posto (il tal caso bisognerà pagare subito la multa), le autorità francesi otterranno dal punto di contatto italiano i dati del veicolo, il nome e cognome del proprietario, nonché il suo indirizzo di residenza. Dopodiché, le stesse autorità invieranno al titolare del mezzo una «lettera informativa», redatta nella stessa lingua del documento di immatricolazione. In tale documento saranno indicati la violazione commessa, la relativa sanzione, il modo per pagare l’eventuale multa e i mezzi a disposizioni per opporvisi.

Le sanzioni per le multe prese all’estero

Il meccanismo descritto vale solo per l’Unione europea. Esso, però, serve solo a facilitare lo scambio di dati tra i Paesi e le notifiche agli interessati, ma non introduce un sistema sanzionatorio comune. Perciò, se prendo una multa all’estero (sia in Europa che in un altro continente), sarò sottoposto alle sanzioni previste dallo Stato in cui è avvenuta la violazione.

 

Se anche lo Stato straniero adotta un sistema di patente a punti (come avviene in quasi tutti i Paesi europei), la decurtazione dei punti avverrà con riguardo alla banca dati dello Stato stesso, ma non avrà effetto sul credito della patente a punti italiana. Quindi non subirò una decurtazione dei punti della patente in Italia.

 

Se non si paga la multa e si ritorna a circolare nello stesso Stato estero, si subiranno le sanzioni previste dalla legislazione straniera. Queste potranno essere le più varie: si potrà essere soggetti ad un semplice aumento della multa non pagata, al sequestro del mezzo o della carta di circolazione, al ritiro della patente. In alcuni Paesi (come la Svizzera) si potrà addirittura incorrere in una sanzione penale (arresto).

 

In ogni caso, prima di mettersi in viaggio è utile informarsi sulla normativa in vigore nello Stato di destinazione, in modo da scoprire quali sono le regole da rispettare (senso di marcia, patente richiesta, tasso alcolemico, equipaggiamento necessario, limiti di velocità) e quali sono, altresì, le sanzioni previste dalla legislazione straniera. Buona parte di queste informazioni sono disponibili sul sito viaggiaresicuri.it. Si tratta di un servizio fornito dalla Farnesina, molto utile per prepararsi ad ogni tipo di viaggio:

  1. nella homepage, selezionare «Paesi»;
  2. individuare lo Stato verso cui si è diretti;
  3. cliccare su «Mobilità» per accedere a tutte le informazioni presenti.

In pratica

Se si prende una multa all’estero, si verrà sanzionati secondo le regole dello Stato in cui si è commessa la violazione. Non si subirà una decurtazione di punti valevole nel territorio italiano. All’interno dell’Unione europea, esiste un sistema di interscambio dei dati che permette di risalire subito all’autore dell’illecito, che riceverà una comunicazione direttamente a casa. Tuttavia, non esiste un sistema di sanzioni comuni nemmeno a livello europeo.

[1] D.Lgs. n. 37/2014.

[2] Dir. 2011/82/Ue del 25/10/2011. La Corte di Giustizia (sent. 6 maggio 2014, causa C-43/12) ha poi annullato la normativa indicata, oggi sostituita dalla nuova direttiva 2015/413/Ue dell’11/03/2015. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con la circolare prot. n. 11750 del 18/05/2016 ha comunicato che la normativa italiana di recepimento resta quella del D.Lgs. n. 37/2014.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
Commenti