Acquisto biglietti aerei on line: attenzione ai sovraprezzi illegittimi
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18 Ott 2016
 
L'autore
Maria Monteleone
 


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Acquisto biglietti aerei on line: attenzione ai sovraprezzi illegittimi

La compagnia aerea deve indicare fin da subito il prezzo effettivo del biglietto, già comprensivo di tasse e altri eventuali costi del servizio: sono comunque illegittime le commissioni per lo strumento di pagamento prescelto (per esempio carta di credito).

 

Il biglietto aereo sembra conveniente ma, al momento dell’acquisto on line, si scopre che in realtà quello pubblicizzato non è il prezzo effettivo perché non comprende tasse e altri costi. Tale condotta della compagnia aerea è sanzionabile in quanto costituisce pratica commerciale scorretta e ingannevole vietata dal Codice del Consumo [1].

 

Il sistema di prenotazione on line dei biglietti aerei deve indicare fin da subito il prezzo effettivo dei voli, non potendo rendere noti solo al momento del pagamento, gli addebiti ulteriori per tasse e altre voci tariffarie. Inoltre, la compagnia aerea, così come qualsiasi venditore, non può pretendere il pagamento di una commissione qualora il consumatore decida di acquistare i biglietti con carta di credito.

 

È quanto chiarito da due recenti pronunce dell’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato [2] che ha condannato le compagnie aeree low cost Norwegian Air e Blue Air per non aver rispettato le norme previste dal Codice del Consumo in materia di informazione e tariffe contrattuali.

 

Tali pronunce risultano significative in quanto chiariscono come deve essere rappresentato correttamente il costo del biglietto aereo e quali sono i sovraprezzi illegittimi.

 

 

Indicazione immediata del prezzo effettivo del biglietto aereo

La compagnia è tenuta a fornire informazioni corrette e complete al consumatore, senza porre in essere condotte attive o omissive ingannevoli e pratiche commerciali comunque scorrette. Mostrare al consumatore un determinato prezzo del biglietto per indurlo all’acquisto, salvo poi fargli scoprire «a sorpresa», al momento del pagamento, che quel prezzo non era comprensivo di tasse e altri costi rientra tra le pratiche ingannevoli vietate dal Codice del Consumo.

 

La falsa rappresentazione del prezzo dei biglietti aerei attraverso lo scorporo ex ante dalla tariffa di supplementi di spesa non eventuali, inevitabili e prevedibili – perché interni al controllo del vettore -, nelle pubblicità e/o all’inizio del processo di prenotazione/acquisto on line, induce in errore il consumatore medio circa il prezzo effettivo del servizio offerto e perciò costituisce una pratica commerciale scorretta.

 

Le norme del Codice del Consumo prevedono infatti l’obbligo di informare circa l’esistenza di sovra-prezzi applicati per qualsivoglia motivo (per l’uso di un determinato mezzo di pagamento, per spese amministrative, gestionali o di spedizione, ecc.) sin dal primo contatto con il consumatore.

 

Nel caso della compagnia Blue Air, per esempio, è stato accertato che il sistema di prenotazione on line non era conforme ai principi di trasparenza e completezza informativa. Infatti, solo dopo aver selezionato il volo prescelto, a cui era associato un determinato prezzo, al consumatore veniva rappresentata l’esistenza del supplemento denominato «Altre tasse», che si andava ad aggiungere al prezzo originariamente reclamizzato.

In una fase ancora successiva, il consumatore era chiamato a scegliere il tipo di pagamento che comportava un ulteriore incremento del prezzo finale dovuto per acquistare il biglietto.  L’addebito di tali costi aggiuntivi, rispetto al prezzo indicato all’inizio del processo di prenotazione, veniva dunque reso noto al consumatore successivamente alla selezione del volo al quale era abbinata una specifica tariffa e si aggiungeva a questa nel determinare il prezzo finale.

Tale modalità di presentazione del prezzo del servizio è da considerarsi scorretta in quanto, non includendo fin dall’origine nella tariffa proposta gli elementi di costo necessari, fornisce un’ambigua e incompleta rappresentazione delle condizioni economiche richieste per l’acquisto del servizio, confondendo il consumatore rispetto all’esborso complessivo da sostenere per acquistare il biglietto prescelto.

 

Divieto di costi aggiuntivi per lo strumento di pagamento

Le compagnie aeree non possono assolutamente prevedere costi aggiuntivi per i mezzi di pagamento scelti dal consumatore. Il Codice del Consumo [3] contiene infatti l’espresso divieto, valido per tutti i venditori, di imporre ai consumatori spese per l’uso di determinati strumenti di pagamento (per esempio carte di credito, bonifici, buoni e gift card).

A prescindere dalle modalità di presentazione e informazione ai consumatori, il sovrapprezzo per il pagamento con carta di credito o altro strumento è comunque illegittimo.

 

Nel caso di specie la compagnia Norwegian Air è stata sanzionata per aver previsto un supplemento di costo per tutti coloro che acquistavano i biglietti aerei on line con carta di credito.

 


[1] Artt. 20, 21 e 22 Cod. del Consumo.

[2] AGCM, testi dei provvedimenti: PS9235 – NORWEGIAN AIR SHUTTLE-COMMISSIONI SU CARTA DI CREDITO, PS10076 – BLUE AIR-CREDIT CARD SURCHARGE (CCS).

[3] Art. 62 Cod. del Consumo.

 


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