Quando si può attraversare fuori dalle strisce pedonali?
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18 Ott 2016
 
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Redazione
 


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Quando si può attraversare fuori dalle strisce pedonali?

Il pedone si considera fuori dalle strisce solo se è distante oltre 100 metri; in tal caso, però, deve attraversare la strada solo in linea retta.

 

Attraversamento della strada: quando il pedone si considera sulle strisce? Deve avere i piedi proprio sui riquadri bianchi disegnati sull’asfalto o può anche trovarsi leggermente distante? E quando, invece, è legittimato ad attraversare fuori dalle strisce? È necessario, ad esempio, che queste non siano presenti o siano particolarmente distanti? La risposta a questi quesiti è contenuta nel codice della strada. Vediamo cosa prevede la legge e quali sono le conseguenze per il pedone che non attraversa sulle strisce.

 

 

 

Quando il pedone può attraversare fuori dalle strisce?

Il codice della strada stabilisce che è lecito attraversare fuori dalle strisce se queste non esistono o sono più lontane di 100 metri dal luogo in cui si trova il pedone e ove intende attraversare. Se, invece, sono più vicine di 100 metri, il pedone è tenuto ad avvicinarsi ad esse ed attraversare la strada in corrispondenza delle stesse.

 

Se il pedone attraversa fuori dalle strisce perché queste non esistono o sono lontane più di 100 metri, deve farlo seguendo una linea retta e non obliqua. In altre parole, deve attraversare la strada in senso perpendicolare ad essa (disegnando cioè una lettera L), poiché la linea retta è anche lo spazio più breve tra i due lati della strada e che, quindi, crea meno pericolo per l’utente della strada e per gli automobilisti.

 

 

Che rischio se attraverso la strada fuori dalle strisce?

La sanzione per chi attraversa fuori dalle strisce va da 25 euro a 99 euro.

Quindi non è tenuto a pagare la multa chi ha attraversato la strada a una distanza inferiore a 100 metri dalle strisce.

 

Se ad attraversare la strada fuori dalle strisce è un minorenne la multa viene «intestata» ai genitori. Sono questi, infatti, tenuti a pagare per conto di chi ha meno di 18 anni, in quanto responsabili delle sue condotte contrarie alla legge (almeno dal punto di vista amministrativo, non già per quelle penali).

 

 

Se il pedone viene investito fuori dalle strisce di chi è la colpa?

Al contrario di quanto comunemente si pensa, in caso di investimento di un pedone che attraversa la strada, l’automobilista può essere dichiarato responsabile sia che l’incidente sia avvenuto sulle strisce, sia nell’ipotesi contraria. Difatti, chi guida è chiamato non solo a rispettare le norme del codice della strada, ma anche a tenere un comportamento di estrema prudenza per prevenire eventuali condotte imprudenti e irrispettose del codice della strada poste da altri, specie dai pedoni.

 

In altre parole, anche se il pedone non è sulle strisce, questo non vuol dire che, se investito da un’auto, gli sia sempre negato il risarcimento dell’assicurazione. Infatti, la legge prevede un obbligo di diligenza ben più stringente per chi guida onde evitare rischi per l’altrui incolumità, ivi compreso prevedere ed evitare (nei limiti del possibile) le altrui condotte pericolose ed illecite come, appunto, l’attraversamento di un pedone avvenuto non sulle strisce.

 

Dunque, l’automobilista deve essere in grado, anche in una strada senza strisce pedonali – dove è meno probabile che qualcuno attraversi – di frenare per tempo all’arrivo del pedone. Il conducente si salva dalla condanna (civile e penale) solo dimostrando di non aver potuto evitare l’investimento anche con un comportamento prudente e attento. Insomma, egli deve dare prova che l’investimento era assolutamente inevitabile: si pensi al caso del bambino sfuggito di mano al genitore all’improvviso e, con uno scatto, piombato sulla strada.

 

L’unica differenza tra attraversamento sulle e fuori le strisce pedonali è che, nel secondo caso, sarà più facile, per l’automobilista, dimostrare l’assenza di propria responsabilità, dando prova che il fatto era imprevedibile e che il comportamento del pedone era anormale.

 

Così, ad esempio, è più improbabile che il conducente possa essere tenuto a risarcire i danni a chi attraversa di notte, in un luogo poco illuminato e su una strada a scorrimento veloce.


[1] Art. 190 cod. str. co. 2: «I pedoni, per attraversare la carreggiata, devono servirsi degli attraversamenti pedonali, dei sottopassaggi e dei sovrapassaggi. Quando questi non esistono, o distano più di cento metri dal punto di attraversamento, i pedoni possono attraversare la carreggiata solo in senso perpendicolare, con l’attenzione necessaria ad evitare situazioni di pericolo per sé o per altri.»

 


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