Revoca donazione, quanto tempo per agire?
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18 Ott 2016
 
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Revoca donazione, quanto tempo per agire?

Nel caso di ingratitudine del donatario, la revoca della casa donata si può esercitare entro un anno da quando la condotta ingiuriosa è divenuta intollerabile.

 

Donare un bene e poi riprenderselo è possibile solo se il beneficiario della donazione (cosiddetto donatario) si sia reso responsabile di una condotta ingrata tra cui una grave ingiuria nei confronti del donante [1]. Per agire e riprendersi il bene (cosa che possono fare anche gli eredi del donante) bisogna però sbrigarsi perché c’è solo un anno da quando si è avuto conoscenza di tale comportamento [2]. Ma attenzione: nel caso in cui le ingiurie siano state ripetute e continue, l’anno decorre da quando le stesse siano divenute intollerabili ossia da quando la condotta abbia raggiunto il «culmine». È quanto chiarito dalla Cassazione qualche ora fa [3].

 

Detto con le stesse parole dei giudici, «in presenza di una pluralità di atti offensivi fra loro strettamente connessi, perché possa iniziare a decorrere il termine di decadenza di un anno previsto dal codice civile per proporre la domanda di revoca della donazione per causa d’ingratitudine, deve guardarsi al momento in cui detti atti offensivi raggiungono un livello tale da non potere essere più ragionevolmente tollerati. Tolleranza che, per ovvie ragioni, va valutata non secondo la sensibilità individuale e soggettiva, ma secondo il comune sentire.

 

 

La vicenda

Una donna aveva donato al figlio la nuda proprietà della propria casa, riservandosi l’usufrutto. La coabitazione aveva visto, col tempo, sorgere alcune incomprensioni durante le quali il figlio si era reso responsabile di varie condotte ingiuriose. I fatti sfociavano poi in un gesto estremo del donatario: la sostituzione del lucchetto dell’appartamento per mandare via la madre. Questo è stato ritenuto dai giudici l’evento rappresentante il culmine degli atti ingiuriosi, posti in essere dal figlio ai danni della donna, dal quale far partire la prescrizione del termine annuale di decadenza.

 

 

Atti ingiuriosi e revoca della donazione

Secondo la Cassazione quando l’ingratitudine del donatario si concretizza in una progressione di atti ingiuriosi, è a partire dal giorno in cui tale progressione arriva al suo culmine che occorre calcolare il termine di decadenza di un anno entro cui chiedere la restituzione del bene donato.

 


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 18 maggio – 18 ottobre 2016, n. 21010
Presidente Mazzacane – Relatore Cosentino

Svolgimento del processo

Con atto di citazione del 22 gennaio 2000 la sig.ra A.I. conveniva in giudizio davanti al Tribunale di Taranto, sezione distaccata di Grottaglie, C.P., figlio delle prime nozze del defunto marito, per sentire dichiarare la revocazione della donazione della nuda proprietà dell’immobile sito in Roccaforzata, contrada San Martino 11, da lei effettuata in favore del suddetto P. con atto per notaio G.S.del 29 luglio 1994, per ingratitudine dei donatario.
L’attrice esponeva che:
– C.P., assieme alla sua famiglia, aveva instaurato con lei una coabitazione, durante la quale erano sorte incomprensioni che avevano reso insostenibile la convivenza;
– ella aveva chiesto più volte a C.P. di lasciare l’immobile nella sua piena disponibilità;
– il 14 giugno 1999 ella era stata costretta ad allontanarsi dalla sua abitazione in seguito ad una lite e, successivamente, non era più riuscita a rientrare nell’immobile, perché C.P. aveva apposto un nuovo lucchetto al cancello di ingresso.
Si costituiva il convenuto, il quale esponeva che:
– l’attrice era decaduta dall’azione di

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[1] Ad eccezione delle donazioni remuneratorie e obnuziali, gli altri casi di revoca della donazione per ingratitudine sono:

–  il donatario ha realizzato fatti o comportamenti che coincidono con i casi di indegnità a succedere (v. Memento Famiglia e Patrimonio);

–  si è reso colpevole di ingiuria grave nei confronti del donante;

–  ha dolosamente provocato un grave danno al patrimonio del donante;

–  ha rifiutato indebitamente di corrispondergli gli alimenti.

[2] Art. 802 cod. civ.

[3] Cass. sent. n. 21010/16 del 18.10.16.

 


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