Usucapione, per interrompere il termine non basta la lettera
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19 Ott 2016
 
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Usucapione, per interrompere il termine non basta la lettera

I mezzi e i modi per impedire l’usucapione: per interrompere il termine è necessario riprendere possesso del bene oppure notificare una citazione in giudizio.

 

Per interrompere il termine dei 20 anni utile a far scattare l’usucapione non basta una semplice diffida o un comportamento che manifesti il dissenso all’altrui uso del proprio bene. È invece necessario un atto di citazione, da notificare all’utilizzatore dell’immobile. È quanto chiarito dalla Cassazione con una sentenza pubblicata ieri [1] che, così facendo, riprende un orientamento sposato in modo costante. Ma procediamo con ordine.

 

 

Cos’è e come funziona l’usucapione

L’usucapione è un metodo per acquistare l’altrui proprietà senza bisogno di un contratto o di un altro atto di cessione, quindi senza che vi sia la collaborazione del proprietario; anzi, il trasferimento avviene nonostante questi si opponga. L’importante è impossessarsi dell’altrui bene (una casa, un terreno, ma anche un’auto, un mobile, ecc.) in modo non segreto o violento (è escluso, quindi, l’appropriazione con uso della forza) e utilizzarlo come se fosse il proprio. Tale utilizzo deve avvenire per almeno 20 anni ed in modo pacifico (ossia senza che il titolare tenti di riprenderselo). L’utilizzo inoltre presuppone non solo il servirsi della cosa altrui per i propri scopi, ma anche un comportamento che solo all’effettivo proprietario la legge consentirebbe (ad esempio, cambiare le chiavi o la destinazione urbanistica di un appartamento, abbattere alberi in un terreno, effettuare una ristrutturazione in una casa, ecc.).

Il titolare del bene ha, ovviamente, la possibilità di opporsi al trasferimento della proprietà con l’usucapione, ma certo non può farlo se, per 20 anni, è stato indifferente e inerte ai comportamenti del possessore che ha utilizzato il suo bene come se fosse proprio. La sua opposizione – come vedremo a breve – deve concretizzarsi in appositi atti, diversamente la proprietà passa al possessore.

 

Sul punto rinviamo a due approfondimenti:

 

 

 

Come si interrompe l’usucapione

Da quanto abbiamo appena detto, per evitare l’usucapione è necessario che, prima dello scadere dei 20 anni, il proprietario manifesti il proprio dissenso all’uso che l’altro soggetto fa del proprio bene. Da tale momento, il termine dei 20 anni si interrompe e inizia a decorrere da capo. Per cui non si forma più l’usucapione.

 

Questo dissenso, però, non può manifestarsi con una semplice lettera di diffida o in una manifestazione verbale di volontà. Ci sono solo due modi per evitare il perfezionamento dell’usucapione:

  • Riprendersi il bene, eliminando l’altrui possesso. La legge [2] infatti stabilisce che l’usucapione è interrotta quando l’utilizzatore è stato privato del possesso del bene per oltre un anno (e sempre che, entro tale anno, l’utilizzatore non avvii una causa per recuperare il bene). Insomma, per evitare l’usucapione è necessario fare in modo che l’altro soggetto perda il possesso del bene.

Questa ipotesi è difficilmente realizzabile. Posto che, infatti, l’utilizzatore difficilmente lascerà il bene di propria spontanea volontà, dovrebbe allora essere necessario un comportamento violento del proprietario: il che darebbe vita al reato di esercizio abusivo delle proprie ragioni.

Si potrebbe ipotizzare che il detentore lasci, a sua volta, il bene altrui. In tal caso, il proprietario, recuperandone il possesso, bloccherà l’usucapione.

  • L’avvio di una causa. Poste le difficoltà connesse al recupero del possesso del bene, l’unica cosa che potrà fare il proprietario per riprendersi il proprio bene e interrompere l’usucapione è notificare un atto di citazione al detentore. Non è necessario che la causa vada avanti: è sufficiente infatti solo la notifica dell’atto introduttivo (appunto la citazione). Questo comportamento, a differenza della comune raccomandata con la diffida, è considerato dalla legge un comportamento sufficiente a bloccare l’usucapione.

È necessario che la notifica della citazione venga effettuata prima della scadenza dei 20 anni. Dal giorno dopo, sempre che il detentore non riconsegni il bene al proprietario, il termine dei 20 anni torna a decorrere da capo e il proprietario potrà di nuovo interromperlo successivamente nello stesso modo. Quindi, in buona sostanza, per evitare l’usucapione è sufficiente, prima della scadenza di ogni ventennio, notificare un atto giudiziario al detentore dell’altrui bene.


[1] Cass. sent. n. 21015/16 del 18.10.2016.

[2] Art. 1167 cod. civ.

 

Autore immagine: Laleggepertutti.it/Palumbo

 


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