Come difendersi dal vicino che non taglia l’erba?
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20 Ott 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Come difendersi dal vicino che non taglia l’erba?

Un giardino trascurato, oltre che antiestetico, può essere causa di cattivi odori. Se il vicino rifiuta il dialogo, si fa reclamo a Comune o Asl.

 

Cadiamo nella tentazione della banalità e cominciamo dicendo che «l’erba del vicino non sempre è più verde», anzi: a volte fa venire i brividi, da quanto è alta e trascurata. Magari piena di erbacce e trifogli, lasciata lì in qualche modo. Roba da prendere il tagliaerba, varcare la recinzione e darci un taglio, pur di non vederla così. Ma c’è il rischio che il vicino ci prenda il vizio e, sapendo che ci dà fastidio tutto quel disordine, aspetti che siamo sempre noi a intervenire.

Come difendersi dal vicino che non taglia l’erba? Cominciare con le buone non guasta, giusto per non prendersi il torto in partenza. Quindi: prima di essere costretti a difendersi dal vicino che non taglia l’erba, conviene tentare la via del dialogo, dopo avere identificato il problema: è un effetto antiestetico? C’è un odore cattivo a causa dei bisognini del cane o del gatto lasciati come concime del prato? Avvistato qualche animaletto sgradevole? Se ne parla. Possibilmente davanti a testimoni (meglio portarsi un parente o un altro vicino al confronto faccia a faccia). Se, oltre a non tagliare l’erba, il vicino non vuole nemmeno aprire le orecchie o ricorre alle intimidazioni oppure promette di fare qualcosa ma poi non fa nulla, si passa alle vie di fatto.

 

 

Il vicino non taglia l’erba: raccomandata e foto

Si può cominciare con una lettera formale, in cui si fa l’elenco del disturbo arrecato dall’erba non tagliata e si ricorda quanto detto nel confronto faccia a faccia (ecco perché è importante non essere soli). Si fa una copia della lettera da tenere come prova con la data e la si spedisce al vicino. Meglio portargliela a mano? No. Un timbro postale sulla busta può provare quando è stata inviata, cioè quando è stato detto nero su bianco al vicino che è ora di porre fine al problema.

Altra mossa opportuna per difendersi dal vicino che non taglia l’erba, prima di rivolgersi alle autorità competenti, è quella di scattare qualche fotografia, purché non venga fatto con invadenza e non si varchi la proprietà del vicino (non è legale senza il suo permesso). Se sulle foto resta traccia della data in cui sono state scattate, meglio ancora.

 

 

Il vicino non taglia l’erba: reclamo in Comune o all’Asl

Se con le buone non cambia nulla, si passa al piano B. E’ possibile presentare un reclamo alle autorità locali sia recandosi direttamente all’ufficio competente del Comune (l’ufficio igiene), sia rivolgendosi all’Asl, sia contattando, se esiste, un’associazione che difenda i diritti dei proprietari di case. Nel reclamo occorre scrivere tutto quello che è stato detto e fatto in precedenza (il tentativo di dialogo, la lettera, le foto). Un pubblico ufficiale del Comune (un vigile urbano o una persona incaricata) farà un sopralluogo, valuterà la situazione e, con ogni probabilità, informerà il vicino del fatto che è stato presentato un formale reclamo contro di lui. Nel caso l’abitazione fosse in affitto, conviene coinvolgere il padrone di casa: è probabile che nel contratto di locazione ci sia una clausola che obbliga l’affittuario a mantenere il decoro in giardino e, quindi a tagliare l’erba troppo alta. In base ai regolamenti comunali, se il vicino si rifiuta ancora di tagliare l’erba e di mantenere pulito e in ordine il giardino, potrebbe avere qualche problema legale o essere costretto a pagare una multa. Alcuni Comuni hanno fatto delle ordinanze ad hoc che prevedono, ad esempio, che l’erba non superi i 30 centimetri di altezza o che le siepi non invadano i marciapiedi. Chi non rispetta queste regole è tenuto a pagare una sanzione.


Autore immagine: Pixabay.com

 


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