Come pagare l’affitto
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19 Ott 2016
 
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Come pagare l’affitto

Affitto: il canone di locazione può essere pagato in contanti, ma fino a tremila euro ed è sempre diritto ottenere la quietanza; si può anche usare il bonifico bancario o l’assegno.

 

Per stabilire come pagare l’affitto è necessario, innanzitutto, verificare cosa prevede il contratto di locazione. Spesso capita infatti che il padrone di casa imponga una determinata modalità per il versamento mensile dell’importo a lui dovuto.

 

Se il contratto non stabilisce in quale modo debba essere pagato l’affitto, l’inquilino può ritenersi libero di scegliere, di volta in volta, il mezzo di pagamento per lui più comodo, fermo restando l’obbligo di far pervenire il denaro entro la scadenza del termine e che ciò non comporti, per il locatore, un particolare onere economico o di energie.

 

Se invece il contratto stabilisce una specifica modalità di pagamento, l’inquilino dovrà rispettarla. Tuttavia, qualora utilizzi un diverso metodo, il creditore non potrà rifiutare i soldi né considerare l’inquilino moroso, sempre che il pagamento sia andato a buon fine. Ad esempio, se il contratto prevede il versamento dell’affitto con denaro contante e il conduttore effettua invece un bonifico bancario, il pagamento resta ugualmente valido e non può essere rimandato al mittente. Difatti, secondo la giurisprudenza, sono ritenuti equipollenti al denaro contante diversi metodi di pagamento, come appunto quelli per via telematica: in tali casi non è giustificato il diniego del creditore, diniego che, comunque, deve essere sempre motivato. L’importante è che il mezzo alternativo di pagamento prescelto dall’inquilino garantisca una effettiva copertura. Il creditore potrebbe, ad esempio, rifiutare il pagamento con assegno bancario in quanto non costituisce un mezzo di pagamento di sicura copertura. Ma se l’assegno viene regolarmente incassato non può più agire per la risoluzione del contratto di affitto.

 

Detto ciò vediamo in quali modi si può pagare l’affitto.

Qual è il metodo più sicuro per pagare l’affitto ed evitare future contestazioni del padrone di casa? Di sicuro, quando si versa mensilmente il canone di locazione, il mezzo più comodo è il bonifico online, possibile tramite il servizio di home banking attivato dal proprio istituto di credito. Questo consente di adempiere al versamento senza muoversi di casa, utilizzando solo il computer connesso a internet. Inoltre, in tal modo, rimanendo traccia del pagamento nei «circuiti» bancari, non è neanche necessario richiedere, al locatore, la quietanza di pagamento: eventuali indebite future richieste di arretrati potranno essere contrastate producendo un semplice estratto conto. In esso verrà evidenziato il passaggio di denaro dal conto del conduttore a quello del locatore; inoltre la causale servirà a chiarire ogni possibile incertezza sulla ragione del trasferimento dei soldi. A tal fine, come causale, potrà essere utilizzata la seguente formula: «Pagamento canone contratto di locazione del …, mensilità di [indicare mese e anno]».

 

Ciò non toglie, tuttavia, che l’inquilino che abbia pagato tramite bonifico bancario non abbia comunque diritto a ottenere, dal padrone di casa, la ricevuta di pagamento: è un suo diritto che gli riconosce il codice civile [1] anche in caso di pagamento tramite sistemi tracciabili (come, appunto, il bonifico o l’assegno). Secondo la Cassazione [2], il locatore non può rifiutare la richiesta del conduttore di ottenere una quietanza. Il rilascio della quietanza è a spese del debitore (bisogna apporre infatti la marca da bollo di 2 euro) e fa presumere l’avvenuto pagamento anche degli interessi (salvo prova contraria o successiva diversa specificazione dell’atto di quietanza).

 

La giurisprudenza unanime attribuisce alla quietanza efficacia di piena prova dell’avvenuta ricezione, da parte del locatore, di un determinato pagamento nonché della manifestazione di volontà del conduttore di soddisfare, con essa, una specifica obbligazione.

 

La quietanza deve contenere, ovviamente, la firma autografa del locatore e l’indicazione della data. Se manca la data, la quietanza non è nulla e il giorno del suo rilascio può essere dimostrato, in caso di contestazione, con qualsiasi mezzo di prova.

 

Per pagare l’affitto si può prescegliere, oltre al bonifico online, anche quello tradizionale, recandosi allo sportello della banca. In tal caso, l’impiegato allo sportello richiederà al correntista di compilare un modello ove indicare nome e cognome del beneficiario, gli estremi Iban del conto corrente e la causale. L’operazione garantisce le stesse certezze del bonifico online: tracciabilità del pagamento e possibilità di dimostrare, successivamente, il passaggio del denaro anche senza quietanza (che, comunque, se richiesta dal debitore, resta dovuta).

 

Si può pagare l’affitto anche con denaro contante a condizione che l’importo non superi tremila euro, che è l’attuale limite all’utilizzo del cash [3]. In questo caso, però, il rilascio della quietanza del padrone di casa è indispensabile per contrastare eventuali richieste di arretrati. Senza, infatti, manca la prova del passaggio di denaro. Se, in un’unica soluzione, si pagano più mensilità, così superando la soglia dei 3mila euro, bisogna tenere conto che:

  • se il locatore rilascia un’unica quietanza, allora è necessario pagare con strumenti tracciabili (bonifico, ecc.) evitando il contante;
  • se invece il locatore rilascia tante quietanze per quante sono le mensilità che vengono corrisposte, allora è possibile pagare in contanti nonostante l’importo totale superi 3mila euro.

 

Nel caso in cui venga superato il tetto dei 3mila euro e il pagamento dell’affitto avvenga ugualmente in contanti può scattare una multa dall’1% al 40% del prezzo versato illegittimamente in contanti. La sanzione può coinvolgere tanto chi paga (inquilino) quanto chi riceve il pagamento (padrone di casa).

La sanzione minima pecuniaria non può essere inferiore a 3000 euro per gli importi pari o poco superiori a 1000 euro, per gli importi più elevati scatta l’aggravante ed una sanzione fino a 5 volte la minima.

 

Nulla vieta che si possa pagare il canone di affitto anche con un Rid bancario ossia l’ordine, conferito al proprio istituto di credito, di accreditare sul conto corrente del locatore, a cadenze periodiche (ad esempio, il primo giorno di ogni mese), un importo prestabilito.

 

Si può pagare l’affitto con assegno, consegnato a mani o spedito all’indirizzo del padrone di casa. Tuttavia tale metodo di pagamento libera il debitore solo nel momento in cui l’assegno risulta essere «coperto» e, quindi, il denaro passa dal conto del debitore a quello del creditore.

 

Il vaglia postale è anch’esso un metodo di pagamento valido, anche se il padrone di casa potrebbe espressamente rifiutarlo per via dell’onere che ciò comporta: fare la fila alle poste, con le lungaggini a tutti note, è infatti un valido motivo per imporre una forma diversa di versamento del canone di affitto.


[1] Art. 1199 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 4199/1979.

[3] L. 209/2015.

 


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