Consegna in ritardo, posso chiedere l’annullamento del contratto?
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19 Ott 2016
 
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Consegna in ritardo, posso chiedere l’annullamento del contratto?

Vendita annullata se il prodotto acquistato non viene consegnato entro 30 giorni dall’ordine.

 

Immaginiamo di aver comprato in un negozio di arredo un divano, un armadio o qualsiasi altro mobile, avendolo visto su un catalogo ed essendoci piaciuto. Dopo averci fatto firmare il contratto, il venditore manda l’ordine in fabbrica, per avere il modello del colore che abbiamo scelto, assicurandoci che verrà consegnato entro una settimana, al massimo dieci giorni.

Ma le settimane passano e il divano non arriva. A quel punto torniamo al negozio per sollevare le nostre contestazioni e annullare l’ordine. Il nostro scopo è quello di avere i soldi indietro per poter andare a comprare l’oggetto da un’altra parte. Il venditore però non ne vuole sapere perché – dice – ormai l’ordine è stato inoltrato e non può essere più revocato, anche perché lui ha sostenuto delle spese. Ne nasce una discussione.

 

Chi ha ragione? Il venditore, titolare del negozio? Che, avendo sollecitato la fabbrica, non è responsabile del ritardo dei suoi fornitori e, comunque, dimostra di aver fatto di tutto per farci ottenere il prodotto nei termini?

 

Oppure noi, acquirenti che non c’entriamo nulla con la catena della produzione? Non avendo ricevuto il prodotto nei tempi concordati ed avendone urgente bisogno, vogliamo quindi liberarci dall’impegno contrattuale e comprarne un altro in un diverso negozio.

 

Ma soprattutto, quanto tempo siamo tenuti ad aspettare prima di poter «revocare» il contratto? Siamo costretti ad aspettare a tempo indeterminato o esiste un termine massimo entro cui il prodotto deve essere consegnato?

 

La soluzione c’è, ed è in un articolo del codice del consumo spesso ignorato.

Il venditore deve consegnare il prodotto all’acquirente entro 30 giorni. Se non rispetta questo termine, l’acquirente può pretendere la restituzione di eventuali acconti già versati e – ove dimostri di aver subito uno specifico danno dalla mancata consegna – può chiedere anche un risarcimento.

 

Quindi, nel caso concreto, possiamo – anzi dobbiamo – avere i soldi indietro e cercare un nuovo divano in un altro negozio, senza che il rivenditore accampi scusa alcuna! Peraltro non siamo tenuti a lasciare alcuna penale.

 

Questo discorso può valere per qualsiasi tipo di prodotto acquistato a condizione che:

  • l’acquirente sia un consumatore, ossia non acquisti per la propria attività professionale o lavorativa. Il che significa anche non richiedere una fattura perché, nel momento in cui si fornisce la propria partita Iva per la fatturazione, si presume che detto bene sarà scaricato dalle tasse e, quindi, utilizzato nell’ambito dell’attività lavorativa;
  • il contratto non deve prevedere un diverso termine per la consegna del prodotto.

 


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