Addio studi di settore, che cosa cambia
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20 Ott 2016
 
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Noemi Secci
 


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Addio studi di settore, che cosa cambia

Eliminazione degli studi di settore in due tempi: dagli indici di affidabilità dell’impresa alla cancellazione di Gerico.

 

L’addio agli studi di settore non sarà per tutti, almeno in un primo momento: nel 2017 ci sarà, infatti, un regime premiale che vedrà gli accertamenti ridotti per quelle imprese e quei professionisti che risulteranno ad “alta affidabilità fiscale”; successivamente, avverrà il superamento progressivo degli studi e del software Gerico, con un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Gli studi di settore, in pratica, serviranno per selezionare i contribuenti più affidabili e per separarli da quelli a rischio evasione, grazie agli “indicatori di compliance”, volti a “misurare la fedeltà fiscale”, in scala da 1 a 10: chi raggiungerà il grado di affidabilità più elevato avrà accesso a un particolare sistema premiale, che darà diritto a diverse agevolazioni, come la riduzione dei termini di accertamento e l’esclusione da alcune tipologie di accertamento.

Vediamo le principali novità.

 

 

Indicatori di normalità economica

Gli indicatori di normalità economica, meglio noti come Ine, servono a individuare i ricavi e i corrispettivi del contribuente sulla base delle caratteristiche e delle condizioni di esercizio della specifica attività.

In pratica, servono per ottenere il “vero reddito” del contribuente, utilizzando elementi extracontabili, come la durata delle scorte o il valore aggiunto di ogni singolo addetto.

Se il contribuente non è coerente con gli indicatori di normalità, il software Gerico determina maggiori ricavi o compensi, che vengono sommati sia al valore puntuale sia al valore minimo stimato dall’analisi di congruità dello studio di settore.

Con la riforma degli studi di settore, gli indicatori di normalità economica diventeranno indicatori per il calcolo del livello di affidabilità: non serviranno per stimare i soli ricavi, ma anche per determinare il valore aggiunto e il reddito di impresa ed arrivare all’indice sintetico di affidabilità, o indicatore di compliance.

 

 

Basi imponibili

Gli indicatori di compliance avranno caratteristiche differenti e specifiche, secondo l’attività svolta dal contribuente in modo prevalente.

Potranno essere stimate anche basi imponibili diverse: a seguito di queste valutazioni, potrà essere ricavato  il valore aggiunto e, sulla base di questo, saranno ottenuti i ricavi (o i compensi) e il reddito.

 

 

Dati basati sugli anni precedenti

La valutazione dei dati forniti dal contribuente non si baserà soltanto sull’anno corrente e su quelli immediatamente precedenti, ma addirittura sugli 8 anni precedenti: in questo modo, le stime fornite dagli studi saranno più efficienti e più precise.

 

 

Modelli organizzativi

I modelli di organizzazione su cui si basano gli studi di settore saranno ridotti e semplificati, in modo da poter assegnare il contribuente al gruppo di appartenenza con più sicurezza.

Sarà poi semplificata, a tal fine, l’analisi dei dati rilevanti.

 

 

Stima del valore aggiunto

Il valore aggiunto per addetto è, attualmente, uno dei maggiori “crucci” per chi compila gli studi di settore: per spiegare la questione in parole semplici, il software Gerico presuppone che ad ogni dipendente assunto, o ad ogni collaboratore, corrisponda un determinato guadagno. I nuovi modelli allo studio offriranno, rispetto al calcolo del valore aggiunto per addetto attualmente utilizzato, una maggiore elasticità e una migliore aderenza dei risultati alla realtà economica.

 

 

Addio ai correttivi

Dato che il nuovo modello di stima che caratterizzerà gli indicatori di affidabilità sarà autonomamente in grado di valutare l’andamento ciclico, non sarà più necessario predisporre i correttivi per la crisi, cioè quei correttivi che riadattano gli studi alla congiuntura economica negativa.

 

 

Meno informazioni

I nuovi modelli, grazie ai nuovi indicatori di compliance, saranno più semplici e richiederanno l’inserimento di un numero di dati notevolmente minore.

Tuttavia, bisogna osservare che queste semplificazioni non costituiscono affatto dei “regali” ai contribuenti: la riduzione delle informazioni da inserire è determinata anche dal fatto che, a partire dal 2017, grazie alle comunicazioni periodiche delle fatture emesse e ricevute, l’Amministrazione finanziaria sarà già in possesso della maggior parte dei dati rilevanti per determinare il reddito del contribuente.


 


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