Acquisto per usucapione: rientra nella comunione dei beni?
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17 Nov 2016
 
L'autore
Maura Corrado
 


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Acquisto per usucapione: rientra nella comunione dei beni?

L’usucapione permette di acquisire la proprietà di un bene a titolo originario. Che significa? I beni usucapiti da uno dei coniugi rientrano in comunione? Rileva la data delle nozze?

 

Con l’usucapione si diventa proprietari di un bene senza bisogno di un contratto, di un testamento e, addirittura, senza necessità di un accordo con il proprietario del bene stesso. Ciò avviene semplicemente possedendo il bene per un determinato periodo di tempo, secondo quanto stabilito dalla legge.

 

 

Usucapione: i beni rientrano in comunione?

Se l’acquisto di beni immobili per usucapione si verifica in costanza di matrimonio tra coniugi in regime di comunione legale, i beni in questione rientrano in quest’ultima, anche se il relativo acquisto è stato compiuto da uno solo dei coniugi [1]. L’obiettivo è quello di consentire al coniuge in regime di comunione legale di beneficiare di qualsiasi tipo di acquisto effettuato dall’altro.

 

Facciamo un esempio: Tizio e Caia sono sposati in regime di comunione dei beni. Tizio possiede in modo continuato una casa in campagna per vent’anni (termine necessario per l’usucapione ordinaria); il ventesimo anno si compie durante il matrimonio e Tizio usucapisce il bene: l’immobile rientra in comunione dei beni con Caia, anche se l’inizio del possesso è anteriore al matrimonio. Caia, quindi, ne diviene proprietaria a titolo originario. Ciò a prescindere dal momento in cui il coniuge propone la causa di accertamento dell’usucapione e da quando interviene la relativa sentenza, che – tra l’altro – si limita a dichiarare intervenuto l’acquisto con effetto retroattivo al momento del compimento del termine. Quindi, anche se Tizio e Caia si sposano il giorno prima della scadenza dei vent’anni, la casa in campagna rientra comunque in comunione.

Il bene, invece, resta di proprietà esclusiva del coniuge che lo ha usucapito:

  • se il ventennio si è verificato già prima del matrimonio, ma la causa viene avviata dall’interessato solo dopo le nozze o,
  • se avviata prima, la sentenza esce successivamente al matrimonio.

 

Giova ricordare che l’usucapione è un mezzo di acquisto della proprietà a titolo originario: in quanto tale non necessita del consenso della controparte nè di un contratto.

 


[1] In virtù della disposizione di cui all’art. 177, co. 1, lett. a), cod. civ., secondo la quale costituiscono oggetto della comunione «gli acquisti compiuti dai due coniugi insieme o separatamente durante il matrimonio, ad esclusione di quelli relativi ai beni personali».

 


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