Vietato lasciare i bimbi soli a casa
Lo sai che?
20 Ott 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Vietato lasciare i bimbi soli a casa

Lasciare un bambino, anche solo per pochi minuti, è reato di abbandono di minore.

 

Lasciare solo a casa ed incustodito un bambino, specie se ancora in tenera età, costituisce reato. Un reato particolarmente discusso perché la sua gravità è da valutarsi sulla base del pericolo al quale viene esposto il minore. E, secondo i giudici, la semplice presenza di un vicino che possa accorrere in caso di necessità non è sufficiente a giustificare l’imprudente genitore. In passato, è stato ad esempio ritenuto responsabile il genitore che sia uscito di casa per svolgere alcune faccende e, sebbene per poco tempo, abbia lasciato alla cura della figlia più grande, ma anch’essa minorenne, un bambino piccolo, per giunta con una finestra aperta.

 

Abbiamo più volte parlato, su queste stesse pagine, dell’illecito che commette il genitore che lasci solo in casa il figlio minore di 14 anni. Illecito che integra un reato sanzionato con la reclusione da 6 mesi a 5 anni, anche se il tempo di «abbandono» è limitato a pochi minuti.

Il caso più recente è quello deciso dal tribunale di Genova [1] secondo cui, anche per poco tempo, il genitore non può allontanarsi da casa se lì ha lasciato incustodito il figlio di pochi mesi. Nonostante lo scarso tempo di assenza, anche in tal caso il genitore viene meno ai suoi doveri di sorveglianza e cura creando una situazione di potenziale pericolo per il minore. Ed infatti, ad essere sanzionato dal codice penale non è tanto il danno eventualmente procurato al minore, ma la semplice possibilità che tale danno si realizzi: quindi rileva la situazione di pericolo e non uno specifico evento. In altre parole, anche se il bambino non subisce alcun pregiudizio, non si fa male e magari, lasciato mentre dormiva, viene trovato nella stessa posizione in cui si trovava al momento in cui la mamma è uscita, la condanna è scontata.

 

Nel caso di specie, una donna, ospite di una struttura assistenziale, è stata condannata dopo che un’inserviente aveva trovato il figlio di nove mesi su un letto matrimoniale in procinto di cadere, con la testa già riversa verso il bordo del letto.


La sentenza

Tribunale di Genova – Sezione I penale – Sentenza 8 giugno 2016 n. 3650

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

IL TRIBUNALE DI GENOVA

– SEZIONE PRIMA –

IN COMPOSIZIONE MONOCRATICA

Dr.ssa Silvia CARPANINI

All’udienza del 8 giugno 2016 ha pronunciato, mediante lettura del dispositivo, la seguente

SENTENZA

Nei confronti di:

DU.MA., nato (…), elettivamente domiciliata presso lo studio dell’Avv. Ma.Ge. in Genova, Via (…). Difensore di ufficio Avv. Ma.Ge. del Foro di Genova.

LIBERA ASSENTE

IMPUTATA

per il reato p. e p. dall’art. 591 CP perché abbandonava il figlio Du.Ca. (n. 04/09/2013), minore degli anni 14, del quale aveva la custodia e doveva avere cura, allontanandosi dalla stanza dove alloggiava presso l’Ab. di Genova, Via (…); il minore veniva trovato dopo almeno tre ore, mentre urlava disperato, con la testa incastrata nelle sbarre del letto ed a brevissima distanza da una finestra aperta.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Il 26 gennaio 2016 il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Genova ha emesso decreto di citazione a giudizio nei confronti di Du.Ma. per il reato di cui al capo d’imputazione. Alla successiva udienza del 16 marzo 2016 il giudice ha dichiarato

Mostra tutto

[1] Trib. Genova, sent. n. 3650/16 dell’8.06.2016.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
 
 
Commenti