Noemi Secci
Noemi Secci
21 Ott 2016
 
Le Rubriche di LLpT


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Ricongiunzione gratuita, vale anche per le casse professionali?

Vorrei sapere se la ricongiunzione gratuita vale anche per i professionisti: ho contributi nella cassa professionale e all’Inps, ma ricongiungerli costa troppo!!

 

In base alla bozza della Legge di stabilità 2017 al momento resa nota, la ricongiunzione gratuita, o meglio il cumulo gratuito, è previsto solo per sommare i contributi appartenenti alle gestioni interne all’Inps, come il Fondo lavoratori dipendenti o le casse Artigiani e Commercianti.

Il cumulo gratuito è diverso dalla ricongiunzione, ma anche dalla totalizzazione, perché consente di sommare i contributi presenti nelle diverse casse Inps ai fini del diritto alla pensione, ma ogni cassa liquida il trattamento di propria competenza pro quota, senza il ricalcolo contributivo: si può utilizzare sia per raggiungere la pensione anticipata che quella di vecchiaia.

Sono escluse dal cumulo gratuito, almeno in questa prima «bozza» di legge, le casse professionali, come ad esempio la Cipag, la Cassa Geometri, o la Cassa Forense.

Pertanto, l’unico modo, nel caso dei professionisti, per riunire i contributi a titolo gratuito consiste nella totalizzazione; per chi desidera riunire i contributi in una sola cassa, ma a titolo oneroso, è possibile domandare la ricongiunzione. Cerchiamo di capire come funzionano.

 

 

Totalizzazione: chi può richiederla, requisiti

Per quanto concerne la totalizzazione, questo strumento consente di ottenere un’unica pensione sommando i contributi versati in gestioni diverse (tutti i contributi del lavoratore), comprese le casse professionali.

La totalizzazione ha il vantaggio, rispetto alla ricongiunzione ordinaria, di essere gratuita, ma ha lo svantaggio di comportare il ricalcolo contributivo dell’assegno (che è maggiormente penalizzante, basandosi sulla contribuzione versata e non sugli ultimi stipendi o redditi percepiti). Il calcolo contributivo è escluso solo quando in una delle gestioni si raggiunge il diritto a un’autonoma pensione: ogni gestione, difatti, calcola la quota di pensione di propria competenza col sistema contributivo, separatamente, ma, nel caso in cui in una delle gestioni si abbia diritto ad un autonomo trattamento, per i contributi presenti in quella cassa non viene eseguito il ricalcolo contributivo.

Così, il trattamento è calcolato:

  • col sistema retributivo sino al 2011, poi contributivo, se l’assicurato possiede oltre 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • col sistema retributivo sino al 1995, poi contributivo, se l’assicurato possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • col sistema interamente contributivo solo se l’interessato non possiede contribuzione versata prima del 1996.

Bisogna però precisare che le parti calcolate col sistema retributivo in totalizzazione non prevedono la rivalutazione delle retribuzioni.

Per ottenere la pensione con la totalizzazione, i requisiti sono i seguenti:

  • per la pensione di vecchiaia: 65 anni e 7 mesi di età, 20 anni di contributi, attesa di una finestra di 18 mesi dalla maturazione dei requisiti alla liquidazione della pensione;
  • per la pensione di anzianità: 40 anni 7 mesi di contributi, attesa di una finestra di 21 mesi.

Non esiste più il requisito che prevedeva un minimo di 3 anni per poter computare gli spezzoni di contributi.

 

 

Ricongiunzione

Per quanto riguarda la ricongiunzione, questa consiste nella possibilità di riunire i contributi versati in fondi diversi in un’unica gestione. Non sono, però, semplicemente sommate quote diverse di pensione (che restano a carico delle singole gestioni) per il diritto al trattamento, ma tutti i contributi dell’interessato confluiscono nella gestione prescelta, come se fossero da sempre stati accreditati nel fondo di destinazione.

Per calcolare il costo della ricongiunzione è necessario effettuare un primo calcolo della pensione considerando i soli contributi presenti nella gestione di destinazione, poi un secondo calcolo della pensione considerando tutti i contributi dell’interessato, come se risultassero accreditati nel fondo prescelto.

Bisogna poi fare la differenza tra i due calcoli per ottenere l’ammontare del beneficio conseguito. Una volta determinato il beneficio, questo si deve moltiplicare per un apposito coefficiente [1] che cambia in relazione all’età, al sesso e all’anzianità contributiva del lavoratore: si ottiene, così, la riserva matematica.

Dalla riserva matematica si devono sottrarre i contributi trasferiti nella gestione di destinazione.

Se il periodo da ricongiungere è soggetto al calcolo contributivo, la determinazione dell’onere di ricongiunzione è più semplice. Bisogna infatti:

  • prendere come riferimento la retribuzione pensionabile degli ultimi 12 mesi;
  • moltiplicare la retribuzione per gli anni da ricongiungere e per l’aliquota contributiva (ad esempio 32,95% per l’Inpdap, 33% per l’Inps Fondo pensioni lavoratori dipendenti);
  • sottrarre dall’onere così ottenuto i contributi da trasferire.

 

 

Professionisti: ricongiunzione o totalizzazione?

Per quanto riguarda i professionisti, si potrebbe attendere la stesura definitiva della Legge di bilancio 2017, per avere la piena sicurezza che le casse professionali siano escluse dal cumulo gratuito (che, come esposto all’inizio, è una via di mezzo tra totalizzazione e ricongiunzione). Appare però improbabile l’estensione del cumulo gratuito alle casse esterne all’Inps, in quanto tale possibilità determinerebbe degli oneri maggiori a carico delle varie gestioni.

Pertanto, non verificandosi la possibilità di cumulo tra Inps e cassa professionale, per valutare l’opzione migliore tra ricongiunzione e totalizzazione è necessaria l’effettuazione di uno studio previdenziale approfondito, nel quale fare una proiezione pensionistica che comprenda non solo gli oneri di ricongiunzione, ma anche il calcolo della futura pensione sia nell’ipotesi di ricongiunzione che in quella di totalizzazione, con una valutazione dettagliata, per entrambi i casi, della data di maturazione dei requisiti utili ai diversi trattamenti.


[1] L. . 1338/1962; DM 26/1/1964.

 


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