Posso pagare con assegno se il creditore chiede contante?
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23 Ott 2016
 
L'autore
Emanuele Carbonara
 


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Posso pagare con assegno se il creditore chiede contante?

Pagamento tramite assegno bancario o circolare: il creditore può rifiutarlo ed esigere il versamento in contanti? La risposta della Cassazione.

 

Mettiamo il caso di dover comprare qualcosa, versare l’affitto, pagare una prestazione professionale o saldare un debito precedentemente contratto: cosa succede se il nostro creditore rifiuta il pagamento con assegno? La Cassazione è chiara: se si tratta di assegno circolare, l’incasso della somma, per il creditore, è sicuro: egli, quindi, non può rifiutarlo. Il normale assegno bancario, invece, deve essere necessariamente coperto: in poche parole, sul nostro conto corrente dovranno esserci fondi sufficienti per pagare la somma in questione. Pertanto, il creditore potrà legittimamente rifiutarlo, perché non è certo di riscuotere l’importo indicato.

 

La differenza tra assegno bancario e assegno circolare

La legislazione bancaria distingue tra assegno circolare e assegno bancario. Attraverso quest’ultimo, il debitore ordina alla banca presso cui ha il conto corrente di pagare al soggetto a cui il titolo è stato intestato. È chiaro che, in questo caso, se il conto del debitore è in rosso (o comunque non ci sono fondi sufficienti) la banca non pagherà. L’assegno circolare, al contrario, garantisce un sicuro realizzo, ossia la certezza, per l’intestatario, di incassare l’importo indicato. Ciò in quanto il debitore ha già versato in banca la somma da pagare, al fine di farsi rilasciare l’assegno medesimo. Perciò, la banca a cui il creditore si rivolge ha l’obbligo incondizionato di accettare l’assegno circolare e versare l’importo indicato.

 

 

Assegno circolare, il creditore deve accettarlo: ecco perché

Quanto descritto consente di affermare che, se nel contratto nulla è stabilito circa le modalità di pagamento e il debitore paga con assegno circolare, il creditore non può rifiutarlo. Quest’ultimo, infatti, ha la sicurezza di incassare la somma pattuita. La Cassazione è ormai consolidata nell’affermare tale principio, sicché l’orientamento giurisprudenziale sul punto può dirsi unanime [1].

 

I giudici fanno presente che il pagamento con assegno assegno circolare è semplicemente una diversa modalità di saldare il debito e, per di più, sicura come il pagamento in contanti. A questo proposito, va sottolineato che la legge impone alle parti di un contratto il dovere di comportarsi con correttezza e buona fede nell’esecuzione del contratto stesso [2].

 

Il concetto di buona fede, in particolare, comporta che il creditore deve collaborare col suo debitore, al fine di rendere più facile il pagamento del debito. In poche parole, egli deve fare tutto quello che è possibile per agevolare il compito della sua controparte (ovviamente, nei limiti di un sacrificio apprezzabile).

 

La legge [3], inoltre, afferma che, se non è altrimenti stabilito dalle parti, il debitore deve pagare presso il domicilio del creditore (cioè il luogo dove quest’ultimo cura i suoi affari o interessi). Quindi, potrebbe affermarsi che, per il creditore, recarsi in banca per incassare l’assegno sarebbe un sacrificio che non è tenuto per legge a sopportare. Anche su questo punto, la Cassazione afferma che si tratta di un sacrificio senz’altro modesto. Per domicilio, quindi, dovrà intendersi la banca ove il creditore si recherà per riscuotere l’assegno: sarà questo il luogo in cui il debito verrà estinto. Infatti, quest’ultimo verrà definitivamente saldato solo con la materiale riscossione del denaro presso la banca stessa, e non con la semplice consegna dell’assegno. Il creditore, tuttavia, potrebbe legittimamente rifiutare anche l’assegno circolare se ha effettivi dubbi sulla sua validità (cioè se pensa che l’assegno sia falso), oppure per altre motivazioni personali, che però vanno debitamente esposte e dimostrate. Pertanto, il rifiuto è concesso, ma deve essere basato su motivazioni solide che il soggetto è tenuto a provare.

 

 

Assegno bancario: il creditore può rifiutarlo

Soluzione diversa per quanto riguarda l’assegno bancario: secondo la Cassazione [4], questo titolo non offre le stesse garanzie dell’assegno circolare: il creditore potrebbe sollevare legittimi dubbi sul fatto che l’assegno sia coperto. Per questo motivo, egli potrà legittimamente respingere il pagamento con assegno bancario e chiedere il pagamento in contanti o tramite bonifico. Ciò non costituisce comportamento contrario a buona fede, ma una un modo di tutelare gli interessi del creditore stesso, che non ha la certezza di incassare quanto gli è dovuto. Anche se nel contratto non è specificata la modalità di pagamento, quindi, il creditore sarà libero di accettare o meno l’assegno bancario presentato: un suo eventuale rifiuto sarà senz’altro legittimo.


[1] Cass. sent. n. 26617/2007 del 18/12/2007; Cass. sent. n. 6291/2008 del 10/03/2008; Cass. sent. n. 13658/2010 del 04/06/2010.

[2] Artt. 1175 e 1375 cod. civ.

[3] Art. 1182, comma 3, cod. civ.

[4] Cass. sent. n. 20643/2014 del 30/09/2014.

 


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