Multe: se non paghi la cartella aumenta del 10% ogni 6 mesi
Lo sai che?
21 Ott 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Multe: se non paghi la cartella aumenta del 10% ogni 6 mesi

Maggiorazione semestrale per le cartelle di pagamento emesse a seguito di contravvenzioni per violazione del codice della strada non pagate nel termine di 60 giorni.

 

Non pagare una multa può far lievitare il debito in maniera considerevole: questo perché la successiva cartella di pagamento, emessa dall’Agente della riscossione a seguito dell’inadempimento da parte dell’automobilista, aumenta del 10% ogni sei mesi. È la cosiddetta maggiorazione semestrale: un aggravio ritenuto legittimo ieri dalla Cassazione [1].

 

Il principio è già stato affermato diverse volte e ora ottiene la massima consacrazione da parte dei supremi giudici: la cartella esattoriale, notificata dopo la multa, deve comprendere anche il 10% semestrale per il ritardo nel pagamento così come prevede la legge del 1981 [2] per come richiamata dal codice della strada [3]. Si tratta di una sanzione aggiuntiva a quella già irrogata all’automobilista, che scatta con l’iscrizione a ruolo dell’importo non corrisposto e l’arrivo della cartella di pagamento.

 

Va quindi affermato che «in materia di sanzioni amministrative per violazioni previste dal codice della strada va applicata la maggiorazione del dieci per cento semestrale, per il caso di ritardo nel pagamento della somma dovuta, sicché è legittima l’iscrizione a ruolo, e l’emissione della relativa cartella esattoriale, per un importo che includa, oltre a quanto dovuto per la sanzione principale e per le spese del procedimento, anche l’aumento derivante dalla sanzione aggiuntiva».

 

Dunque, in caso di ritardo nel pagamento la somma dovuta a titolo di multa stradale è maggiorata di un decimo per ogni semestre a decorrere da quello in cui la sanzione è divenuta esigibile e fino a quello in cui il ruolo è trasmesso all’esattore. La maggiorazione assorbe gli interessi eventualmente previsti.

 

Come già aveva affermato quest’anno la stessa Cassazione [4], «la maggiorazione del dieci per cento semestrale per il caso di ritardo nel pagamento della somma dovuta, ha natura di sanzione aggiuntiva, che sorge dal momento in cui diviene esigibile la sanzione principale, sicché è legittima l’iscrizione a ruolo, e l’emissione della relativa cartella esattoriale, per un importo che includa, oltre a quanto dovuto per la sanzione principale, anche l’aumento derivante dalla sanzione aggiuntiva».

 


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 21 settembre – 20 ottobre 2016, n. 21259
Presidente Ambrosio – Relatore Barreca

Svolgimento del processo

1.- Con la sentenza qui impugnata, letta in udienza ai sensi dell’art. 281 sexies cod. proc. civ. il 6 ottobre 2014, il Tribunale di Roma ha pronunciato sull’appello di C.D. , nei confronti del Comune di Roma Capitale e di Equitalia Sud S.p.A., avverso la sentenza del Giudice di Pace di Roma pubblicata l’8 ottobre 2013, con la quale era stata rigettata l’opposizione proposta dal C. contro una cartella di pagamento emessa per violazioni al codice della strada. L’opponente aveva dedotto la nullità della cartella per decadenza dei termini di riscossione di cui all’art. 25 del d.P.R. n. 602 del 1973, la violazione dell’art. 6 dello Statuto del contribuente con riferimento alla notificazione e l’illegittima maggiorazione delle sanzioni applicate, ai sensi dell’art. 27 della legge n. 689 del 1981.
1.1.- Il Tribunale ha confermato la sentenza di primo grado quanto al rigetto dei primi motivi di opposizione, ma ha accolto il gravame dell’opponente quanto alla dedotta inapplicabilità dell’art. 27 cit. alle sanzioni amministrative per violazioni al Codice della Strada. Ha quindi annullato le maggiorazioni, rideterminando l’importo

Mostra tutto

[1] Cass. sent. n. 21259/16 del 20.10.16. In senso contrario confronta Cass. sent. n. 3701/2016, secondo cui «alle sanzioni, come nella specie stradali, si applica l’art. 203 C.d.S., comma 3, che, in deroga alla legge n. 689 del 1981, art. 27, in caso di ritardo nel pagamento della sanzione irrogata nell’ordinanza – ingiunzione, prevede, l’iscrizione a ruolo della sola metà del massimo edittale e non anche degli aumenti semestrali del 10%». Una decisione rimasta isolata in seno alla giurisprudenza.

[2] Art. 27 L. n. 689/81.

[3] Art. 206 cod. str.: «se il pagamento non è effettuato nei termini … la riscossione delle somme dovute a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria è regolata dall’art. 27 della stessa legge 24 novembre 1981, n. 689».

[4] Cass. sent. n. 1884/2016.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
Commenti
21 Ott 2016 Rosario Callipari

Il GdP di Locri, accogliendo una mia opposizione, ha ritenuto illegittima la maggiorazione semestrale in quanto non applicabile agli illeciti previsti dal codice della strada (nel caso del mio cliente si trattava di un’ordinanza-ingiunzione). Nel mio caso, ho fatto presente al giudice che l’ente creditore ha tutto l’interesse a ritardare l’iscrizione a ruolo (fino a pochi mesi dalla prescrizione) in modo tale che la somma da pagare aumenti del 20% annuo per 4 anni/4 anni e 6 mesi. Così il giudice mi ha dato ragione. E sull’art. 27 l. 689/81 a gennaio ci sarà la decisione della corte costituzionale.