Incidente: come avere il risarcimento dall’assicurazione
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23 Ott 2016
 
L'autore
Carlos Arija Garcia
 


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Incidente: come avere il risarcimento dall’assicurazione

La legge consente di seguire una procedura ordinaria o diretta per accorciare i tempi del risarcimento. Ecco cosa fare (e cosa non firmare) dopo un sinistro.

 

Un incidente grave o un banale tamponamento. Se sul primo, di norma, interviene la Polizia per redigere il verbale che finirà sul tavolo della compagnia di assicurazione, il secondo spesso coinvolge i soli soggetti interessati: ci si scambia i dati dei veicoli, nel migliore dei casi si firma la constatazione amichevole e si sente il proprio agente assicurativo. Poi, però, possono cominciare i guai: «La colpa non era tutta mia», «mi ha frenato di colpo senza motivo», ecc.

Come comportarsi in caso di incidente stradale? E come avere il risarcimento del danno dall’assicurazione? Vediamo passo dopo passo la procedura stabilita dalla legge in vigore che contiene il codice delle assicurazioni [1].

 

 

La denuncia dell’incidente stradale

La prima cosa da fare in caso di incidente stradale è comunicare il sinistro alla propria compagnia di assicurazione (ammesso che non ci siano dei feriti di una certa rilevanza, in questo caso la prima cosa da fare è chiamare un’ambulanza e la Polizia). La mancata denuncia del sinistro può comportare la perdita del diritto all’indennizzo. La denuncia va presentata entro 3 giorni dall’incidente (ad esempio, se accade un venerdì sera va bene dare comunicazione il lunedì successivo). Per presentare la denuncia si può utilizzare il modulo di constatazione amichevole (noto anche come modulo blu) fornito dalla compagnia al momento della firma del contratto di assicurazione. Se il modulo è firmato dalle due parti si presume che quanto è contenuto nella denuncia corrisponda al vero, a meno che poi si dimostri il contrario. Se, invece, non c’è accordo con la controparte il modulo va compilato soltanto nella parte che riguarda la propria auto (veicolo A) e la descrizione dell’altra auto nella parte del veicolo B, oltre al nome della sua compagnia di assicurazione.

Questo modulo renderà più breve la procedura di risarcimento, sia nella sua versione diretta sia in quella ordinaria. Il tempo di prescrizione per avviare la pratica è di 2 anni.

 

 

Incidente stradale: il risarcimento ordinario

La procedura ordinaria di risarcimento in caso di incidente stradale prevede che il danneggiato affidi tutta la pratica alla propria compagnia di assicurazione. Le possibilità, a seconda delle conseguenze dell’incidente, sono due:

  • che ci siano stati solo dei danni materiali. In questo caso viene inviata richiesta di risarcimento alla compagnia della controparte con tutti i dati della persona danneggiata, la descrizione dei fatti e l’indicazione di dove si trova il veicolo per eventuali ispezioni, che devono avvenire entro cinque giorni non festivi. Superato questo termine, la compagnia dovrà liquidare il danno dietro presentazione delle relative fatture di riparazione;
  • che ci sia stato anche un danno alle persone. In questo caso, la richiesta inviata dalla compagnia di assicurazione dovrà specificare tutti i dati di chi ha subìto lesioni (o di chi è morto a causa dell’incidente), oltre alla descrizione dei fatti. Verranno allegati tutti i certificati medici, compreso, se il caso, quello dell’avvenuta guarigione. Se, invece ci vogliono dei tempi lunghi per la guarigione, verranno inviati periodicamente dei certificati sul decorso della malattia. Ad avvenuta guarigione, la pratica verrà considerata chiusa e decorreranno i termini di liquidazione. In caso di decesso, occorre allegare anche lo stato di famiglia del defunto.

 

Se la compagnia di assicurazione della parte contestata ritiene che la documentazione non è completa, ha 30 giorni di tempo per sollecitare ulteriori allegati.

 

Premesso che, come detto, la prescrizione per l’avvio della pratica di risarcimento per incidente stradale è di 2 anni, la compagnia di assicurazione deve formulare un’offerta alla controparte o far sapere perché non intende farla. La comunicazione deve arrivare entro questi termini dalla ricezione della documentazione:

  • 30 giorni se è stato sottoscritto un modulo di constatazione amichevole;
  • 60 giorni se sono contestati solo danni alle cose;
  • 90 giorni se vi sono stati danni anche alle persone.

 

Nel caso in cui la compagnia facesse la sua proposta di risarcimento, le possibilità sono queste:

  • che il danneggiato l’accetti. La compagnia, a questo punto, verserà quanto dovuto entro 15 giorni e, molto probabilmente, chiederà al danneggiato di firmare una quietanza liberatoria (nulla è più dovuto, insomma);
  • che il danneggiato non l’accetti. La compagnia pagherà, comunque, entro 15 giorni la somma proposta che, però, verrà considerata un acconto. Se il danneggiato non firmerà la quietanza in cui nulla più pretende, potrà eventualmente rivolgersi ad un giudice per rivendicare un risarcimento maggiore;
  • che il danneggiato non risponda. La compagnia pagherà entro 30 giorni dalla proposta la somma. Anche in questo caso, se il danneggiato non firmerà la quietanza in cui nulla più pretende, potrà eventualmente rivolgersi ad un giudice per rivendicare un risarcimento maggiore.

 

Se, per qualsiasi motivo, il danneggiato intende rivolgersi all’autorità giudiziaria dovrà prima comunicare alla compagnia di assicurazione della controparte, tramite raccompandata a/r o pec, la messa in mora. Se il richiedente fosse in difficoltà economica, può chiedere al giudice che gli venga pagato un anticipo (di solito quattro quinti del presunto risarcimento totale).
La compagnia può rinviare il risarcimento di un mese se i veicoli coinvolti nell’incidente stradale sono già stati oggetto di almeno due liquidazioni.

 

 

Il risarcimento diretto per incidente stradale

Questa procedura è stata introdotta dal 1 gennaio 2007, dopo l’entrata in vigore del codice delle assicurazioni. Il risarcimento diretto viene applicato in caso di incidente stradale tra due veicoli con danni sia materiali sia alle persone (conducenti o terzi trasportati), purché siano immatricolati in Italia oppure nello Stato Città del Vaticano o nella Repubblica di San Marino a patto che siano assicurati con una compagnia che ha sede operativa o legale in Italia.

 

La persona danneggiata che non si ritiene responsabile in tutto o in parte dell’incidente stradale deve presentare domanda di risarcimento diretto alla propria compagnia di assicurazione e, per conoscenza, alla compagnia della controparte. Se non escluso dal contratto, la richiesta può essere inviata tramite Pec, altrimenti è possibile farlo via fax, con telegramma oppure tramite raccomandata a mano o a/r.

Ecco i dati e i documenti da inserire nella richiesta:

  • se il danno riguarda il veicolo e le cose contenute: nomi degli assicurati, targhe dei veicoli coinvolti, nome delle rispettive compagnie, circostanze e dinamica dell’incidente, dati di eventuali testimoni, e indicazione su eventuale intervento della Polizia. Inoltre, serve precisare il luogo e gli orari in cui è possibile svolgere una perizia;
  • se i danni riguardano anche i conducenti: età, attività e reddito del ferito, entità delle lesioni, eventuale assicurazione sociale, attestazione di avvenuta guarigione con o senza postumi permanenti, consulenze mediche legali di parte (se sono state effettuate) e compenso del perito medico.

 

Ricevuta la richiesta, la compagnia la comunica a quella del responsabile dell’incidente. Sarà l’assicurazione del danneggiato, se così lo decide, a pagare il danno al proprio assicurato e, successivamente, a rivalersi sulla controparte.

Il resto della procedura, per quanto riguarda tempi e modalità di proposte e di prescrizione, sono le stesse che nella procedura di risarcimento ordinaria.

La legge prevede che la compagnia di assicurazione fornisca assistenza tecnica e informativa al proprio assicurato nella compilazione della richiesta di risarcimento.

Infine, e se previsto dal contratto, l’assicurato può, in alternativa al risarcimento in denaro, optare per il risarcimento in forma specifica, cioè attraverso la riparazione gratuita del veicolo nelle officine convenzionate con la propria compagnia di assicurazione.

 

Incidente stradale: il risarcimento del terzo trasportato

Ma che succede quando, a causa di un incidente stradale, mentre due discutono il terzo soffre? Chi era all’interno di uno dei veicoli coinvolti ma non si trovava alla guida ed è rimasto ferito va risarcito comunque, indipendentemente da chi ha avuto ragione o torto. Per ottenere il risarcimento dovrà fare domanda alla compagnia di assicurazione del veicolo su cui viaggiava, seguendo la procedura di risarcimento ordinaria.


[1] Dlgs. 209/2005.

 


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