Gratuito patrocinio: come compensare i crediti dell’avvocato
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22 Ott 2016
 
L'autore
Sabina Coppola
 


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Gratuito patrocinio: come compensare i crediti dell’avvocato

Se sei stato ammesso al gratuito patrocinio e non sei stato ancora pagato, puoi cedere il credito e compensarlo con i tuoi debiti fiscali.

 

Gli avvocati che vantano crediti nei confronti dello Stato (per spese, diritti e onorari maturati nel corso della propria attività professionale) non ancora pagati, possono compensarli con quanto dovuto per i debiti fiscali, mediante la cessione (totale o parziale) dei crediti stessi [1].

 

 

Quando il difensore vanta crediti dallo Stato?

La difesa tecnica nelle liti civili, penali e tributarie è obbligatoria ed onerosa; pertanto, lo Stato ha predisposto, per i soggetti non abbienti, l’istituto del gratuito patrocinio che prevede, a prescindere dall’esito del processo, che il difensore non sia pagato dal cliente ma dallo Stato.

Lo Stato diventa, dunque, debitore dei difensori ammessi al gratuito patrocinio.

 

 

Come posso compensare i crediti?

Gli avvocati, ammessi al gratuito patrocinio che, per l’attività già svolta abbiano maturato dei crediti nei confronti dello Stato (non ancora estinti), possono:

  • compensarli con quanto da essi dovuto per ogni imposta e tassa (compresa l’Iva);
  • o cederli (in tutto o in parte) all’ente previdenziale, in modo da non dover pagare i contributi previdenziali ai dipendenti.

 

 

Quale procedura devo seguire?

La procedura da seguire, per operare la compensazione, è la seguente [2].

Ogni ufficio giudiziario deve provvedere alla preregistrazione degli avvocati (previo riconoscimento personale e controllo della documentazione) ed i professionisti, successivamente, riceveranno (dal sistema) una pec contenente le istruzioni da seguire per poter perfezionare, autonomamente, la propria registrazione.

La richiesta di compensazione deve essere fatta unicamente tramite la suddetta piattaforma, la quale:

  • seleziona (fino a concorrenza delle risorse annualmente stanziate) le fatture per le quali è stata chiesta la compensazione;
  • comunica ai creditori (attraverso la piattaforma), per ciascuna fattura, l’ammissione alla procedura di compensazione;
  • trasmette all’Agenzia delle entrate, entro cinque giorni dalla scadenza del termine per l’esercizio dell’opzione, l’elenco dei crediti ammessi alla procedura di compensazione (indicando il codice fiscale del relativo creditore e l’importo utilizzabile in compensazione).

 

 

Qualsiasi credito può essere compensato?

Per poter essere compensati i crediti vantati:

  • devono essere stati liquidati dall’autorità giudiziaria con decreto di pagamento (avente un numero assegnato dal Siamm, necessario per la procedura)
  • e non devono risultare già pagati, nemmeno parzialmente.

Per tali crediti deve essere stata emessa fattura elettronica, ovvero cartacea registrata sulla piattaforma elettronica di certificazione dei crediti.

A tal riguardo, l’avvocato (ammesso al gratuito patrocinio) deve compilare (con modalità telematiche e con firma digitale) una serie di autocertificazioni con le quali dichiara (sotto la propria responsabilità) di aver ricevuto il decreto di liquidazione emesso dal giudice e che esso non è stato impugnato [3].

 

 

La compensazione può essere anche parziale?

La compensazione dei crediti può essere anche parziale, nel senso che un professionista (che vanti un credito da gratuito patrocinio superiore al suo debito) può chiedere:

  • di compensare una parte del suo credito con il debito;
  • agire per ottenere l’adempimento del restante credito.

 

 

In quali casi non è possibile la compensazione?

La compensazione dei debiti fiscali con i crediti per spese, diritti e onorari spettanti agli avvocati ammessi al patrocinio a spese dello Stato non può essere esercitata per le fatture intestate a studi legali associati, dal momento che il credito maturato dal professionista a seguito della nomina da parte di un soggetto ammesso al gratuito patrocinio ha natura individuale.

 

 

La richiesta di compensazione sospende i termini di pagamento?

La richiesta di compensazione non sospende i termini di pagamento del debito verso l’erario.

Ciò significa che la richiesta deve essere presentata tempestivamente perché, se la compensazione non interviene prima della data di scadenza del pagamento del debito, il professionista (pur vantando crediti da gratuito patrocinio) dovrà pagare all’erario.

 


[1] Art. 1, co. 778-780; D.M. 15.7.2016.

[2] Art. 3, co.  2, 3, 4, 5, 7;  D.M. 15.7.2016.

[3] Circolare 3.10.2016; D.M. 15.7.2016.

 

 


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