Mediazione: la sospensione della riscossione
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22 Ott 2016
 
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Mediazione: la sospensione della riscossione

Agenzia delle entrate e riscossione esattoriale: l’istanza di reclamo mediazione sospende l’atto fiscale e la possibilità di pignoramento.

 

La Legge di stabilità per il 2014 (l. 147/2013) ha modificato la disciplina, poi recepita dal d.lgs. 156/2015 anche in riferimento alla sospensione della riscossione in caso di presentazione del ricorso-reclamo. Infatti, prima dell’intervento legislativo del 2013, l’istanza, così come la proposizione del ricorso giurisdizionale, non comportava la sospensione automatica dell’esecuzione dell’atto impugnato.

 

 

L’art. 1, comma 611, L. n. 147/2013, aveva già aggiunto all’art. 17bis, dopo il comma 9, il comma 9bis secondo cui: «La riscossione e il pagamento delle somme dovute in base all’atto oggetto di reclamo sono sospesi fino alla data dalla quale decorre il termine di cui all’art. 22, fermo restando che in assenza di mediazione sono dovuti gli interessi previsti dalle singole leggi d’imposta. La sospensione non si applica nel caso di improcedibilità di cui al comma 2».

 

Pertanto, a seguito della ricezione del ricorso-reclamo, l’Ufficio durante il procedimento di mediazione:

 

— non procede all’affidamento del carico, qualora l’atto impugnato sia un accertamento esecutivo o una successiva intimazione di pagamento di cui all’art. 29 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122;

 

—   comunica all’Agente della riscossione la sospensione della riscossione   se l’atto impugnato è un ruolo; l’art. 2, comma 5, secondo periodo, del d.lgs. 19 giugno 1997, n. 218, prevede che, a seguito di accertamento   con adesione, «Sulle somme dovute a titolo di contributi previdenziali e assistenziali… non si applicano sanzioni e interessi».

 

—   non procede all’iscrizione a ruolo negli altri casi.

 

 

La sospensione della riscossione non opera con riferimento alle istanze improponibili, ossia che non rientrano nell’ambito di applicazione dell’art. 17bis del d.lgs. 546/1992. Decorso il termine di 90 giorni dalla presentazione dell’istanza senza che vi sia stato accoglimento della stessa o sia stato formalizzato un accordo di mediazione, la sospensione viene meno e sono dovuti gli interessi previsti dalle singole leggi d’imposta. In caso di deposito del ricorso prima del decorso del termine di 90 giorni dalla presentazione dell’istanza, la sospensione non opera, senza necessità di attendere la dichiarazione giudiziale di improcedibilità del ricorso. Resta ferma la possibilità di avvalersi delle disposizioni «speciali» in materia di riscossione straordinaria (in particolare, articoli 29, comma 1, lettera c), del d.l. 78/2010 e 15bis  del  d.P.R.  29  settembre  1973,  n. 602).

 

 

Sul solco segnato dalla Legge di stabilità per il 2014, come già anticipato, il d.lgs. 156/2015, ha previsto, in maniera espressa che «la riscossione e il pagamento delle somme dovute in base all’atto oggetto di reclamo sono sospesi fino alla scadenza del termine di cui al comma 2 (90 giorni dalla notifica del ricorso), fermo restando che in caso di mancato perfezionamento della mediazione sono dovuti gli interessi previsti dalle singole leggi d’imposta».

 

 

In ogni caso, si ricorda, che ai sensi dell’art. 2-quater, comma 1-bis del D.L. 30 settembre 1994, n. 564, convertito con modificazioni dalla legge 30 novembre 1994, n. 656, «Nel potere di annullamento o di revoca di cui al comma 1 deve intendersi compreso anche il potere di disporre la sospensione degli effetti dell’atto che appaia illegittimo o infondato». Stante la funzione cui è preordinato il procedimento di mediazione, si ritiene possibile e opportuno, al fine di garantire un’adeguata tutela del contribuente, estendere l’applicabilità del citato art. 2quater,  comma 1bis del d.l. 564/1994  alle fattispecie in esame.

In altri termini, anche nell’ambito del procedimento amministrativo disciplinato dall’art. 17bis del d.lgs. 546/1992, per sua natura funzionale al riesame ed eventuale rideterminazione della pretesa, il contribuente può chiedere la sospensione degli effetti dell’atto.

Quando le eccezioni sollevate nell’istanza non appaiono infondate, la Direzione può dunque concedere, su istanza formulata contestualmente all’atto introduttivo del procedimento di mediazione, ovvero separatamente, la formale sospensione, in tutto o in parte, dell’esecuzione dell’atto in presenza del richiamato presupposto. Inoltre, come già segnalato, per espressa previsione normativa, il termine di 90 giorni deve essere computato applicando le disposizioni sui termini processuali e quindi, diversamente da quanto previsto dalla previgente disciplina, tenendo conto anche della sospensione feriale dei termini processuali dal 1° agosto al 31 dello stesso mese, di cui alla legge 742/1969 e successive modificazioni. Trovano inoltre applicazione tutte le disposizioni relative alla sospensione o interruzione dei termini processuali.

 

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