Non commette alcun reato il padre che paga l’assegno di mantenimento del figlio con qualche mese di ritardo.
Lo ha stabilito di recente la Cassazione [1], annullando una condanna inflitta nei confronti di un genitore trovatosi in un periodo di difficoltà economica e che, perciò, aveva versato quattro mensilità con circa settanta giorni di ritardo rispetto alla scadenza.
La Suprema Corte, in tale circostanza, ha precisato che il reato di sottrazione agli obblighi di assistenza familiare scatta non in presenza di qualsiasi forma di inadempimento, ma solo nel caso di:
- una volontà dolosa di non corrispondere gli obblighi alimentari;
- e sempre che l’inadempimento sia serio e sufficientemente protratto tanto da pregiudicare, per la prole, la disponibilità dei mezzi di sussistenza.
Il reato, dunque, non si configura automaticamente, ma solo a seguito di una valutazione da farsi, da parte del giudice, caso per caso.
[1] Cass. sent. n. 25596 del 2.07.2012.
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Nicolas
sentenza Giusta.
E cosa diciamo delle madri che volontariamente allontanano i figli dal padre e dai parenti del padre per ripicca? non sarebbe il momento di condannare loro ad un equo risarcimento? Si, sarebbe più che giusto anche se alla fine a pagare a caro prezzo sono sempre tutti ed i figli in testa!!