Responsabilità del medico: entro quanto tempo fare causa?
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23 Ott 2016
 
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Responsabilità del medico: entro quanto tempo fare causa?

Il termine per fare causa al medico o per presentare l’eventuale denuncia per lesioni non decorre da quando il paziente ha avuto consapevolezza della patologia contratta, ma da quando ha preso cognizione del fatto che questa è dipesa proprio dalla cattiva diagnosi del sanitario.

 

Responsabilità medica: il termine per proporre querela e/o richiedere il risarcimento dei danni al medico che ci ha tenuto in cura ma ha sbagliato diagnosi o terapia, inizia a decorrere non da quando abbiamo avuto consapevolezza della patologia contratta, ma dal momento (di norma successivo) in cui siamo venuti a conoscenza del fatto che tale patologia sia stata determinata proprio dagli errori diagnostici o terapeutici del medico che l’ha curata. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza [1].

Secondo la Corte, dunque, ai fini della richiesta di risarcimento del danno o della presentazione della querela del reato per lesioni colpose a seguito della colpa medica, il paziente ha un margine di tempo in più: non conta tanto il verificarsi del danno, quanto la cognizione del rapporto di causa/effetto tra tale danno e l’errore del dottore.

 

Così, ad esempio, nel caso di un intervento chirurgico all’esito del quale il paziente perda la sensibilità di un arto o riporti un deficit motorio, non conta il momento in cui quest’ultimo si accorge del sintomo, quanto quello – successivo – in cui verosimilmente un altro medico lo informi che tale patologia abbia la propria causa nell’intervento eseguito dal collega.

 

Nella sentenza in commento, i giudici ricordano che «il termine per proporre la querela per il reato di lesioni colpose determinate da colpa medica inizia a decorrere non già dal momento in cui la persona offesa ha avuto consapevolezza della patologia contratta, bensì da quello, eventualmente successivo, in cui la stessa è venuta a conoscenza della possibilità che sulla menzionata patologia abbiano influito errori diagnostici o terapeutici dei sanitari che l’hanno curata».

 

Il principio è identico per l’azione civile di risarcimento del danno: il codice civile, infatti, stabilisce che la prescrizione inizia a decorrere da quando il diritto può essere esercitato, ossia da quando il danneggiato è venuto a conoscenza della altrui responsabilità. Non, quindi, dal momento in cui è consapevole del danno, poiché il semplice danno non implica anche una conoscenza del soggetto responsabile.

Insomma, in presenza di una lesione da responsabilità medica – sia che si tratti di un intervento chirurgico, di una semplice diagnosi o di una cura – avremo più tempo per poter agire a tutela dei nostri diritti.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 11 ottobre – 19 ottobre 2016, n. 44335
Presidente Blaiotta – Relatore Serrao

Ritenuto in fatto

1. La Corte di Appello di Milano, con la sentenza in epigrafe, ha confermato la pronuncia di condanna emessa dal Tribunale di Milano nei confronti di L.E. in relazione ai reati di lesioni colpose gravi ed esercizio abusivo della professione medica commessi in Milano dal 2007 al 2009. L’imputato era accusato di avere eseguito con grave imprudenza un intervento di implantologia consistito nell’inserire impianti endossei che avevano cagionato alla paziente P.A.M. la lesione del nervo trigemino con perdita permanente della sensibilità della parte inferiore sinistra del merito, fino al labbro. Tale intervento era stato eseguito in Serbia ma, in Italia, l’imputato aveva eseguito i controlli medici ispezionando il cavo orale della paziente e provvedendo alla limatura degli impianti sebbene non fosse autorizzato ad esercitare la professione medica nel territorio dello Stato.
2. L.E. ricorre per cassazione deducendo, con un primo motivo, violazione degli artt. 9 e 124 cod. pen. e vizio di motivazione per avere i giudici di merito individuato la data di decorrenza del termine per proporre la querela dal momento in cui la persona offesa aveva appreso dal medico a

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[1] Cass. sent. n. 44335/16 del 19.10.2016.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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