Maria Elena Casarano
Maria Elena Casarano
11 Nov 2016
 
Le Rubriche di LLpT


Le Rubriche di LLpT
 

Accordo sulle spese per i figli: vale se non riportato nel divorzio?

Le condizioni di divorzio, anche se uguali a quelle della separazione, vanno specificate nell’atto. Meglio però rispettare certi accordi di separazione (come quello di far frequentare al figlio la scuola privata) anche se non richiamati nel divorzio. Vediamo perché.

 

Durante la causa di separazione con mia moglie ho trovato un accordo messo a verbale: io le dò il mantenimento per nostro figlio purché vada alla scuola privata primaria, di cui pagherò la metà del costo. Ora abbiamo divorziato con negoziazione assistita ma nell’accordo, anche se è confermato lo stesso assegno, non si fa menzione di quella specifica condizione. Devo rimborsarle ancora la metà delle spese per la scuola privata?

 

 

Per rispondere al quesito occorre prima distinguere tra il contenuto dell’accordo di separazione (richiamato dal tribunale in sentenza) e quello di divorzio (raggiunto tramite negoziazione assistita) per poi valutare quanto il secondo possa, in qualche misura, assorbire il primo.

 

 

Accordo inserito nel verbale di separazione: che valore ha nella sentenza? 

A riguardo, può senz’altro affermarsi, che il contenuto dell’accordo sottoscritto dai coniugi a verbale e nel quali essi spiegano che l’importo dell’assegno per il figlio è «ridotto» in quanto il marito «concorda sulla scelta di far frequentare al figlio la scuola privata primaria e si impegna a pagare la metà delle spese di tale scuola», va considerato parte integrante della pronuncia di separazione.

 

Ciò per due motivi:

1) innanzitutto perché in corso di causa gli stessi avvocati hanno chiesto che venisse pronunciata la separazione alle condizioni concordate dai coniugi e riportate nel verbale di udienza;

2) in secondo luogo perché nella sentenza di separazione, i giudici affermano che l’accordo raggiunto può essere recepito alla base della decisione «non ponendosi in contrasto con norme imperative e apparendo conforme all’interesse del figlio minore»; dunque a poco rileva che non sia specificato nel dettaglio della sentenza il motivo per il quale l’assegno è di quella misura.

 

 

Accordo di separazione: che valore ha se non è riportato nel divorzio?

Questo ragionamento, tuttavia, non può essere riportato in assoluto e negli stessi termini con riferimento all’accordo di divorzio. Ciò in quanto il divorzio riguarda una fase autonoma e indipendente della crisi della coppia e, salvo presupporre la intervenuta separazione e il decorso del necessario periodo di tempo da questa prima di poter esser essere domandato (6 mesi se la separazione è stata consensuale e 1 anno se giudiziale), di solito non può dare per scontate (se non espressamente richiamate) condizioni previste con la separazione (ad esempio quelle sulle modalità di visita dei figli o sull’assegno di mantenimento per coniuge e/o prole).

 

Ciò significa, in parole semplici, che ove le parti intendano anche confermare, ai fini del divorzio, le stesse, identiche condizioni (tra loro concordate o decise dal giudice) della separazione, è bene che ne facciano espressa menzione nella nuova domanda. Diversamente, mentre alcune di esse non potrebbero essere mai, in alcun modo, presunte (ad esempio se le parti non concordano un assegno divorzile non si può dare per presunto che esso sia stato concordato e che sia di pari ammontare rispetto a quello di mantenimento stabilito con la separazione), altre, invece, potrebbero dar luogo a contrasti interpretativi. Come appunto quello riguardante il caso descritto del lettore.

 

 

Ci sono delle condizioni di separazione che possono darsi per scontate col divorzio?

Se da un lato, infatti, è vero che nel testo dell’accordo di divorzio non è dato rinvenire alcun genere di riferimento, espresso o indiretto (tramite semplice richiamo al precedente accordo) alla condizione di separazione riguardante l’iscrizione del bambino alla scuola privata, è pur vero che esso:

 

– conferma espressamente la cifra già precedentemente concordata per il mantenimento del piccolo; cifra dichiarata (nel verbale di separazione) «ridotta» in ragione dell’accordo raggiunto tra il lettore e la moglie riguardo all’iscrizione del minore alla scuola primaria e l’impegno alla contribuzione alla metà delle spese ad essa riferibili;

 

– è stato stipulato in un momento di prosecuzione del bambino nel proprio ciclo di studi (quello della scuola primaria) e non, invece, nel passaggio da un ciclo ad un altro (dalla scuola primaria alla scuola secondaria); per cui se i genitori avessero voluto cambiare quella clausola (prevedendo la nuova iscrizione del figlio in una scuola pubblica), sicuramente lo avrebbero voluto (e dovuto) rappresentare ai rispettivi avvocati al fine di concordare anche un nuovo e diverso importo dell’assegno.

 

 

 

Se un coniuge non rispetta l’accordo: quali rischi?

Pertanto il lettore non potrebbe, a mio avviso, richiamare in questo contesto l’assenza del precedente richiamo all’accordo sulla scuola privata, per sottrarsi al pagamento della metà delle spese scolastiche concordate, atteso che si presume che il bambino, una volta intrapreso il percorso scolastico nell’istituto privato scelto dai genitori non potrebbe interromperlo se non sulla base di un nuovo accordo (non intervenuto).

E dunque, ove l’uomo contestasse la validità di quell’accordo (in quanto non menzionato nella negoziazione assistita) l’ ex moglie avrebbe sicuramente una buona motivazione da portare davanti al giudice a supporto delle proprie ragioni e fargli rispettare le condizioni di separazione. Situazione questa senz’altro da evitare «dopo turbolenta separazione giudiziale» e soprattutto pensando al bene del bambino!

 

 

Accordo sulle spese per i figli: che fare se si cambia idea?

La questione, invece, potrà senz’altro essere riaffrontata:

– o con un nuovo accordo che preveda un cambio di scuola (dalla privata alla pubblica) del minore, ed eventualmente un aumento dell’assegno in precedenza ridotto

– oppure (e preferibilmente) al passaggio del bambino dalla scuola primaria a quella secondaria; visto che l’accordo di separazione fa riferimento ad un preciso istituto scolastico.

 

Ciò detto, anche se sarebbe stato sicuramente preferibile riportare (sia pure semplicemente riconfermandola), anche nell’ambito dell’atto di divorzio con negoziazione assistita, il richiamo al motivo che ha portato a concordare quel preciso contributo economico in favore del minore, il consiglio per il lettore è di non rifiutare, nell’attuale situazione, il pagamento della metà delle spese relative alla scuola privata del bambino.

Una simile scelta farebbe sorgere, infatti, con tutta probabilità un nuovo contenzioso con la ex moglie nel quale quest’ultima potrebbe facilmente ottenere una pronuncia a proprio favore, anche in quanto sicuramente rispondente al benessere del bambino.

Sarà bene, invece, che i genitori concordino nuove e più dettagliate condizioni relative al contributo al mantenimento del figlio, prima della conclusione del ciclo di studi della scuola primaria.

 

 

Per modificare l’accordo bisogna per forza rivolgersi al giudice?

Non sempre per la modifica occorrerà rivolgersi al giudice. Potrà bastare anche una scrittura privata, se le nuove condizioni non peggiorino (o addirittura migliorino) quelle precedenti (si pensi al caso in cui le parti si accordino per un aumento dell’assegno).

In caso di dubbi, tuttavia, la cosa migliore è quella di sottoporre al vaglio del tribunale le nuove volontà tramite richiesta di modifica delle condizioni del divorzio. Ciò potrà essere opportuno qualora l’aumento del contributo per il figlio non preveda però la contestuale iscrizione alla scuola privata. In casi come questo, infatti, il rischio è che (ove sorgano successivi contrasti che richiedano la decisione del tribunale) gli accordi privati non siano considerati validi dal tribunale in quanto ritenuti non conformi all’interesse dei figli.

 

 

Come si fa a modificare l’accordo di divorzio?

Tale modifica, al pari di ciò che avviene col divorzio (e con la separazione), potrà essere chiesta:

– con ricorso, preferibilmente congiunto, da depositarsi in tribunale (anche con l’assistenza di un solo avvocato)

– oppure tramite negoziazione assistita (con l’assistenza di almeno un avvocato per parte).

 


 


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