Se rubo al supermercato cosa rischio?
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23 Ott 2016
 
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Redazione
 


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Se rubo al supermercato cosa rischio?

Anche se rubare una mela o un salame o un altro alimento di scarso valore al supermercato è un reato si può ottenere l’archiviazione del procedimento e la non applicazione della pena. Ma la fedina penale resta sporca.

 

Chi non sa che prendere qualcosa al supermercato senza pagare costituisce un furto [1]? È vero, finché non si supera la cassa il reato non può dirsi consumato, ma di certo il malintenzionato che nasconde l’alimento sotto il cappotto o nello zaino può ben essere intercettato da poliziotti in borghese che circolano tra i corridoi o dalle telecamere a circuito chiuso (legittime solo se è presente un cartello all’ingresso del supermercato che avverte della loro presenza). Ma che succede, poi, da un punto di vista penale, se il ladro viene beccato a rubare un oggetto di scarso valore? Si può andare in carcere se si ruba una mela, un salame, una bottiglia di vino o una scatola di cibo precotto? La risposta è in una sentenza della Cassazione di pochi giorni fa [2].

 

Tutto parte da una norma approvata l’anno scorso [3]. In virtù di essa, tutti i reati che vengono puniti con la pena pecuniaria o la reclusione fino a cinque anni comportano un grosso trattamento di favore per il colpevole: quest’ultimo, in tali casi, non subisce più né il procedimento penale, né l’applicazione della pena. Possibile? Lo Stato ha rinunciato a punire i colpevoli? In un certo senso si! Con questa riforma (che va sotto il nome di «causa di non punibilità per tenuità del fatto»), se il reato commesso non supera i suddetti limiti, il responsabile non solo non va in carcere, ma non dovrà neanche pagare multe o altre sanzioni. La sua fedina penale rimane macchiata e sul casellario giudiziario risulterà la presenza del crimine commesso (salvo che questi riesca a dimostrare il contrario, ottenendo una sentenza di assoluzione per innocenza), tuttavia non subirà alcuna conseguenza né sul piano della libertà personale, né su quello del portafogli.

 

Ebbene, il furto è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa da 154 a 516 euro. Esso quindi rientra nell’ambito dei reati non puniti per particolare tenuità del fatto. E così, chi ruba una mela, un salame, una bottiglia di vino o un altro prodotto al supermercato non può andare né in carcere, né deve pagare la multa. Il procedimento penale viene archiviato immediatamente senza neanche bisogno che il responsabile chieda a un avvocato di difenderlo.

 

Questo beneficio però non si applica sempre. Infatti, se il colpevole è sordo di orecchie e commette più volte lo stesso reato, non può chiedere la non punibilità per tenuità del fatto. Secondo la legge, infatti, quando il comportamento è abituale e il reo ha commesso almeno due illeciti, oltre a quello in esame, allora paga per tutti, senza possibilità di giustificazioni.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza 13 maggio – 18 ottobre 2016, n. 44092
Presidente Bruno – Relatore Guardiano

Fatto e diritto

1. Con la sentenza di cui in epigrafe la corte di appello di Lecce, sezione distaccata di Taranto, confermava la sentenza con cui il tribunale di Taranto, in data 28.2.2013, aveva condannato B.A. alla pena ritenuta di giustizia, in relazione al reato di cui all’art. 624, c.p., escludendo la contestata circostanza aggravante, di cui all’art. 625, co. 1, n. 7, c.p..
2. Avverso tale sentenza, di cui chiede l’annullamento, ha proposto tempestivo ricorso per cassazione l’imputato, a mezzo del suo difensore di fiducia, avv. Michele Rossetti, del Foro di Taranto, deducendo: 1) violazione di legge e vizio di motivazione in ordine all’affermazione di responsabilità del B. , che è stato ritenuto colpevole del furto di due salami, consumato all’interno di un supermercato (…), solo sulla base del rinvenimento all’interno della sua autovettura di due salami, non essendovi certezza che si trattasse degli stessi salami sottratti dai banchi di vendita del supermercato, in quanto non è possibile utilizzare al riguardo le dichiarazioni rese dall’imputato nell’immediatezza dei fatti in assenza del difensore, posto che il consenso dato dalla difesa

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[1] Art. 624 cod. pen.

[2] Art. 131-bis cod. pen.

[3] Cass. sent. n. 44092/16 del 18.10.2016.

 


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