Se un’auto mi schiaccia il piede sono risarcito?
Lo sai che?
23 Ott 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Se un’auto mi schiaccia il piede sono risarcito?

Se la ruota dell’auto sale sul piede di un pedone, l’assicurazione del conducente lo deve risarcire secondo le regole del codice della strada.

 

Se un’auto ti è salita sul piede e te lo ha schiacciato mentre eri sul marciapiedi o sulla stessa strada non ti devi preoccupare: l’assicurazione del conducente ti deve risarcire il danno. Questo perché, anche se l’auto del responsabile era intenta semplicemente a parcheggiare o a uscire dal proprio posto auto, tale condotta rientra in quelle indennizzabili ai sensi della rc auto. L’unico limite è se l’episodio avviene in un parcheggio privato e chiuso alla collettività: tale è ad esempio, il cortile del condominio chiuso da un cancello o da una sbarra, mentre non lo è (e quindi spetta il risarcimento) il parcheggio di un centro commerciale.

 

Il punto, però, è stabilire quando l’incidente sia avvenuto per colpa del pedone perché, distratto proprio nel momento in cui sopraggiungeva l’auto, non si sia spostato (pur dovendolo e potendolo fare). Di certo, nessuno può giustificare la condotta di chi cammina con la testa tra le nuvole. Ma è anche vero che l’automobilista ha tra le mani un mezzo pericoloso e, pertanto, è il primo che deve porre la massima attenzione per preservare l’incolumità dei passanti. A chiarirci le idee è una sentenza Cassazione di qualche giorno fa [1]. Ma procediamo con ordine.

 

Il punto di partenza, come spesso succede, è il codice civile [2]: la legge stabilisce che il conducente di un’auto deve risarcire tutti i danni procurati sia a persone che a cose dalla «circolazione» del veicolo, se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno (con il termine «circolazione» si intendono anche le manovre connesse alla sosta dell’auto).

La struttura dell’articolo parla chiaro: la colpa si presume essere del conducente, salvo che questi dimostri di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno. Quindi è l’automobilista – e non il pedone – che deve dimostrare che quest’ultimo era distratto e non ha prestato attenzione alle ruote dell’auto. Ruote che, inevitabilmente e imprevedibilmente, gli hanno calpestato il piede.

 

Il codice civile, in buona sostanza, impone al conducente di trovare le prove della propria innocenza: diversamente egli è ritenuto responsabile e, quindi, la sua assicurazione dovrà risarcire il passante il cui piede è finito sotto lo pneumatico.

 


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 9 giugno – 19 ottobre 2016, n. 21072

Presidente Amendola – Relatore Graziosi

Svolgimento del processo

Con sentenza n. 2083/2006 il Tribunale di Bergamo ha rigettato domanda di risarcimento di danni derivati da sinistro stradale del 29 luglio 2000 proposta da L.L. avverso UCI S.r.I. e RO.TRA.CO. Service S.r.l., ritenendo l’attore unico responsabile dei sinistro: il conducente di un autocarro di RO.TRA.CO. Service S.r.l., in un posteggio all’1:30 di mattina, lo aveva investito sul piede sinistro; secondo il Tribunale l’auto cui in quel momento l’attore era appoggiato era in sosta sulla carreggiata e l’attore, vedendo arrivare l’autocarro, avrebbe dovuto spostarsi e avrebbe comunque potuto farlo.

Avendo il L. proposto appello contro tale sentenza, la Corte d’appello di Brescia, con sentenza del 29 febbraio-12 marzo 2012, lo ha respinto.

Ha presentato ricorso il L., sulla base di due motivi, da cui si difende con controricorso UCI S.r.l., chiedendo che sia dichiarato inammissibile o comunque rigettato.

Il ricorrente ha illustrato il proprio ricorso anche con memoria ex articolo 378

Mostra tutto

[1] Cass. sent. n. 21072/2016 del 19.10.2016.

[2] Art.2054 cod. civ.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
Commenti