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Lo sai che? Pubblicato il 24 ottobre 2016

Lo sai che? Cosa serve per modificare un appartamento

> Lo sai che? Pubblicato il 24 ottobre 2016

I lavori di manutenzione straordinaria richiedono solo la Cila, purché non vengano modificate volumetria e destinazione d’uso e venga rispettata l’agibilità.

Cambiare la disposizione di una casa, cioè modificare l’interno di un appartamento o accorparlo a quello accanto, non è da considerare, come in passato, un lavoro di ristrutturazione edilizia ma di manutenzione straordinaria. A questo punto, cosa serve per realizzare questo tipo di lavoro? L’intervento di modifica interna di un appartamento richiede soltanto la comunicazione di inizio lavori asseverata, la cosiddetta Cila, che va inviata al Comune interessato. Subito dopo, i muratori possono mettersi all’opera. Naturalmente, non basta un semplice avviso: alla comunicazione occorre allegare un progetto asseverato da un tecnico abilitato che attesti il rispetto dei vincoli di legge e i dati dell’impresa incaricata di eseguire i lavori. I vincoli: non è possibile alterare la volumetria complessiva dell’edificio, è necessario mantenere la destinazione d’uso originaria e, in caso di lavori sulle parti strutturali, serve la segnalazione certificata di inizio attività (la Scia). E’ fondamentale, inoltre, rispettare le norme per l’agibilità: superfici minime, altezze, illuminazione.

Modificare un appartamento: cosa si può fare

I lavori di manutenzione straordinaria in cui rientrano quelli per modificare un appartamento non riguardano solo l’interno ma anche l’esterno dell’edificio, pur con i vincoli citati prima. La manutenzione straordinaria, dunque, comprende la sostituzione di parti strutturali dell’edificio e l’integrazione di servizi igienico-sanitari o tecnologici ma, come detto, senza alterare volumi e superfici dei singoli appartamenti e la loro destinazione d’uso originaria. Cosa si può fare per modificare un appartamento facendo ricorso alla manutenzione straordinaria? Ad esempio:

  • rifare completamente la copertura dell’edificio con materiali nuovi;
  • adeguare, rinnovare o sostituire i servizi igienici (rifacimento del bagno, insomma) e gli impianti tecnologici (un allarme, una cucina domotica, ecc.);
  • eliminare i materiali inquinanti (ad esempio quelli contenenti amianto);
  • realizzare una nuova canna fumaria, se si vuole mettere un caminetto o una stufa;
  • ricavare un ripostiglio soppalcato;
  • aprire delle porte esterne e costruire delle scale interne.

Sono tutte opere, dunque, che non vanno ad aumentare la volumetria ma che, semplicemente, modificano la disposizione interna dell’appartamento, rendono più moderno (e magari energeticamente più efficace) l’edificio o creano nuove vie di uscita. Per questi lavori è necessaria solo la Cila. Ci sono altri interventi, però, per i quali non è necessaria l’asseverazione di un tecnico abilitato ma serve soltanto la Cil, cioè la comunicazione di inizio lavori senza, appunto, l’asseverazione. Si tratta di:

  • opere temporanee;
  • pavimentazione di spazi esterni anche per aree di sosta;
  • installazione di pannelli solari o fotovoltaici fuori dal centro storico;
  • creazione di aree ludiche ed elementi di arredo nelle pertinenze (ad esempio in giardino).

L’attività edilizia libera non soggetta, invece, a titolo abitativo comprende altri tipi di lavori come l’abbattimento delle barriere architettoniche (purché non modifichino la sagoma dell’edificio, e le opere di manutenzione ordinaria come rivestimenti interni, rifacimento dell’intonaco, serramenti e infissi, ecc.).

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