Totalizzazione, cumulo o ricongiunzione?
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28 Ott 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Totalizzazione, cumulo o ricongiunzione?

Devo ricongiungere 2 anni di contributi: dato che non ho diritto al calcolo retributivo, è meglio totalizzare o chiedere il cumulo gratuito?

 

Per chi, come il lettore, non possiede contributi precedenti al 1996, la pensione è calcolata utilizzando il metodo contributivo, sia in caso di totalizzazione, che per le ordinarie pensioni di anzianità, anticipata e di vecchiaia raggiunte attraverso la ricongiunzione o il cumulo gratuito.

L’unica differenza è che, nell’ipotesi di ricongiunzione, tutti i contributi confluiscono nel medesimo fondo, mentre nella totalizzazione e nel cumulo ciascuna gestione liquida separatamente la sua quota; considerando, però, che i coefficienti di rivalutazione del montante contributivo (cioè dei contributi accantonati) utilizzati dalle gestioni dell’Inps sono gli stessi, ai fini della misura della pensione è indifferente utilizzare ricongiunzione, cumulo o totalizzazione, quando il sistema di calcolo è interamente contributivo e non si possiedono contributi in gestioni esterne all’Inps, come le casse professionali.

Ma andiamo per ordine e cerchiamo di capire le principali differenze tra i tre metodi di riunione della contribuzione.

 

 

Ricongiunzione, cumulo, totalizzazione: le differenze

Con la ricongiunzione, tutti i contributi posseduti dal lavoratore confluiscono in un’unica cassa, come se fossero da sempre stati versati nel fondo di destinazione.

La ricongiunzione è a pagamento. Per calcolare il costo bisogna procedere nel seguente modo:

  • se il metodo di calcolo utilizzato è il retributivo (vale per i contributi sino al 2011, se l’interessato possiede almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995; diversamente vale per la contribuzione presente sino al 31 dicembre 1995), bisogna:
    • calcolare la pensione considerando tutti i contributi posseduti, come se fossero versati in una sola gestione;
    • calcolare la pensione considerando i contributi presenti nel solo fondo di destinazione;
    • calcolare la differenza tra le due pensioni;
    • applicare a questa differenza un apposito coefficiente [1] che cambia in relazione all’età, al sesso e all’anzianità contributiva del lavoratore: si ottiene, così, la riserva matematica;
    • dalla riserva matematica si devono sottrarre i contributi trasferiti nella gestione di destinazione;
    • solo se la ricongiunzione riguarda Inps e Inpdap, l’onere così ottenuto deve essere diviso per due;
    • il costo della ricongiunzione può essere liquidato in un’unica soluzione o rateizzato, con l’applicazione degli interessi;
  • se il metodo utilizzato è il contributivo, bisogna:
    • prendere come riferimento la retribuzione pensionabile degli ultimi 12 mesi;
    • moltiplicare la retribuzione per gli anni da ricongiungere e per l’aliquota contributiva (32,95% per l’Inpdap, 33% per l’Inps Fondo pensioni lavoratori dipendenti);
    • sottrarre dall’onere così ottenuto i contributi da trasferire [2].

 

Con la totalizzazione, invece, i contributi sono sommati ai soli fini del diritto alla pensione, che si raggiunge coi seguenti requisiti:

  • per la pensione di vecchiaia: 65 anni e 7 mesi di età più 20 anni di contributi; è applicata una finestra di 18 mesi dalla data di maturazione dei requisiti;
  • per la pensione  di anzianità: 40 anni e 7 mesi di contributi; è applicata una finestra di 21 mesi dalla data di maturazione dei requisiti.

Ogni gestione liquida, con il metodo interamente contributivo, la propria quota di trattamento.

Infine, con la Legge di bilancio 2017, si vuole rendere possibile il cumulo gratuito per tutte le pensioni, comprese quelle di anzianità e anticipate: il cumulo gratuito consentirà di sommare tutti i contributi ai fini del diritto alla pensione, proprio come avviene per la ricongiunzione, mentre, per quanto riguarda la misura dell’assegno, questo sarà liquidato «pro quota» da ciascuna gestione, proprio come avviene per la totalizzazione.

Il cumulo gratuito, in base alle notizie rese note sino ad oggi, dovrebbe valere per tutte le gestioni previdenziali, a esclusione delle sole casse dei professionisti.

 

 

Ricongiunzione, cumulo, totalizzazione: quale conviene di più

Effettuare una stima della convenienza della ricongiunzione, rispetto al cumulo o alla totalizzazione, è un’operazione notevolmente complessa:  bisogna vagliare la specifica situazione in cui si trova il lavoratore per maturare il diritto alla pensione ed effettuare il calcolo del trattamento utilizzando ciascuna delle tre tipologie di riunione dei contributi. In questo modo è possibile ottenere un rapporto completo riguardo ai costi e ai benefici di ciascuna opzione.

Quando il calcolo è interamente contributivo per tutte e tre le opzioni, come nel caso del lettore, il beneficio potrebbe consistere nel collocamento a riposo in anticipo.

Raggiungere la pensione in anticipo con il solo calcolo contributivo, però, non maggiora l’assegno ma lo potrebbe addirittura diminuire: bisogna infatti considerare che, nel sistema contributivo, al montante accumulato (cioè alla somma dei contributi) vengono applicati dei coefficienti di trasformazione (che trasformano il capitale accantonato in assegno di pensione) che crescono con l’aumentare dell’età. In pratica, più è giovane il pensionato, più sono bassi i coefficienti che trasformano i contributi in assegno di pensione.

Non dimentichiamo, infine, che, per non perdere i contributi, quando si ottiene un autonomo trattamento previdenziale in una gestione e si raggiunge l’età prevista per la pensione di vecchiaia è possibile, in determinate ipotesi, farsi liquidare una pensione supplementare presso la gestione in cui non è maturata un’autonoma pensione.

 


[1] L. 1338/1962; DM 26/1/1964.

[2] Art. 2, Co. 5, L.184/1997.

 


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