Bonus bebè: niente assegno senza la Dichiarazione sostitutiva unica
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24 Ott 2016
 
L'autore
Maria Monteleone
 


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Bonus bebè: niente assegno senza la Dichiarazione sostitutiva unica

Chi ha fatto domanda per il bonus bebè nel 2015 deve presentare la Dichiarazione sostitutiva unica per l’anno in corso entro e non oltre il prossimo 31 dicembre 2016. 

 

Il bonus bebè o assegno di natalità è un assegno annuo spettante per ogni figlio nato o adottato tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017, da corrispondere mensilmente fino al terzo anno di vita del bambino, oppure fino al terzo anno dall’ingresso in famiglia del figlio adottato, a favore dei nuclei familiari il cui genitore richiedente sia in una situazione economica corrispondente ad un valore dell’ISEE non superiore a 25.000 euro annui [1].

 

L’importo misura dell’assegno dipende dal valore dell’Isee calcolato con riferimento al nucleo familiare:

  • 960 euro (80 euro al mese per 12 mesi), nel caso in cui il valore dell’Isee non sia superiore a 25.000 euro annui;
  • 1.920 euro (160 euro al mese per 12 mesi), nel caso in cui il valore dell’Isee non sia superiore a 7.000 euro annui.

 

In un recente messaggio [2] l’Inps ha ricordato la necessità della presentazione della Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) per il rilascio dell’Isee.

 

Da una verifica nella procedura di gestione delle domande di assegno, è infatti risultato che tra coloro che avevano presentato domanda di assegno nel corso del 2015, molti non hanno ancora provveduto per l’anno in corso alla presentazione della Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), utile al rilascio dell’Isee per l’anno 2016.

 

Dunque gli utenti che hanno presentato domanda di assegno bonus bebè nel 2015, devono presentare la Dichiarazione sostitutiva unica per l’anno in corso entro e non oltre il prossimo 31 dicembre 2016. 

 

La sussistenza di un Isee in corso di validità nei singoli anni di concessione del beneficio è un requisito di legge previsto non solo per l’accoglimento delle domande nel primo anno di spettanza della prestazione, ma anche per la prosecuzione del beneficio negli anni successivi al primo. Per tale ragione, il requisito dell’Isee, unitamente agli altri requisiti di legge, viene verificato annualmente sia per la spettanza del diritto sia per la misura dello stesso.

 

 

Cosa succede se non si presenta la Dichiarazione sostitutiva unica

In caso di mancata presentazione della Dsu entro il 31 dicembre 2016, è prevista la perdita delle mensilità per l’anno 2016 e la decadenza della domanda di assegno presentata a suo tempo nell’anno 2015.

Al verificarsi di questa eventualità, l’utente che abbia i requisiti di legge per accedere al beneficio in questione potrà presentare una nuova domanda di assegno nel 2017 ma le mensilità spetteranno a partire dal mese di presentazione della nuova domanda senza possibilità di recuperare le mensilità dell’anno 2016.

 

L’Inps ricorda che, in generale, le Dsu hanno validità fino al 15 gennaio dell’anno successivo a quello in cui sono presentate. Pertanto, benché la domanda di assegno si presenti di regola una sola volta, solitamente nell’anno di nascita o di adozione del figlio, è necessario tuttavia che il beneficiario dell’assegno, per ciascun anno di spettanza del beneficio, rinnovi la Dsu ai fini della verifica annuale dell’Isee.

 

Tutti gli aventi diritto al bonus bebè nell’anno 2017, inclusi quelli che avranno presentato la Dsu nei prossimi giorni del 2016 (al limite entro dicembre 2016), dal 1° gennaio 2017 sono invitati a presentare tempestivamente una nuova Dsu, in modo da consentire all’Inps di verificare la permanenza dei requisiti di legge e, di conseguenza, la puntuale e continua erogazione delle mensilità di assegno a loro spettanti per l’anno 2017.

 


[1] Art. 1, commi da 125 a 129, Legge n. 190/2014.

[2] Inps messaggio n. 4255 del 21.10.16

 


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