Muro di contenimento, distanza dal confine del vicino
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24 Ott 2016
 
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Muro di contenimento, distanza dal confine del vicino

Distanze legali: nessun limite da rispettare per il muro che serve per contenere un terrapieno.

 

Se devi costruire un muro per contenere del terreno che, altrimenti, potrebbe franare (cosiddetto terrapieno) non sei tenuto a rispettare le regole sulle distanze minime dal confine del tuo vicino. È quanto chiarito dal Tribunale di Trento con una recente sentenza [1]. Difatti, il muro di contenimento non si può considerare una vera e propria «costruzione» per come intesa dal codice civile e, dunque, non è sottoposto al rispetto delle distanze tra terreni confinanti.

 

Capita non poche volte di dover costruire un «parapetto» in cemento o in muratura per contenere il terreno a ridosso di un dislivello con la strada o con un altro terreno ed evitare che questo scivoli al di sotto. Ebbene, tali muri di sostegno, che servono per il contenimento del terreno non devono rispettare distanze particolari rispetto al fondo del vicino come invece potrebbe essere, ad esempio, per una veranda posta a chiusura di uno spazio aggregato a quello dell’edificio principale.

 

Dunque ciascuno è libero di far erigere un muro di contenimento del proprio terreno anche a meno di tre metri dal fondo del vicino: se infatti si tratta di semplici sostegni del terreno, e non di terrapieni artificiali, non vi sono limiti di distanza.

 

La stessa Cassazione ha già affermato [2] tale principio, chiarendo che «in tema di distanze legali, il muro di contenimento di una scarpata o di un terrapieno naturale non può considerarsi “costruzione” nel senso inteso dal codice civile che regola le distanze tra costruzioni [3] ove adempia alla sua specifica funzione, e, quindi, dalle fondamenta al livello del fondo superiore, qualunque sia l’altezza della parete naturale o della scarpata o del terrapieno cui aderisce, impedendone lo smottamento».

 

Se invece il muro dovesse innalzarsi anche al di sopra del terreno, non avrebbe più la funzione di contenimento (in quanto volto a creare un dislivello artificiale o per accentuare il naturale dislivello esistente) e sarebbe pertanto soggetto alla disciplina sulle distanze minime tra costruzioni, distanza che – lo ricordiamo – è di tre metri.


[1] Trib. Trento sent. n. 595/16 del 3.06.2016.

[2] Cass. sent. n. 145/2006.

[3] Art. 873 cod. civ.

 


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