Cos’è un avviso di giacenza?
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22 Nov 2016
 
L'autore
Maura Corrado
 


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Cos’è un avviso di giacenza?

L’avviso di giacenza nella cassetta della posta indica che il postino non ha trovato nessuno in casa e ci invita a recarci presso l’ufficio postale per ritirare la raccomandata.

 

 

Avviso di giacenza: cos’è?

Quando il postino bussa alla porta e non trova nessuno, se per noi aveva una raccomandata, lascia nella cassetta delle lettere l’avviso di giacenza, un cartoncino che può avere colori diversi a seconda dell’atto contenuto nella raccomandata stessa o, più spesso, un foglietto stampato simile ad uno scontrino, con cui ci comunica di aver tentato il recapito e che il destinatario può recarsi, entro 30 giorni (180 se si tratta di atto giudiziario), all’ufficio postale per ritirarla, senza dover pagare nulla per il deposito. Ma il vero punto di forza dell’avviso di giacenza è un altro: grazie ai codici che vi sono riportati si può risalire al tipo di atto contenuto nella lettera e, quindi, rendersi conto di chi può essere il mittente.

 

 

Avviso di giacenza: di che colore?

L’avviso di giacenza contiene anche l’indicazione della città di provenienza della raccomandata. Come dicevamo, può avere diversi colori e proprio in base al colore cambia il contenuto della missiva:

  • se è verde, contiene atti giudiziari: provvedimenti del tribunale o notificati da soggetti privati (un avvocato) per il tramite dell’ufficiale giudiziario del tribunale; multe, sanzioni provenienti dalla prefettura, ecc.;
  • se è bianco si tratta di lettere, diffide, contestazioni, richieste di pagamento, ecc.

 

 

Avviso di giacenza: il codice dice molto

Dopo il colore, altro elemento fondamentale per capire chi è che ci cerca è il codice che vi è riportato: ogni raccomandata, infatti, ha un suo codice univoco, che serve a identificarla, distinguendola da ogni altra. In pratica, non ci possono essere due raccomandate con lo stesso codice. Attenzione alle prime tre cifre, però, che dipendono dalla tipologia di atto.

Vediamo i principali codici:

  • codice 05: è la “raccomandata 1”, cioè la raccomandata veloce che è caratterizzata da urgenza tanto che, solitamente, arriva a destinazione in 24 ore. Pensiamo alla disdetta di un contratto;
  • codici 12, 13, 14: sono le cosiddette raccomandate indescritte che arrivano entro 4 o 6 giorni lavorativi: ad esempio, la lettera inviata, da un avvocato, da una società che fornisce qualche utenza (ad esempio: luce, gas, acqua). Il contenuto può essere veramente vario: un sollecito di pagamento, il preavviso di scadenza di una fattura, la lettera di licenziamento, una citazione per comparire in un processo;
  • codici 76, 77, 78, 79: non ci sono buone notizie, considerando che si tratta multe, contravvenzioni e atti giudiziari (ossia inviati dal tribunale o da un privato che si è valso dell’ufficiale giudiziario);
  • codici 608, 609: nella maggior parte dei casi, sono comunicazioni provenienti da una pubblica amministrazione o da un ente pubblico per dare avviso di aver tentato la notifica di un proprio atto;
  • codici 612, 613, 614, 615: tali codici identificano le raccomandate provenienti da banche o da altro istituto di credito o dalle Poste;
  • codice 649, 669: tali codici identificano raccomandate contenenti documenti importanti come carte di credito e bancomat o comunicazioni da parte di altre aziende;
  • codice 670: si tratta di una cartella Equitalia;
  • codice 650: comunicazioni o atti provenienti dall’Inps.

 

 

Avviso di giacenza: che succede se non ritiro la raccomandata?

Dunque, il destinatario, ha un mese di tempo per ritirare la raccomandata: in caso contrario, essa viene restituita al mittente con la dicitura “compiuta giacenza”. Attenzione, però: è vero che la lettera non è stata ritirata e, quindi, il destinatario non conosce il suo contenuto. Tuttavia, la legge, proprio per non pregiudicare i diritti del mittente, dispone che quella stessa lettera si considera conosciuta da chi non ha provveduto al suo ritiro: in pratica, mancato ritiro equivale ad accettazione e tutti gli effetti collegati alla raccomandata si producono nel momento in cui viene spedita all’effettivo indirizzo del destinatario. Non conta che questi ne accetti o meno la consegna, non sia presente a casa e non vada a ritirarla presso l’ufficio postale. Facciamo un esempio: Tizio invia una raccomandata a Caio per comunicargli che intende recedere dal contratto di compravendita di un immobile che avevano stipulato tempo prima. Il recesso produce effetti in virtù del semplice invio della raccomandata, indipendentemente dal fatto che Caio l’abbia o meno ricevuta o si sia recato alla posta a ritirarla. Fanno eccezione a questa regola gli atti giudiziari: in tal caso, gli effetti della notifica si producono dal giorno in cui il destinatario effettivamente riceve la busta o dichiara al postino di non volerla accettare; se non è presente a casa, gli effetti si producono dopo 10 giorni da quando la lettera viene depositata presso l’ufficio postale. Ad esempio, nel caso delle cartelle di pagamento di Equitalia, il termine di 60 giorni per impugnarle decorre non dal giorno in cui vengono spedite ma da quello in cui il destinatario ne ha conoscenza effettiva.


 


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