Errori nell’Isee, come rimediare
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28 Ott 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Errori nell’Isee, come rimediare

Mancato o erroneo inserimento di redditi e dati nella dichiarazione Isee: presentazione dell’Isee integrativo o di una nuova Dsu.

 

Hai dimenticato di inserire nell’Isee un conto corrente, una carta di credito, un reddito, oppure hai sbagliato nell’inserire qualche dato, come la quota capitale del mutuo per l’abitazione principale? Puoi rimediare subito, presentando una nuova Dsu (dichiarazione Isee) o il cosiddetto Isee integrativo ed evitare così l’applicazione di sanzioni per falsa dichiarazione. In questo breve vademecum, vediamo gli errori più frequenti nella dichiarazione Isee e come rimediarvi.

 

 

Isee: come accorgersi degli errori

Innanzitutto, da quando è diventato operativo il nuovo Isee, cioè dall’anno 2015, è più facile accorgersi dell’esistenza di errori nella propria dichiarazione.

In seguito alla riforma, infatti, il calcolo dell’Isee non viene fornito dal Caf, per cui l’attestazione non viene stampata subito, come avveniva in passato: i conteggi sono effettuati dall’Inps, che invia, entro 10 giorni dall’inoltro della dichiarazione, l’attestazione relativa all’Isee e agli altri indicatori della situazione economica, reddituale e patrimoniale del nucleo familiare. L’Inps calcola gli indicatori in base alle informazioni acquisite dalle proprie banche dati e da quelle dell’Agenzia delle Entrate, come l’Anagrafe tributaria: è in questo modo che «saltano fuori» i principali errori, come il mancato inserimento di un conto corrente o di un libretto.

Quando sono presenti errori, l’Inps invia una segnalazione di anomalia: il contribuente è libero d’inviare la dichiarazione Isee all’ente richiedente (ad esempio all’università, che richiede un particolare tipo di Isee, l’Iseeu, per il calcolo delle tasse dovute e per agevolazioni come le borse di studio) anche in presenza di errori, ma deve poterli giustificare all’ente, che è comunque libero di non accettare la dichiarazione.

 

 

Isee: conto corrente dimenticato

Se ci si accorge di aver dimenticato un conto corrente, una carta di credito, un libretto o un diverso componente del patrimonio mobiliare, si deve presentare una nuova dichiarazione Isee, comprensiva dei dati omessi. Se, nel frattempo, è stata già consegnata  la dichiarazione errata all’ente richiedente, bisogna comunicare all’ente il valore della nuova attestazione, senza le omissioni o le difformità. Se l’Isee è stato presentato all’ente poco prima che scadessero i termini per una determinata domanda (ad esempio un bando per la concessione di agevolazioni), l’ente deve prendere come riferimento la data di richiesta effettuata prima della scadenza e il nuovo valore Isee determinato dalla dichiarazione corretta.

Nel caso in cui i termini della domanda fossero ancora aperti, è sufficiente comunicare all’ente i nuovi valori della dichiarazione Isee.

 

 

Isee: cud dimenticato ed errori nella dichiarazione dei redditi

In certi casi, gli errori nell’Isee derivano da errori nella presentazione della dichiarazione dei redditi. Può capitare, ad esempio, che ci si dimentichi di inserire un cud (ora una Cu, certificazione unica) nel 730 o un reddito nel modello Unico e, successivamente, si rettifichi la dichiarazione.

Il problema sorge nell’ipotesi in cui l’Isee sia presentato prima della rettifica della dichiarazione, in quanto i dati risultano «pescati» dall’Inps dalla dichiarazione errata. In presenza di una simile situazione, dato che l’errore riguarda i dati prelevati automaticamente dalle banche dati Inps – Agenzia delle Entrate, il cittadino deve presentare il singolo quadro FC8, cioè il cosiddetto Isee integrativo e non una nuova dichiarazione Isee.

 

 

Isee: errore del Caf e del contribuente

Se l’errore nella dichiarazione Isee, o la dimenticanza, è attribuibile all’operatore del Caf, questi è tenuto a presentare una rettifica dell’Isee. Quando l’errore è del contribuente, invece, si presenta una nuova dichiarazione, oppure, in alcuni casi, come appena esposto, è sufficiente presentare il quadro FC8- Isee integrativo.

Quando il quadro FC8 è presentato perché il dichiarante rileva inesattezze nei dati precedentemente non auto-dichiarati e acquisiti direttamente negli archivi dell’Agenzia delle entrate o dell’Inps ai fini del calcolo dell’Isee, gli enti effettuano un’ulteriore verifica negli archivi. Se resta una discordanza tra quanto dichiarato e quanto presente negli archivi, le informazioni sono comunicate alla Guardia di finanza per i controlli del caso.


 


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