Il padre non rispetta gli orari di visita dei figli: c’è reato?
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25 Ott 2016
 
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Redazione
 


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Il padre non rispetta gli orari di visita dei figli: c’è reato?

L’ex marito ritarda o anticipa gli orari nell’andare a prendere o riportare i bambini a casa della madre? Non c’è possibilità di denunciarlo.

 

È vero: il disinteresse del padre nei confronti dei figli e la sua completa assenza dopo la separazione dalla madre costituisce reato; tuttavia non rientra nell’illecito penale l’elasticità nel rispetto degli orari di visita come nel caso in cui questi faccia puntualmente ritardo o riporti i bambini un po’ prima dell’orario disposto dal giudice. Si tratta, tutt’al più di una semplice violazione di regole di buona prassi, ma che non rientra nell’ambito del penale. È quanto chiarito dal tribunale di Ascoli Piceno in una recente sentenza [1].

 

 

Collocazione e affidamento: che differenza c’è?

Quando una coppia si separa e dall’unione sono nati figli, il giudice stabilisce due importanti questioni: la collocazione e l’affidamento. Si tratta di due concetti completamente diversi che, tuttavia, vengono spesso confusi tra loro. Difatti,

  • la collocazione è l’individuazione del genitore presso cui i bambini andranno a vivere materialmente, ivi fissando la loro residenza e la loro quotidianità; all’altro genitore viene consentito (e anzi, è un suo preciso obbligo) fare visita ai figli in determinati giorni della settimana, passare con loro i giorni di festa e le vacanze in modo alternato rispetto alla madre. Questi dettagli, comunque, vengono di volta in volta fissati dalla sentenza del tribunale se i genitori non hanno tra loro fissato un accordo in proposito;
  • l’affidamento è l’individuazione dei genitori che avranno, sui bambini, il potere di indirizzo nell’educazione e crescita; in pratica si tratta del potere-dovere di prendere le decisioni sia in materia di ordinaria che straordinaria amministrazione. La regola vuole che l’affidamento sia sempre condiviso, ossia spetti sia al padre che alla madre. Solo in casi eccezionali il giudice dispone l’affidamento esclusivo, ossia attribuisce tutti i poteri-doveri a un solo genitore, essendo l’altro ritenuto pericoloso per la crescita dei bimbi.

 

 

Gli orari di visita dei figli

Immaginiamo un tipico caso: una coppia separata ha l’affidamento condiviso dei due figli minori i quali vengono collocati presso la madre. Nasce un contrasto tra i due genitori sulla gestione degli orari di visita e del tempo che i figli devono trascorrere con il padre. Sebbene nella sentenza di separazione (ma lo stesso discorso può farsi in caso di separazione consensuale, con la firma dell’accordo) sia previsto che gli incontri tra il padre e i bambini debbano avvenire in giorni prestabiliti, in base all’orario di scuola e delle esigenze dei minori, il padre più volte non rispetta gli orari indicati, facendo andare la ex moglie su tutte le furie. In particolare capita che talvolta l’uomo ritardi e talvolta invece anticipi il suo arrivo.

Da un lato il padre mostra delle proprie esigenze personali e si appella all’imprevisto sopravvenuto, dall’altro la madre invoca il rispetto «alla lettera» degli ordini del giudice. Chi dei due ha ragione?

 

Secondo la sentenza in commento, i semplici anticipi o i ritardi nel rispetto degli orari di visita dei bambini non costituiscono reato, perché non si tratta di un comportamento volto a ostacolare l’ordine del giudice. Il penale scatta solo in presenza di una condotta volta a frustrare o a impedire il risultato concreto cui tende la sentenza emessa dal tribunale.

 

Insomma, per aversi reato è necessario un «inadempimento in mala fede del provvedimento del giudice». Nel caso di specie, pertanto, il reato non sussiste, in quanto i comportamenti del padre non sono elusivi del provvedimento giudiziale, ma sono semmai una semplice «violazione di “regole di buona prassi”, non penalmente sanzionabile».

 


La sentenza

Tribunale di Ascoli Piceno – Sezione penale – Sentenza 6 maggio 2016 n. 641

TRIBUNALE DI ASCOLI PICENO SENTENZA (Artt. 544 e seg c.p.p) Con motivazione contestuale REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Innanzi al Tribunale di Ascoli Piceno, in composizione monocratica in persona del Giudice dr. Barbara Pomponi alla pubblica udienza del 6 MAG. 2016 ha pronunciato e pubblicato mediante lettura del dispositivo la seguente

SENTENZA

nei confronti di

Ca.En. n. (…) a Ascoli Piceno, Italia res. Ascoli Piceno via (…)

domic. dichiarato: Ascoli Piceno via (…)

IMPUTATO

artt. 81, 388/2 C.P. perché, con più azioni esecutive di un medesimo disegno:

– eludeva il provvedimento emesso dal Tribunale di Ascoli Piceno datato 12.01.11 nell’ambito della procedura civile di separazione concernente l’affidamento condiviso dei minori, Al. e An., conviventi con la madre CI.Ci., non rispettando reiteratamente i tempi e modi di frequentazione previsti:

– omettendo, il 05.11.13, di riconsegnarli alla madre nei tempi e modalità previsti e, nel contempo, con fare aggressivo iniziando a colpire con pugni e calci l’auto della stessa – non consenziente alla pretesa del padre di tenerli con sé – e, quindi, causando situazioni di turbamento nei minori

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[1] Trib. Ascoli Piceno, sent. n. 641/2016 del 6.05.2016.

[2] Art. 388 cod. pen.

 


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