Villette condominiali: l’antenna sulla facciata si può?
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25 Ott 2016
 
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Carlos Arija Garcia
 


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Villette condominiali: l’antenna sulla facciata si può?

Vince in Cassazione il proprietario di una villetta a schiera che aveva installato tettoia e antenna. Per i giudici serve una lettura elastica del regolamento.

 

Non è colpa del condomino se certe trasmissioni le fanno vedere solo sul satellite e, per guardarle, ha bisogno di installare un’antenna parabolica sulla facciata della sua villetta a schiera condominiale. Ma può farlo? Oppure prevale il regolamento contrattuale ed il parere dell’assemblea?

Il condomino può andare a comprare i pop corn per vedersi il film o la partita di calcio perché la risposta è sì: può farlo. Grazie ad una sentenza della Corte d’Appello, confermata in Cassazione ai primi di ottobre, che interpreta con una certa flessibilità il regolamento del condominio e che, nel caso delle villette a schiera, le cose sono diverse rispetto agli appartamenti condominiali disposti, per così dire, in verticale.

Il caso in questione riguardava il proprietario di una villetta a schiera bifamiliare che faceva parte di un supercondominio. Era stato trascinato in Tribunale perché aveva collocato una tettoia ed un’antenna parabolica sulla facciata, secondo i vicini contrarie al decoro architettonico del complesso. Il condominio sosteneva davanti al giudice che i muri perimetrali erano da considerare tra i beni comuni ed il proprietario della villetta non aveva chiesto l’autorizzazione dell’assemblea, come da regolamento. E il Tribunale ha dato ragione al condominio.

 

 

Antenna sulla facciata: il parere della Corte d’Appello

Poteva il proprietario della villetta condominiale accontentarsi del primo grado e perdersi le sue trasmissioni preferite? Nemmeno per sogno. Eccolo, allora davanti alla Corte d’Appello. Che ha ribaltato la sentenza del Tribunale. Secondo i giudici, infatti, sulle villette bifamiliari a schiera non può essere applicata la regola che interessa le parti comuni dell’edificio [1], poiché questa riguarda soltanto i palazzi divisi orizzontalmente a più piani (il classico condominio di città che tutti hanno in mente, insomma). In sostanza, i muri perimetrali della villetta condominiale non sono assimilabili ai muri maestri, dato che hanno l’unico scopo di delimitare le unità immobiliari e di sorreggere la copertura, che sia privata o in comune con il vicino. Quindi, non trattandosi di muri maestri non sono da considerare parti comuni come da regolamento.

La Corte d’Appello è stata più esplicita quando ha affermato che qualsiasi tipo di intervento eseguito sulle pareti esterne della propria villetta condominiale, quindi sulla facciata di sua proprietà, non è da ritenersi illegittimo solo perché non è stato autorizzato dall’assemblea. A maggior ragione se, come nel caso in questione, si trattava di una piccola tettoia di colore neutro che non alterava l’estetica dell’edificio e di un’antenna parabolica, grande quanto basta e niente più, collocata sulla parte posteriore e uguale a quella dei vicini che avevano avuto l’ok dell’assemblea. Insomma, per la Corte chi legge il regolamento in modo un po’ elastico non commette per forza un fatto illecito.

 

Antenna sulla facciata: il parere della Cassazione

Può il proprietario della villetta condominiale – pensò il condominio – guardare le sue trasmissioni preferite grazie all’antenna sulla facciata senza avere prima chiesto il parere dell’assemblea? Nemmeno per sogno. Eccolo, allora, davanti alla Cassazione, a rivendicare la falsa applicazione della normativa in materia e l’incidenza delle opere realizzate sul decoro architettonico. Tutto inutile, però: per la Suprema Corte il concetto di condominio va applicato anche alle villette a schiera, ma la sentenza della Corte d’Appello non faceva una piega. Sia perché le sue valutazioni erano adeguatamente motivate e insindacabili da un punto di vista della legittimità, sia perché il condominio avrebbe dovuto muoversi diversamente e impugnare l’interpretazione data al contenuto del regolamento condominiale con un motivo specifico sotto il profilo della violazione delle norme di ermeneutica contrattuale [3] (cioè dell’interpretazione del contratto stesso) oppure di illogicità della motivazione.

Risultato? Il proprietario della villetta condominiale si tiene la tettoia e l’antenna sulla facciata. E si guarda le sue trasmissioni preferite comodamente a casa sua. Da solo: di invitare i vicini a vederle con lui, non se ne parla.


[1] Art. 1117 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 20248/2016.

[3] Artt. 1362 e seguenti cod. civ.

 


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