Manovra 2017: cosa cambia su pensioni, famiglie e lavoro
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26 Ott 2016
 
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Carlos Arija Garcia
 


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Manovra 2017: cosa cambia su pensioni, famiglie e lavoro

Ape per chi guadagna almeno 730 euro, premi per le nascite, agevolazioni per le assunzioni di giovani, canone Rai meno caro. Ecco le prime certezze.

 

La legge di bilancio 2017 è ancora da chiudere in via definitiva ma, dalle anticipazioni, è già possibile capire la linea che il Governo intende seguire nei prossimi mesi in materia di politica economica, per quanto riguarda pensioni, famiglie, tasse e lavoro.

 

 

Pensioni: l’Ape nella manovra 2017

Il Governo tende a confermare nella manovra 2017 il meccanismo di uscita anticipata dal lavoro attraverso la cosiddetta Ape, l’anticipo finanziario a garanzia pensionistica. Per poterne usufruire, la persona che intende lasciare la propria attività (dipendente privato, pubblico o lavoratore autonomo) dovrà dotarsi della chiave digitale di accesso a tutti i servizi online della Pubblica amministrazione (la Spid). Inoltre, il suo assegno pensionistico non dovrà essere inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo (730 euro lordi al mese). Altri requisiti per chiedere l’Ape: bisogna avere versato almeno 20 anni di contributi ed avere 63 anni di età anagrafica, cioè 3 anni e 7 mesi in meno rispetto all’età necessaria per ottenere la pensione di vecchiaia. Se a chiedere l’Ape è un dipendente pubblico dovrà aspettare il raggiungimento dell’età pensionabile per avere il Tfr (lo vedrà, insomma, 3 anni e 7 mesi dopo).

L’Ape dura almeno sei mesi. Lo Stato sconterà dall’assegno la rata ventennale del prestito e coprirà metà delle spese con un credito di imposta annuo per banche e assicurazioni. Lo Stato, comunque, si impegna a non tagliare le pensioni di chi ha un reddito inferiore ai 1.500 euro mensili e di chi ha svolto attività gravose, purché abbiano 36 anni di contributi. Si tratta di operai (edilizia, miniera), conduttori di gru, conciatori, facchini, operatori ecologici, insegnanti della scuola pre-primaria, addetti alla pulizia non qualificati, assistenti di persone non autosufficienti, infermieri e ostetriche ospedalieri, conduttori di mezzi pesanti, camion e convogli ferroviari.

La manovra 2017 conferma le altre misure previste sulle pensioni: quattordicesime aumentate e ampliate, estensione della no tax area, ricongiunzioni gratuite ed aiuti a chi svolge dei lavori usuranti o a chi ha iniziato a lavorare prima dei 19 anni.

Il testo prevede anche l’ottava salvaguardia per 19.741 esodati coinvolti dalla riforma Fornero del 2011, senza lavoro né pensione.

 

 

Manovra 2017: ecobonus e bonus per zone sismiche

Viene ampliato con la manovra 2017 il bonus casa previsto fino alla fine del 2016 nelle zone sismiche: se ne potrà usufruire nella misura del 50% fino al 2021. Ma la detrazione arriva al 70% per chi realizza interventi di riqualificazione che determinino il passaggio ad una classe di rischio sismico inferiore all’80% se si parte da due classi di rischio inferiori. In caso di lavori condominiali in queste zone sale al 75% e all’85%. Altre agevolazioni per la casa: il bonus del 50% per le ristrutturazioni, l’ecobonus al 65% per avere maggiore efficienza energetica attraverso nuove caldaie o nuovi infissi ed il bonus mobili fino ad una spesa di 10.000 euro.

 

La famiglia nella manovra 2017

Nella manovra 2017 c’è un capitolo dedicato anche alla famiglia in senso stretto, che riguarda premi alla nascita, aiuti per iscrivere i bambini più piccoli al nido ed agevolazioni per i papà che vogliono (o devono) restare a casa in congedo.

Dal 1 gennaio 2017 verrà riconosciuto un bonus di 800 euro una tantum in occasione della nascita di un figlio, purché la mamma ne abbia fatto richiesta all’Inps al settimo mese di gravidanza. Chi, invece, ha avuto un figlio dopo il 1 gennaio 2016 potrà usufruire di un bonus di 1.000 euro l’anno a partire dal 2017 per pagare le rette dell’asilo nido, pubblico o privato. Non ci sono dei vincoli Isee.

Infine, viene prorogato per tutto il 2017 l’obbligo di concedere ai papà il congedo per restare a casa con il bebè, beneficiabile entro i cinque mesi dalla nascita del figlio.

La manovra 2017 contempla anche degli aiuti ai figli che sono decisamente più grandi. Sono previsti 50 milioni extra sul fondo integrativo statale per l’accesso all’università. Le modalità con cui verranno utilizzati, in base ai fabbisogni delle regioni, saranno stabilite dai ministeri dell’Istruzione e dell’Economia. In più, entro il 30 aprile di ogni anno la Fondazione Articolo 34 (ex Fondazione per il Merito) dovrà bandire almeno 400 borse di studio nazionali da 15.000 euro ciascuna destinate agli studenti particolarmente meritevoli ma senza risorse economiche.

Per quanto riguarda la sanità, il Governo assicura di non prevedere alcun taglio, anzi: il fondo per coprire l’assistenza sanitaria salirà a 113 miliardi nel 2017 e arriverà a 115 miliardi nel 2019. Tra le voci interessate, l’acquisto di medicinali oncologici, i vaccini e l’assunzione di personale sanitario.

 

 

Manovra 2017: le tasse

Dal 2017 scende da 100 a 90 euro il canone Rai, che resta, comunque, da pagare nella bolletta della luce. La tv di Stato resta esclusa dal perimetro della Pubblica amministrazione e, quindi, dai tagli previsti in questo settore.

Si dovrebbe pagare qualcosina in meno anche per viaggiare in aereo. Sparisce, infatti, l’addizionale comunale sui diritti di imbarco, per sostenere – si legge sulla bozza della manovra 2017 – le prospettive di crescita del settore aereo e ridurre gli oneri a carico dei passeggeri.

Viene, infine, prorogato a tutto il 2017 il blocco degli aumenti dei tributi e delle addizionali locali deciso nella legge di Stabilità dello scorso anno.

 

 

Manovra 2017 e lavoro

Cosa prevede la manovra 2017 per quanto riguarda il mondo del lavoro? Partiamo dai dipendenti statali. Viene stanziato quasi un miliardo e mezzo per il rinnovo del contratto (900 milioni) e per la conferma degli 80 euro alle forze dell’ordine (500 milioni). Lo stanziamento salirà a quasi 2 miliardi nel 2018 per riaprire le assunzioni nella pubblica amministrazione.

Nel settore privato, ci saranno agevolazioni per chi assume tra il 1 gennaio 2017 ed il 31 dicembre 2018, anche in apprendistato, studenti che abbiamo svolto attività di alternanza scuola-lavoro: queste aziende potranno godere di esonero contributivo per un massimo di 36 mesi nel limite massimo di 3.250 euro l’anno. Le aziende potranno assumere ex stagisti, entro sei mesi dal conseguimento del diploma di scuola secondaria.

La manovra 2017 prevede anche un aumento degli sgravi per i premi di produttività. Ci sarà una tassazione agevolata al 10% per gli importi fino a 3.000 euro o fino a 4.000 nelle realtà in cui vengano coinvolti pariteticamente i dipendenti nell’organizzazione del lavoro. Il tetto del reddito sale a 80.000 euro l’anno. In questo modo potranno usufruire dell’agevolazione anche alcuni dirigenti.

Quasi 650 milioni di euro verranno destinati fino al 2021 al sostegno del fondo esuberi di categoria del settore bancario e ad agevolare le operazioni di ristrutturazione e fusione. Il provvedimento è destinato più genericamente non solo al settore bancario ma a «imprese e gruppi di imprese» con un limite massimo complessivo di 25 mila dipendenti che ne potranno beneficiarne nel triennio 2017-2019.

Infine, per quanto riguarda il settore dello sviluppo, resta confermato il superammortamento al 140% per i beni acquistati fino al 31 dicembre 2017, eccezion fatta per i veicoli ed atri mezzi di trasporto. In più, è previsto un iperammortamento al 250% per l’acquisto di beni destinati alla trasformazione tecnologica e digitale delle industrie.


 


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